giovedì 10 ottobre 2019

Estate 2019

Anche se siamo ad ottobre e le vacanze estive sono ormai un pallido ricordo, voglio parlare della fantastica esperienza che ho fatto a fine luglio-inizio agosto.
In questo post raccontavo le ansie del viaggiatore, e promettevo resoconto...infine eccolo!
Ho deciso di andare in Cornovaglia, partendo da Londra con un'auto noleggiata, e miracolosamente sono riuscita a convincere Charlie Brown a seguirmi nell'avventura. Vi sembrerà una cosa normale, ma in realtà Charlie Brown PRIMO ha vent'anni e magari una vacanza con la mamma non rientra nei suoi sogni SECONDO non ama viaggiare, e TERZO non condivide con me l'amore incondizionato per le Isole Britanniche. 
E invece, dopo aver protestato perché avevo già comprato il biglietto aereo anche per lui, dichiarato che non sarebbe mai partito con me e affermato il suo totale disinteresse per la Cornovaglia, ha cambiato idea.
Sarebbe troppo affermare che è partito entusiasta, ma a me bastava che si trascinasse, tanto dopo non avrebbe potuto rimanere insensibile ad un viaggio tanto figo 😁😁.
Ovviamente tutti sanno che dal punto di vista economico l'Inghilterra è un salasso, e non potendomelo permettere, mi sono ingegnata un po'.
Avevo sentito parlare di couchsurfing, quindi ho cercato su internet e mi sono iscritta alla piattaforma ed ho cominciato a contattare un po' di gente in cerca di ospitalità.
Non sono riuscita a fare tutto il periodo divanando, ma una buona parte sì.
Ho appeso la cartina sul mio frigorifero, e a seconda dei contatti, ho costruito il mio itinerario
Dopo essere arrivati a Stansted, ritiro dell'auto e subito via.
La prima tappa a Salisbury per vedere Stonehenge, io ci ero già stata ma Charlie Brown no. 

Niente divani qui, ma una stanza con airb&b da Fiona.
Dopodiché Isola di Wight, e qui siamo stati accolti da Wendy e la sua famiglia per tre giorni.
La mia prima esperienza come ospite è stata semplicemente meravigliosa. Wendy e Jonathon ci hanno accolti nella loro casa (stupenda) dandoci una stanza, altro che divano, che misura come tutto il mio appartamento, con: da un lato vista sul mare e dall'altro vista sul loro giardino... 

Ma la cosa più bella è stata l'esperienza di conoscere Wendy e la sua famiglia, passare del tempo con loro, condividere le cene e aiutarli con qualche piccolo lavoretto perché stavano organizzando la festa per il loro trentesimo anno di matrimonio che sarebbe avvenuta da lì a una settimana.

La tappa successiva è stata a Plymouth, dove sono stata ospitata da Vicky, una madre single con quattro figli, il più grande di 10 anni e il più piccolo di un anno e mezzo, costantemente in braccio. L'ospitalità di Vicky mi ha toccato moltissimo, chi di noi, da sola e con quattro figli piccoli sarebbe disposta a offrirsi di ospitare gente, dandogli peraltro l'unica camera disponibile? Infatti Vicky stava ridecorando la sua camera da letto, e per lasciare posto a noi si è accampata sul divano con i tre piccoli, mentre il grande aveva la sua cameretta da solo. Per me Vicky è eroica, è stata gentilissima, ci ha consigliato cosa fare e vedere nei due giorni che abbiamo passato lì e ci ha anche invitato a cenare con loro.

Dopo essere passati da Exeter, che merita una visita solo per la cattedrale, e che si è rivelata una delle cittadine più incantevoli che ho visitato nel UK, siamo arrivati a Westward Ho!, l'unico paese col punto esclamativo. E qui siamo stati ospitati da Juliet, un'altra donna favolosa che ci ha lasciato usare la sua casa e la sua camera per tre giorni. Esatto! La sua camera! Perché Juliet fa i turni e lavora anche di notte, quindi non era in casa. Nei pochi istanti che abbiamo passato insieme, tra un turno di lavoro di notte e i nostri giri turistici, Juliet è stata una fonte di informazioni preziosissima su cosa fare e cosa vedere, senza contare che lei come persona mi è rimasta nel cuore. La sua casa fantastica, la vista sul mare che si gode dalle sue finestre era per me ipnotica...avrei potuto stare alla finestra dalla mattina alla sera con una tazza di tè e una sigaretta 😀!


morning




night


la camera

A questo punto, purtroppo, la mia esperienza come divanista si interrompe bruscamente, perché avrei dovuto andare a Newquay da un certo Steven (guarda caso unico uomo) che all'ultimo momento ha accampato una serie di scuse, dopo aver accettato di ospitarci, e quindi ho dovuto ripiegare su una urfida Inn sopra un pub per una notte e poi con airb&b un'altra esperienza positivissima a casa di Katie, altra donna single con figlio di 20 anni, insegnante di yoga con una casa da favola a St. Ives



Anche se per me è stata una mazzata economicamente parlando, sono felice di avere conosciuto Katie 💓.

Last but not least, non era prevista una tappa a Londra, ma Charlie Brown non ci era mai stato...una cosa a cui bisognava porre rimedio al più presto. A Londra c'è il mio grandissimo amico Joe, quindi nessun problema.

Concludendo, voglio prima di tutto ringraziare tutti i surfisti del mondo che mettono a disposizione le loro case con una mentalità aperta e una grande fiducia nel prossimo...ovviamente anche io ho ospitato, e vi parlerò delle mie avventure in un altro post...sono grata per aver potuto fare questa vacanza da sogno in maniera totalmente unconventional e totally cool, e vi invito a entrare a fare parte di questo mondo perché c'è un sacco di gente bella al mondo, nonostante le apparenze!

mercoledì 18 settembre 2019

Potrebbe andare peggio...potrebbe piovere



E' passata la prima settimana di scuola, mi sono state affidate cinque classi
una prima, dove farò sia inglese che spagnolo,
una terza
una quarta
due quinte

Situazione attrezzature:
in prima c'è il computer, la LIM ma niente connessione
in terza c'è tutto (sistema operativo Windows 7) ma non posso mostrare gli mp4 perché non c'è un programma che li supporti
in quarta c'è la LIM ma non il computer (?!?)... ho tentato di risolvere il problema portandomi il portatile da casa MA la LIM ha una presa VGA e il portatile una HDMI, tentativo fallito.
in una quinta c'è tutto ma la connessione è talmente lenta che non riesco neanche a fare il login sul drive per mostrare un file
infine, nell'altra quinta non c'è connessione e non funziona la lavagna così che abbiamo una splendida lavagna di ardesia con i gessetti...come in carcere.

Registro elettronico:
siamo stati abbinati alle classi, c'è qualche errorino qua e là: alunni inseriti in una classe che si trovano in un'altra, orari previsti che non sempre corrispondono, ad esempio oggi ho "fatto" matematica in quinta e l'altro giorno educazione motoria in prima. Ma niente di grave.
La cosa veramente fastidiosa è che non ci sia la possibilità di inserire i mezzi voti, ma questa è una scelta dell'Istituto (chi sarà poi questo Istituto, dato che gli insegnanti si lamentano di questa cosa, non è dato sapere).

Dislocazione classi:
Ci sono due sedi a distanza di 10 minuti a piedi l'una dall'altra. L'anno scorso le classi erano state divise a seconda dell'indirizzo (ce ne sono 4). Quest'anno tutte le quarte e le quinte sono in sede mentre tutte le terze sono nella succursale...io che ho terza quarta e quinte faccio la spoletta per il momento senza buchi, il che significa che o vado via dalla classe 10 minuti prima per arrivare alla succursale, o arrivo in succursale 10 minuti dopo il suono della campanella.

Test d'ingresso:
si è deciso di fare il test solo un prima e in terza. 
Risultati, in prima 16 insufficienti, di cui 13 gravi (totale 29 alunni)
in terza 11 insufficienti di cui 5 gravi (totale 22 alunni)

e poi c'è il clima:
il caldo e l'umidità la fanno da padroni. Per sopravvivere bisogna tenere tutte le finestre più la porta aperte, e io ho caldo lo stesso. Dopo le traversate sede-succursale e succursale-sede la mia inner pose lascia un po' a desiderare...frangetta appiattita e ascella pezzata


mercoledì 4 settembre 2019

La rissa

ovvero: come dare uno spettacolo assai poco edificante di sé stessi e della scuola tutta ancora prima dell'inizio delle lezioni

Avrei voluto finire di scrivere la galleria di personaggi che frequentano l'Istituto Tecnico nel quale sono approdata, ma gli eventi della giornata mi costringono ad un fast forward...seguiranno una serie di flashback...

Gli esami di riparazione a IstitutoTecnico si sono svolti l'ultima settimana di agosto, e non, come sarebbe più logico, a settembre, perché la nostra cara Preside ha deciso così e non c'è stato verso. punto.

Quindi, il 27 agosto sono cominciati gli esami, ma anche i colloqui degli studenti provenienti da altre scuole e i colloqui degli studenti che rientrano da un anno di studio all'estero.
Il giorno 30 agosto è stata convocata la commissione per gli studenti dello scambio culturale, della quale io facevo parte. Alle 8 del mattino siamo tutti presenti, ma ci arriva la notizia che la studentessa Pansy (mi ha preso il trip dei fiori, abbiate pazienza), di ritorno da un anno negli Stati Uniti, è in vacanza, per cui non sosterrà il colloquio. Pansy, come gli altri tre studenti, è tornata dagli Stati Uniti all'inizio di luglio, il 30 agosto era in vacanza in Puglia.
A me, questa qui, sta già sulle palle. Anch'io sarei stata volentieri a casa, come tutti gli altri insegnanti, ed alcuni di noi erano lì esclusivamente per lei.
In definitiva, abbiamo stabilito di trovarci di nuovo per principessa Pansy oggi, 4 settembre, alle 8 del mattino. Perché alle 8.30 cominciavano gli scrutini delle classi, una delle quali la sua, per non dover fare lo scrutinio e poi riunirci una seconda volta per la valutazione del colloquio.

Questa mattina alle 8 siamo (quasi) tutti pronti, principessa Pansy è accolta da (quasi) tutti gli insegnanti come si deve al suo ruolo principesco, baci, abbracci e clima festoso e informale (pure troppo). In particolare Billofrights (diritto) sembra avere ritrovato un'amica perduta e si "spertica in lodi sperticate".
Io me ne sto sulle mie e attendo l'inizio del colloquio per fare la mia domanda ben assestata sulla mancanza di considerazione, e pure di educazione, delle persone che mancano ad un appuntamento. Ma non ad un appuntamento con l'amica per andare al cinema, all'appuntamento con una commissione di insegnanti che PRIMO hanno tutte le loro cose da fare perché anche loro, poveretti, hanno una vita, e SECONDO della ricaduta a catena di tutta una serie di riunioni, scrutini, risultati di esami, etc. etc.

In realtà vengo anticipata, perché prima di iniziare la sua bellissima e patinatissima presentazione in power point interviene Billofrights dicendo di non partire prevenuti per il "disguido" del colloquio mancato. Io invece parto proprio prevenuta, guarda un po'. La collega Frida (arte) precisa l'ovvio, dicendo che non siamo tanto contenti di come si è comportata. Pansy ribatte dicendo che lei aveva avvisato la segreteria che sarebbe stata in vacanza e quindi è colpa della segreteria che non ha avvisato la vicepreside che ha fatto il calendario. Billofrights la sostiene e zittisce tutti i colleghi che cercano di interloquire.
Dato però che, anche se non tutte le insegnanti sono di spirito caliente come Billofrights, sono tutte perfettamente in grado di farsi valere senza urlare e senza zittire nessuno, FinancialReport (economia) fa notare a Pansy che non spetta a lei stabilire la data del suo colloquio, e che non è la scuola a doversi adattare alle sue esigenze, ma lei a doversi adattare a quelle della scuola, come sarà quando dovrà affrontare un esame universitario o un colloquio di lavoro.
Billofrights, in un eccesso di difesa dice a WorldMap (geografia) di stare zitto...il più che pacifico WorldMap si inalbera, si alzano le voci, i toni, le persone...riassumendo una bagarre. Tutto questo davanti a Pansy.
La nuova collega di spagnolo, fresca di immissione in ruolo, seduta vicino a me mi dice di non aver mai visto una scena simile...baby...non hai visto niente.

segue resoconto collegio docenti...

lunedì 2 settembre 2019

Colleghi: LaDaisy

Questo lunghissimo periodo di silenzio, che spero vivamente di riuscire ad interrompere in maniera continuativa, ha visto uno sconvolgimento totale sia nella vita privata che nella vita lavorativa.
Lo sconvolgimento più importante riguarda, ovviamente, la vita privata, perché per quanto uno sia attaccato e dedito al lavoro, solo le vicende personali possono determinare catastrofi simili.
Per farla breve sono passata attraverso un divorzio, un altro matrimonio e una separazione...si sa che i matrimoni delle star non durano mai (cit. ciuchino)... il tutto condito da una dose di tragedia che neanche la mente di Shakespeare avrebbe potuto concepire. Ma di questo in realtà non ho nessuna voglia di parlare.

Vorrei invece riprendere il tema scolastico, con la galleria dei personaggi (molto più divertente). Intanto lo scorso anno scolastico c'è stato il salto dalla Scuola Media alla Scuola Superiore. Ora sono la felice insegnante di un istituto tecnico di città tentacolare (80.000 abitanti, nientepopodimeno che), sono passata da un collegio docenti di una trentina di persone compresa scuola primaria e secondaria ad un collegio con 120 membri...wow!
Le riunioni di dipartimento, che prima erano di 3 persone (come le sedi dell'Istituto), ora sono di 30 persone almeno, con 4 lingue straniere. Il sottogruppo di inglese almeno una decina. Per me è stato come andare a New York.

Oggi vorrei parlarvi di LaDaisy. La chiamo così perché suggella tutti i suoi messaggi sul (maledettissimo) gruppo di whatsapp con una margherita. E' sempre vestita di bianco, l'altro giorno agli esami di riparazione aveva un vestito di sangallo, coi capelli biondi sciolti sulle spalle, e quell'aria da personcina gentile e innocua che... i più sgamati avranno già intuito che c'è un "ma".

Il 28 agosto ci siamo ritrovate nella stessa aula per gli esami di riparazione. Caldo soffocante che ti piomba addosso quando entri nell'aula, dove ci sono almeno 5 gradi in più che nel corridoio. Faccio aprire una finestra. Dopo pochi minuti le finestre sono chiuse, e LaDaisy mi dice "ho fatto chiudere le finestre perché c'era corrente". Ma magari ci fosse corrente, magari anche solo un refolo in questo caldo sciroccato. Comunque, io le dico "per favore apriamo un po' se no io muoio".
Lei, con i suoi capelli biondi sciolti sulle spalle, il suo vestito di sangallo e le sue margherite risponde "ma se apriamo muoio IO".
E io dico "Va bene, allora morirò io..."
LaDaisy non fa neanche una piega, non un tentativo di mediazione, non un magari apriamo una finestra sola e io non mi metto proprio davanti a quella...niente. A posto lei, a posto tutti.

sabato 20 luglio 2019

Amo viaggiare

Ammetto che la mia affermazione nel titolo non sia particolarmente originale, anche senza l'aiuto di Pagnoncelli credo di poter dire che il 90% della popolazione ama o amerebbe viaggiare se potesse.
Viaggi organizzati, viaggi fai-da-te, viaggi rilassanti, tour de force, sacco in spalla, tutto compreso, low cost....basta andare, vero?

Ok, ci siamo. A me piace il viaggio semi organizzato da me, come quello che farò la settimana prossima in Cornovaglia accompagnata da Charlie Brown (Ciccio o Chuck) che è il mio primogenito e che NON vuole assolutamente che lo chiami così, il che è una tremenda ingiustizia perché lui E' Charlie Brown. Ma passi.

Mi sono divertita a prenotare il volo, noleggiare la macchina, prenotare la prima notte in un B&B a Salisbury (prima tappa del viaggio per vedere la cattedrale e rivedere Stonhenge), sfogliare la rough guide per capire cosa voglio fare (tutto) e vedere (tutto), selezionare perché purtroppo abbiamo solo 2 settimane e non due mesi..., utilizzare couch surfing ed esultare per avere la possibilità di stare tre giorni sull'Isola di Wight (yessss, seconda tappa), insomma, ci siamo capiti.

MA, a quattro giorni dalla partenza comincia una fase che non mi piace per niente, che si verifica ad ogni viaggio anche se so che poi passa:

la preparazione della valigia😱😱😱

Dio come odio preparare la valigia!!!
Comincio dalle cose più facili: mutande, reggiseni, calze...pigiama, ciabatte, spazzolino, dentifricio e tutto il beautycase...ma porto i trucchi? Ma no, chi se ne frega, sono in vacanza...vabbé solo eye-liner e mascara (cioè quello che metto sempre), quindi anche struccante... e lo smalto? Come faccio che non si può portare l'acetone in aereo...e poi che sbatti, no no no, vado a fare le unghie col semipermanente. Questo mi è venuto in mente ieri, ho contattato un paio di persone che fanno dei prezzi umani perché non ho nessuna intenzione di spendere 60 euri, ho constatato che una non lavora più perché ha avuto due gemelli (dopo due figlie) e l'altra è occupata. Bene, niente smalto. Unghie nature per due settimane.
Telo mare, costume, asciugamano per quando facciamo couch surfing...oddio, devo prendere qualcosa per i miei ospiti, qualcosa che sia italiano, tipico ma allo stesso tempo non un ciaffo per turisti, ci sono...qualcosa da mangiare, ma cosa? Biscottini? Un vasetto di pesto? No, vetro no. Un formaggio della Valtellina? No, i vestiti al Casera no.
Poi c'è il momento lista. Scrivo disciplinatamente tutte le cose che ho già deciso (quelle facili), aggiungo il trasformatore per la presa UK, le ricariche per telefonino e i-pad, e poi sono ancora lì. Cosa porto da vestire?
Calcolando che sarà un viaggio sportivo comincio con tute e magliette, in Inghilterra piove quindi metto il K-way, in Inghilterra fa freddo, quindi il pile.
Altra difficoltà è preparare la valigia per un posto dove ci sono 15 gradi partendo da un posto dove ce ne sono 30...cosa mettevo quando c'erano 15 gradi? I jeans...ma non ho più jeans che mi vanno bene perché sono ingrassata di 10 chili. Devo provarmi dei pantaloni.  Ed è qui che mi arrendo, lascio perdere tutto e mi metto a leggere un libro, a bermi un prosecco e a fumarmi una sigaretta (marlboro gold pacchetto morbido perché costa 50 centesimi in meno)...e rimando. Fino a che mancheranno due minuti alla partenza e sarò costretta a infilare in valigia qualcosa, di solito più di quello che mi servirà, perché vabbè che siamo sportive, ma un vestitino e un tacchetto? Non si sa mai.
E comunque vada sarà un successo.
Stay tuned.

giovedì 3 marzo 2016

La prof è in prova

I miei SecondoSera sono un gruppo classe eterogeneo.
Va bene, sai che novità. In tutte le classi c'è il gruppetto che va, quello che non va, quello che ci prova...ma qui non ci sono i gruppi o le fasce di livello, oh no tesssoro, qui ogni alunno è un caso.
Sono dei gran simpaticoni, ma non c'è verso di fargli rispettare le regole, di farli studiare o di farli lavorare in alcun modo.
Definirei le mie lezioni come un incontro di wrestling, che mi lasciano esausta e lievemente insoddisfatta.
Chattare su whatsapp durante la lezione? Ricevere telefonate? Giocare? Ascoltare musica? Normale. Semmai sono io quella strana.
Discutere animatamente con un compagno di questioni scientifico-economiche-filosofiche, insomma, tutto tranne che inglese perché "tanto io lo so già"? Normale.
Poi c'è questa radicata convinzione per cui essendo maggiorenni nessuno gli può dire quello che devono o non devono fare.
Sono stata a lungo indecisa - e anche piuttosto nervosa - sul dirgli qualcosa riguardo la lezione di mercoledì della settimana scorsa. Perché si dà il caso che Tutor sarebbe venuta ad assistere alla mia lezione.
I dubbi e le incertezze si sono trascinati fino a lunedì, quando non ho potuto fare a meno di avvisarli che la volta successiva ci sarebbe stata un'altra persona con me in classe.
- Allora viene una nuova prof giovane?
- No, raga, sono io ad essere valutata...
- Cooome? Ma com'è possibile!
- Eh, sì. Hanno finalmente deciso, dopo soli 15 anni, che avevo diritto ad un posto nella scuola...quindi alla mia tenera età, sono in prova.
Hanno espresso la loro meraviglia-sconcerto-terrore e tremore, e poi la lezione è continuata sui soliti binari sgangherati.
Probabilmente Kenny ritorna su whatsapp, Subcomandante torna ad illustrare le sue teorie mondiali a Indio, Jim torna a dormire, le groupies tornano ai loro trucchi e gossip, e lo zoccolo duro mi ascolta interrompendomi ogni due secondi per fare domande e darsi delle risposte.
La sera prima whatsappo con Tutor e l'avviso: Prepàrati! Sarà un bel match!
Lei, carinamente, mi risponde : Vorrei che vedessi i miei...
Dopotutto lei lavora qui da 20 anni!
Parzialmente rassegnata, mi presento mercoledì sera alla macchinetta del caffè con Tutor, perché se non li raccatto lì tutti assieme poi non li becco più.
Arriva Leader di zoccoloduro e mi dice: Prof, ma si può andare giù a fumare o non si può?
La domanda è strana, molto strana, perché quella della pausa-siga è una delle questioni più spinose e contrastive, e si trascina da sempre.
Io non posso fare a meno di ribadire che LaNuova l'ha espressamente proibito, e io non posso dire il contrario.
"Ah, no! Se ci deve andare di mezzo lei, non se ne parla neanche. Via! Tutti in classse!"
E si avviano volontariamente e allegramente. Per una frazione di secondo percepisco l'espressione incredula e basita di Tutor, io mi tiro su la mascella che mi era cascata dalla sorpresa, e vado.

Abbiamo appena affrontato il presente semplice, quindi vado a pescare una canzone che secondo me cade a pennello, e che presenta interessanti spunti di riflessione a livello culturale (la famosa civiltà), ci sono modi di dire, espressioni idiomatiche e si presta alla discussione.
Si comincia con una prova d'ascolto dove bisogna inserire delle parole mancanti. La partecipazione è buona, più del solito, intervengono persino le groupies e il bell'addormentato Jim.
Poi si passa all'individuazione delle azioni che secondo l'autore sono tipicamente inglesi contrapposte a quelle americane, all'analisi delle caratteristiche associate agli inglesi.
Infine la discussione sui modi di dire: condividi l'espressione Be yourself no matter what they say? oppure sei più in linea con When in Rome, do as Romans do?
La classe si divide, nasce il dibattito e alla fine qualcuno si ricrede e cambia "schieramento".
L'ora di lezione volge rapidamente al termine, ci troviamo alle 19,30 ancora nel pieno della discussione.
E mentre io e Tutor ci avviamo in PrimoSera per un altro giro altra corsa, mi dice: "Ma che bella classe vivace! Peccato che non tutti partecipino". In effetti le groupies, Kenny, Vladimir hanno poco da dire, ma quantomeno hanno ascoltato.
Ed è così che, passata anche questa, rientro in classe venerdì sera.
- Allora, prof, come siamo andati? Mi dice Serendib (anche lui parte di zoccoloduro) con sguardo sornione.
- Mah, veramente - dico io - volevo dirvi che siete stati "completamente perfetti" e volevo anche dirvi grazie.
Così scopro la mobilitazione generale e il servizio d'ordine auto organizzato che ha reso possibile questa specie di miracolo.
- Perché lei, prof, se lo merita...
E io mi commuovo, e sono felice!

sabato 27 febbraio 2016

Joey is in town

All'alba di 15 anni fa ottenevo la mia prima supplenza annuale in una scuola particolare...a school with a difference :-)
Si tratta infatti di una scuola media per adulti, un centro EDA (che da allora ha cambiato varie volte denominazione). Una cattedra che definire poco ambita rende parzialmente l'idea. D'altra parte se fosse stata ambita io - neoabilitata - non ci sarei mai arrivata.
La dote più importante per lavorare in questo tipo di scuola è la flessibilità (soprattutto mentale), caratteristica assai rara da trovare nell'ambiente degli insegnanti - come nell'ambiente degli impiegati pubblici in generale - ...non me ne vogliano gli uni e gli altri.
Devo dire che io, forse per la mia giovane età, inesperienza e mancanza di aspettative, mi ci trovai piuttosto bene.
Accettai di fare i corsi di inglese serali, i corsi di spagnolo serali e, tanto per gradire, un po' di alfabetizzazione nelle ore rimanenti. E fu così che incontrai Joe.
Un bel giorno il Dirigente arrivò e mi disse:"Ho bisogno di lei per quattro madrelingua inglesi ai quali tengo in modo particolare, che hanno bisogno di un corso di italiano".
Musica per le mie orecchie.
I quattro in questione erano nientemeno che dei giocatori di pallacanestro in carrozzina ingaggiati per la stagione dalla squadra locale: tre australiani e un inglese. Joe era l'inglese.
Non so per quale ragione, ma ci siamo trovati subito simpatici e siamo riusciti a costruire un'amicizia sui generis - perché non si può certo dire che ci frequentassimo.
Da allora molta acqua è passata sotto i ponti. Finita la stagione sportiva i ragazzi sono tornati a casa, nel corso degli anni sono anche tornati ma in altre parti di Italia, si sono sposati con ragazze italiane e hanno continuato a giocare, allenare e vincere premi.
Mentre i contatti con i tre australiani sono andati persi, una visita a Londra qua, una mail con cadenza annuale là (peraltro non sempre con risposta) ci ha portato il weekend scorso ad incontrarci ancora - dopo sei anni - e a conversare di cose vecchie e nuove, soprattutto nuove.
E' bastato un whatsapp - Joe non usa facebook:
Are you there?
I'm coming to Italy
E quindi, come dicevo, six years later, ci siamo trovati a pranzare assieme. Joe è diventato un househusband ed io sono tornata all'educazione per adulti.
Appuntamento "a tra n anni", luogo sconosciuto tra Italia ed Inghilterra...see you, Joe!