Per la Teoria del Caos e l'effetto farfalla, il terremoto di cui sopra non poteva non avere ripercussioni anche sul resto della famiglia.
Punto primo, a causa mia non si sono fatte vacanze, o meglio, non si sono fatti viaggi eccetto tre giorni in mezzo ai vigneti e ai buoni vini a fine agosto.
Punto secondo, il livello di tensione accumulato mi ha reso una cattiva compagnia. Sempre carica come una molla pronta a scattare; situazione che Marito ha gestito in modo ammirevole dimostrando la pazienza di Giobbe.
Punto terzo, materialmente l'asse di azione della famiglia si è spostato verso Città Tentacolare. Marito già da un anno percorre quella strada tutte le mattine per andare al lavoro e andando addirittura oltre; Charlie Brown frequenta il liceo della città; la mia sede si trova a pochi passi dal liceo; rimaneva solo Calvin iscritto a Gondor, con l'unico supporto di Nonnanovantenne, che seppur validissimo non vogliamo utilizzare troppo e senza un piano B.
Prevedendo che questo sarebbe stato un anno di cambiamento per le immissioni in ruolo (sigh) avevo lasciato aperto uno spiraglio. Non ho ordinato i libri per Calvin perché you never know. E infatti, il you never know si è realizzato.
A metà strada tra Gondor e Città Tentacolare si trova Scuolabella. Un rapido sguardo al sito e al P.O.F. mi convincono ad approfondire la questione. Evidentemente gli anni (almeno 7) di reggenze scriteriate di cui gli ultimi tre con la Bugblatta, si fanno sentire. Non bastano la buona volontà e le iniziative dei singoli, soprattutto se la buona volontà e il merito sono visti con fastidio. Il risultato è un'offerta formativa deludente, che salta all'occhio nel confronto con altre realtà. Certo, ti girano un po' i santissimi se hai lavorato in questa scuola e ci hai creduto fino all'ultimo. Ma i divorzi non sempre possono essere tranquilli e civili. Il nostro non lo è.
Dopo aver chiesto pareri a colleghe che ci lavorano, e dopo aver parlato con chi di dovere, la decisione è presa: Calvin andrà a Scuolabella. Dovrà prendere una corriera e affrontare una mezz'ora di viaggio contro i pochi minuti per raggiungere Gondor) e cambierà compagni e ambiente.
L'ha presa bene, altrimenti non avrei proceduto in barba all'offerta formativa e al corpo insegnante...spero tanto di pensarla così anche tra un mese!!!!
Telefono a Mordor in segreteria per chiedere come fare per il nulla osta. E' sabato mattina. Entrambe le impiegate, Medusa e Viscidina, che conosco da vent'anni, mi chiedono premurose (e false) se sto lavorando e dove. Quando dico il motivo della telefonata Viscidina mi spiega cosa fare e mi dice che posso consegnare la richiesta lunedì tra le 12.30 e le 14.00 perché loro devono fare i contratti (mah!). Poi mi dice che non può farmelo prima di venerdì perché fino a quel giorno il Preside non arriva in sede, il sostituto della Bugblatta che è un altro reggente e che io non conosco. Cosa posso dire? Va bene. Allora mi chiamate voi quando è pronto? NOOOOO, assolutamente!
Ora io mi chiedo se sia normale che si faccia aspettare una settimana per un nulla osta perché non c'è nessuno che lo firma (vicepreside cosa ci sta a fare?).
Considerando che venerdì io sarò al lavoro in orario di segreteria, lo potrò ritirare solo sabato mattina e poi mi dovrò scapicollare a Scuolabella a fare l'iscrizione in tempo utile per l'inizio della scuola. Questo se tutto va liscio come l'olio (praticamente impossibile!).
Ma per quanti ostacoli e scuse Viscidina si inventi, arriverà il giorno in cui potrò allontanarmi dall'aria mefitica di Mordor e da insegnante (done that!) e da genitore (working on it!).
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domenica 6 settembre 2015
giovedì 3 settembre 2015
schifoSCHIFOSCHIFISSIMO
Che tra me e la Bugblatta non corresse buon sangue è pacifico. Tuttavia la luce in fondo al tunnel era ben visibile: il primo settembre avrebbe visto "la tanto agognata pensione", e nel frattempo arrivava anche quella buona, di scuola.
Insomma, c'erano tutte le premesse per un happy ending con tanto di "e vissero felici e contenti".
Ma come nella migliore tradizione di ogni romanzo che si rispetti, ci voleva una complicazione prima del denouement.
In effetti io pensavo che di intrecci ce ne fossero stati in abbondanza.* Oh! Se mi sbagliavo!
Intanto, dato che Quel Ragazzo aveva promesso di svuotare le graduatorie in questa torrida estate, a monte tutti i progetti, le idee per un'eventuale vacanza, per poi scoprire che il tutto si sarebbe svolto dalla seconda metà di agosto in poi.
E dirlo prima, no?
Marito nell'incertezza non ha chiesto le ferie per tempo, quindi ha dovuto lavorare tutta l'estate. Quindi si è passata un'estate di merda in attesa di una chiamata che non c'è stata né nella fase zero, né nella a e né nella b. Perfetto!**
In più tra la fase a e la b ci sono state le nomine annuali, che da quella sciocca e ingenua che sono, credevo di non dovere più affrontare. Ed è lì che si è realizzato il diabolico piano del cattivo: la Bugblatta!!!!
Gente, è ora di mettere a letto i bambini, perché quello che segue contiene le più turpi nefandezze.
A parte la giostra delle nomine col suo carico di emozioni negative che si porta dietro, da quel punto di vista ero relativamente tranquilla, anzi, anche senza il relativamente: tra le prime a scegliere e con la certezza del mio solito posto un po' a Granburrone e un po' a Gondor. Il problema è che al momento delle assegnazioni figuravano solo sei ore a Granburrone e sei ore a Gondor, altre sei ore le avrei prese più tardi dal preside, completando così l'orario, come tutti gli anni.
Figurando però sei ore a plesso, non erano di competenza del provveditore, ma del preside. A meno che la scuola non chiedesse l'accorpamento. Ecco, la scuola non l'ha fatto.
Perché? Non ci hanno pensato?
Che ingenua! (Ancora)
La stessa situazione si proponeva per un'altra materia su una cattedra da anni occupata dalla stessa precaria, e per lei non solo ci hanno pensato, ma hanno anche chiamato a casa per dirle "guarda che ci sono tot ore per te, le prendi?".
Sì, le ha prese.
Nel frattempo io sceglievo un altro mondo.
Aspetti positivi: centro-centrissimo. Cattedra intera. Tutto nuovo.
Aspetti negativi: tutto nuovo (lo so che c'è anche sopra). Amarezza e delusione per come sono andate le cose.
A questo punto la storia finisce, e come sempre, gli eventuali svegli lettori non mancherebbero di farmi notare se fossero qui con me ora, è evidente che manca il lieto fine. E lo so. Il lieto fine non c'è. Forse è una storia triste.
*Anche perché non proprio tutto riesco a riportare su questo blog. Anzi, per dirla tutta, per svariati mesi - come i più attenti di voi avranno notato - sono praticamente svenuta, per non dire morta, scomparsa dal web.
**Ovviamente la mia posizione in graduatoria era oggettivamente buona. Tanto che ad ogni fase i colleghi mi chiamavano non chiedendo "Ti hanno chiamato?", ma dicendo "Allora? Dove ti hanno mandato?"
lunedì 16 marzo 2015
Piano assunzioni
Un po' in ritardo rispetto alla notizia data sui giornali (perché ho sempre bisogno di digerire le cose e poi perché non ho mai tempo di fare niente), commento a modo mio: allora, riassumendo, gente del calibro della bugblatta di Traal o della capa tòrta, potrà decidere chi assumere nella sua scuola.
lunedì 12 gennaio 2015
Altre schermaglie
Ultimo collegio dell'anno. Sempre quello. La Bugblatta, nella sezione comizi, porta alla nostra attenzione il documento sulla valutazione. Con aria da maestrina ci ricorda che la valutazione è di tipo formativo, che le competenze devono essere certificate*, e che - è l'Europa che ce lo chiede - si sta andando nella direzione dell'eliminazione delle bocciature.
All'unisono gli insegnanti della Secondaria di Primo Grado (a parte quelli che sono già nella seconda fase R.E.M. e quelli che stanno giocando alle caramelline) prorompono in un buuuuu, ooooo, aaaaa, ecccallà. Io che ero attenta - giuro - avevo appena finito di dire alla mia vicina "sta 'tenta che adesso dice che non si deve bocciare".
La Bugblatta si abbruttisce. Ricordate cosa succede quando si abbruttisce? Comincia ad alzare la voce e, parlando sopra chiunque voglia interloquire, continua a sproloquiare modello locomotiva-lanciata-a-tutta-velocità.
Infatti, puntuale, quando alzo la mano e dico: "Sì, ma preside, in Europa non si boccia ma..."
La Bugblatta urla: "MA MI FACCIA PARLARE!!!!"
E parla, allora.
E continua inalscoltata per qualche altro minuto.
Ovviamente alla fine si profonde in sinceri auguri e baci a tutti quelli che le passano vicino sulla via per l'uscita.
E allora?
Allora, io volevo dire che è vero che in Europa non ci sono le bocciature come qui da noi. Ma è anche vero che se non si ha un certo profitto non ci si può iscrivere alle università o anche solo alle scuole vagamente decenti. E' preclusa, allo studente con scarso profitto, la possibilità di continuare il suo percorso di studi, per essere invece indirizzato alla formazione professionale.
Vogliamo questo? Io, tutto sommato, preferisco perdere un anno ma arrivare a laurearmi. Anche perché a 12 o 13, ma anche 16 anni, ti può capitare un periodo di ribellione, crescita difficile, sbandamento, che poi si risolve.
Ma la Bugblatta, si sa, è affetta da profonda miopia selettiva, vuole la botte piena e la moglie ubriaca. Vuole semplicemente non avere problemi con i genitori, data la dilagante moda a fare ricorsi tra i genitori. Importa poco se questi ricorsi li perdono tutti, e se non è lei che si deve sbattere a preparare memorie difensive o a rifare esami.
* Questo è un altro suo vecchio tentativo di ingerenza nel lavoro degli insegnanti. Noi, quando un alunno non ottiene la sufficienza, nella certificazione delle competenze mettevamo un voto negativo. Alla Bugblatta non andava bene, e siamo arrivati al compromesso di non mettere niente, di modo che si capisse che in quella disciplina la competenza non c'era. Ma anche questo non va bene, la Bugblatta sostiene che sia obbligatorio mettere almeno sei, con buona pace di chi il sei ce l'ha meritatamente.
All'unisono gli insegnanti della Secondaria di Primo Grado (a parte quelli che sono già nella seconda fase R.E.M. e quelli che stanno giocando alle caramelline) prorompono in un buuuuu, ooooo, aaaaa, ecccallà. Io che ero attenta - giuro - avevo appena finito di dire alla mia vicina "sta 'tenta che adesso dice che non si deve bocciare".
La Bugblatta si abbruttisce. Ricordate cosa succede quando si abbruttisce? Comincia ad alzare la voce e, parlando sopra chiunque voglia interloquire, continua a sproloquiare modello locomotiva-lanciata-a-tutta-velocità.
Infatti, puntuale, quando alzo la mano e dico: "Sì, ma preside, in Europa non si boccia ma..."
La Bugblatta urla: "MA MI FACCIA PARLARE!!!!"
E parla, allora.
E continua inalscoltata per qualche altro minuto.
Ovviamente alla fine si profonde in sinceri auguri e baci a tutti quelli che le passano vicino sulla via per l'uscita.
E allora?
Allora, io volevo dire che è vero che in Europa non ci sono le bocciature come qui da noi. Ma è anche vero che se non si ha un certo profitto non ci si può iscrivere alle università o anche solo alle scuole vagamente decenti. E' preclusa, allo studente con scarso profitto, la possibilità di continuare il suo percorso di studi, per essere invece indirizzato alla formazione professionale.
Vogliamo questo? Io, tutto sommato, preferisco perdere un anno ma arrivare a laurearmi. Anche perché a 12 o 13, ma anche 16 anni, ti può capitare un periodo di ribellione, crescita difficile, sbandamento, che poi si risolve.
Ma la Bugblatta, si sa, è affetta da profonda miopia selettiva, vuole la botte piena e la moglie ubriaca. Vuole semplicemente non avere problemi con i genitori, data la dilagante moda a fare ricorsi tra i genitori. Importa poco se questi ricorsi li perdono tutti, e se non è lei che si deve sbattere a preparare memorie difensive o a rifare esami.
* Questo è un altro suo vecchio tentativo di ingerenza nel lavoro degli insegnanti. Noi, quando un alunno non ottiene la sufficienza, nella certificazione delle competenze mettevamo un voto negativo. Alla Bugblatta non andava bene, e siamo arrivati al compromesso di non mettere niente, di modo che si capisse che in quella disciplina la competenza non c'era. Ma anche questo non va bene, la Bugblatta sostiene che sia obbligatorio mettere almeno sei, con buona pace di chi il sei ce l'ha meritatamente.
giovedì 8 gennaio 2015
Schermaglie
Ci aveva già provato l'anno scorso, la Bugblatta, ma non contenta - o forse solo con la memoria corta - al penultimo collegio, sempre al punto dell'ordine del giorno "comunicazioni del dirigente" (minuscole volute), ci regala una delle sue perle.
Arieccoci.
Questo è quello che ho pensato quando con aria da "vi istruisco io, poveri stolti", ci diceva le regole della fruizione di permessi brevi, ferie, motivi familiari e aggiornamenti.
Un vecchio cavallo di battaglia della Bugblatta è far recuperare le ore a chi va a fare corsi di aggiornamento, perché secondo lei non ci deve essere onere a carico della scuola.
Come al solito il collegio tutto, incassa senza replicare, ed io preferisco ri-informarmi e ri-controllare prima di parlare.
Quindi, una volta accertato che il contratto non è cambiato nottetempo, vado a rileggermi la parte in questione.
Tanto per cambiare, i permessi brevi e per motivi familiari sono senza retribuzione per i soliti precari e con retribuzione per gli altri; ma per quanto riguarda l'aggiornamento e bello chiaro che è un diritto e dovere di ogni insegnante partecipare, e anche per i precari-paria (pensa te) è considerato un giorno di lavoro a tutti gli effetti. Non solo è retribuito, ma la scuola deve anche provvedere alle sostituzioni, esattamente il contrario di quello che dice la Bugblatta.
Al collegio successivo, molto ravvicinato perché bisognava approvare le nuove pagelle (altro merdone bugblattesco), al momento dell'approvazione del verbale, faccio presente.
La Bugblatta si abbruttisce, come si suol dire, e per non sapere che pesci pigliare utilizza un'altra tecnica a lei familiare e più volte rodata. Spostare l'attenzione su argomento affine, ma anche non affine, dicendo qualche ovvietà o portare esempi di vita vissuta in una delle sue cinquecento scuole dove è successo un caso...analogo, direte voi, ma il più delle volte né analogo e né vero.
La Bugblatta non sa che le informazioni passano e gli insegnanti si conoscono e addirittura parlano tra di loro e scoprono gli altarini.
Fatto sta che, nel caso specifico, finge di indignarsi perché Lei non ha mai negato a nessuno - anche senza certificati o dicumenti ufficiali - un permesso per motivi familiari.
Embè?
A parte il fatto che il permesso per motivi familiari si può ottenere anche con autocertificazione, perché se ti muore il nonno non è che porti il certificato...allora la Bugblatta ribatte che c'è il grado di parentela.
Ma chissenefrega.
Stavamo parlando dei corsi di aggiornamento...niente da fare, dopo aver detto che solo alcuni corsi di aggiornamento, quelli riconosciuti con un certo articolo, si possono fare (e certo, mica per fare il corso di decoupage), e comunque tanto ormai li fanno tutti di pomeriggio perché lo sanno, loro, che la situazione è questa...la Bugblatta passa al punto successivo senza dare l'opportunità di interloquire che neanche la famosa locomotiva lanciata a tutta velocità.
Ma la prossima volta che vorrò partecipare ad un corso di aggiornamento in orario di servizio, ci sarà ancora la solita pantomima?
E la domanda di riserva è: dato che la Bugblatta ha più o meno l'età di "Napo", che ci facesse la grazia di levarsi dalle palle in questo nuovo anno?
Sì, perché è da quando ha messo piede a Mordor che blatera di pensione.
Arieccoci.
Questo è quello che ho pensato quando con aria da "vi istruisco io, poveri stolti", ci diceva le regole della fruizione di permessi brevi, ferie, motivi familiari e aggiornamenti.
Un vecchio cavallo di battaglia della Bugblatta è far recuperare le ore a chi va a fare corsi di aggiornamento, perché secondo lei non ci deve essere onere a carico della scuola.
Come al solito il collegio tutto, incassa senza replicare, ed io preferisco ri-informarmi e ri-controllare prima di parlare.
Quindi, una volta accertato che il contratto non è cambiato nottetempo, vado a rileggermi la parte in questione.
Tanto per cambiare, i permessi brevi e per motivi familiari sono senza retribuzione per i soliti precari e con retribuzione per gli altri; ma per quanto riguarda l'aggiornamento e bello chiaro che è un diritto e dovere di ogni insegnante partecipare, e anche per i precari-paria (pensa te) è considerato un giorno di lavoro a tutti gli effetti. Non solo è retribuito, ma la scuola deve anche provvedere alle sostituzioni, esattamente il contrario di quello che dice la Bugblatta.
Al collegio successivo, molto ravvicinato perché bisognava approvare le nuove pagelle (altro merdone bugblattesco), al momento dell'approvazione del verbale, faccio presente.
La Bugblatta si abbruttisce, come si suol dire, e per non sapere che pesci pigliare utilizza un'altra tecnica a lei familiare e più volte rodata. Spostare l'attenzione su argomento affine, ma anche non affine, dicendo qualche ovvietà o portare esempi di vita vissuta in una delle sue cinquecento scuole dove è successo un caso...analogo, direte voi, ma il più delle volte né analogo e né vero.
La Bugblatta non sa che le informazioni passano e gli insegnanti si conoscono e addirittura parlano tra di loro e scoprono gli altarini.
Fatto sta che, nel caso specifico, finge di indignarsi perché Lei non ha mai negato a nessuno - anche senza certificati o dicumenti ufficiali - un permesso per motivi familiari.
Embè?
A parte il fatto che il permesso per motivi familiari si può ottenere anche con autocertificazione, perché se ti muore il nonno non è che porti il certificato...allora la Bugblatta ribatte che c'è il grado di parentela.
Ma chissenefrega.
Stavamo parlando dei corsi di aggiornamento...niente da fare, dopo aver detto che solo alcuni corsi di aggiornamento, quelli riconosciuti con un certo articolo, si possono fare (e certo, mica per fare il corso di decoupage), e comunque tanto ormai li fanno tutti di pomeriggio perché lo sanno, loro, che la situazione è questa...la Bugblatta passa al punto successivo senza dare l'opportunità di interloquire che neanche la famosa locomotiva lanciata a tutta velocità.
Ma la prossima volta che vorrò partecipare ad un corso di aggiornamento in orario di servizio, ci sarà ancora la solita pantomima?
E la domanda di riserva è: dato che la Bugblatta ha più o meno l'età di "Napo", che ci facesse la grazia di levarsi dalle palle in questo nuovo anno?
Sì, perché è da quando ha messo piede a Mordor che blatera di pensione.
lunedì 5 gennaio 2015
Anno nuovo, polemiche vecchie
Dalla Segreteria arriva una circolare per tutti gli insegnanti precari che dice che "secondo la normativa vigente", gli assunti a tempo determinato devono richiedere le ferie nei giorni di sospensione dell'attività scolastica. Siamo pertanto invitati a compilare il modulo allegato e farlo pervenire a Mordor tassativamente entro due giorni.
La prima considerazione che mi viene in mente è: e sennò, cosa mi succede? Tipo che non mi pagano le ferie?
Poi, immediatamente riconoscibile il Mordor-style: viene citata la "normativa vigente" senza alcun riferimento a leggi, decreti, circolari attuative o qualsiasi documento ufficiale. Ci sono abituata.
Alcune colleghe si prendono la briga di fare un giro di telefonate ai vari sindacati e il risultato è che alcuni dicono "compilare sì" e altri "compilare no".
Perfetto.
Può darsi che la legge sia stata approvata per sanare una situazione di fatto che dura già da qualche anno. E può anche darsi che non sia sbagliata. In effetti noi non si lavora, quindi si è in ferie. Quello che non trovo giusto è che siano solo i precari a doverlo fare. L'ennesimo provvedimento teso a sminuire persone che, in molti casi da tanti anni, svolgono un lavoro con gli stessi compiti, responsabilità e doveri dei colleghi di ruolo.
Come fare? Un paio di idee: non sta scritto da nessuna parte che se non ci sono i ragazzi a scuola non ci devono essere neanche i professori. Nel resto del mondo è già così.
Questo vorrebbe dire avere un ufficio, un'aula, qualcosa con una scrivania e magari un computer per ogni insegnante, in modo da poter svolgere tutti i nostri compiti a scuola. Correggere, programmare, fare ricerca, ricevere genitori e alunni. Poi chiuso. Una volta a casa si è a casa. Ma soprattutto questo vorrebbe dire dare uno stipendio adeguato. E allora qui finisce tutto, molto meglio continuare così: non investire, non formare adeguatamente, selezionare in modo torbido cambiando le regole a gioco in corso, creando disparità e dipendenti di serie A e serie B.
E ancora, molto più comodo creare l'immagine dell'insegnante fannullone che ha tre mesi di ferie all'anno. Che viene pagato poco perché fa anche poco. Con buona pace della scuola, buona anziché no.
Per la regola del tanto peggio tanto meglio (che io di solito aborro), il pacco di verifiche che ho portato a casa non le correggerò durante le vacanze, e neanche andrò a selezionare, scannerizzare e caricare sulla classe virtuale il materiale per la terza di Granburrone. D'altra parte, sono in ferie.
La prima considerazione che mi viene in mente è: e sennò, cosa mi succede? Tipo che non mi pagano le ferie?
Poi, immediatamente riconoscibile il Mordor-style: viene citata la "normativa vigente" senza alcun riferimento a leggi, decreti, circolari attuative o qualsiasi documento ufficiale. Ci sono abituata.
Alcune colleghe si prendono la briga di fare un giro di telefonate ai vari sindacati e il risultato è che alcuni dicono "compilare sì" e altri "compilare no".
Perfetto.
Può darsi che la legge sia stata approvata per sanare una situazione di fatto che dura già da qualche anno. E può anche darsi che non sia sbagliata. In effetti noi non si lavora, quindi si è in ferie. Quello che non trovo giusto è che siano solo i precari a doverlo fare. L'ennesimo provvedimento teso a sminuire persone che, in molti casi da tanti anni, svolgono un lavoro con gli stessi compiti, responsabilità e doveri dei colleghi di ruolo.
Come fare? Un paio di idee: non sta scritto da nessuna parte che se non ci sono i ragazzi a scuola non ci devono essere neanche i professori. Nel resto del mondo è già così.
Questo vorrebbe dire avere un ufficio, un'aula, qualcosa con una scrivania e magari un computer per ogni insegnante, in modo da poter svolgere tutti i nostri compiti a scuola. Correggere, programmare, fare ricerca, ricevere genitori e alunni. Poi chiuso. Una volta a casa si è a casa. Ma soprattutto questo vorrebbe dire dare uno stipendio adeguato. E allora qui finisce tutto, molto meglio continuare così: non investire, non formare adeguatamente, selezionare in modo torbido cambiando le regole a gioco in corso, creando disparità e dipendenti di serie A e serie B.
E ancora, molto più comodo creare l'immagine dell'insegnante fannullone che ha tre mesi di ferie all'anno. Che viene pagato poco perché fa anche poco. Con buona pace della scuola, buona anziché no.
Per la regola del tanto peggio tanto meglio (che io di solito aborro), il pacco di verifiche che ho portato a casa non le correggerò durante le vacanze, e neanche andrò a selezionare, scannerizzare e caricare sulla classe virtuale il materiale per la terza di Granburrone. D'altra parte, sono in ferie.
mercoledì 5 novembre 2014
Saga degli Orchetti - Capitolo 4
L'Alba del Terzo Giorno
Ed ecco che con grande fatica (mia, per stare al passo col racconto) arriviamo alla riunione con i genitori. Mio malgrado la presiedo, essendo la coordinatrice degli Orchetti.
Non è mia intenzione tirare fuori l'argomento in maniera palese, ma dopo il primo Consiglio di Classe i colleghi hanno cominciato a tirare fuori le solite lamentele sugli orchetti e alcuni di loro mi hanno pregato di far presente ai genitori che la situazione è insostenibile, che si comportano male, che non studiano, ... io mi chiedo perché tutti questi signori abbiano dato delle valutazioni così alte alla fine dell'anno scorso, ma mi taccio perché la situazione mi fa gioco.
E così illustro la situazione ai genitori, sottolineando il fatto che non ci spieghiamo alcuni comportamenti se non con la convinzione che siano accettati, quando non incoraggiati, da casa. Faccio esempi concreti, senza dire chi ha detto cosa. I genitori, almeno alcuni, sembrano colpiti, e mi metto a disposizione per parlare privatamente dopo la riunione con chi vuole approfondire.
Durante i colloqui individuali vengono fuori alcune cosine interessanti, tipo che la mamma di Radbug conferma la mia versione sui compiti. Già a giugno lei ha fornito a chiunque volesse i compiti da me assegnati.
Mamma di Gorbag conferma, infatti loro due i compiti li avevano.
La mamma che mi ha telefonato e altre che hanno glissato, hanno glissato anche sul colloquio individuale, in pratica no compiti e no colloquio.
Il padre di Nar, al quale dico che Nar è uno di quelli che si comporta male, mi risponde che sì, lo sa, lui si fa trascinare (...no, scusa amico, ho detto che lui è uno di quelli che trascina...). E poi mi dice anche che gli altri lo aizzano, lui fa la cazzata e poi lo beccano, e gli altri la passano liscia (convinto te!). Comunque l'insegnamento paterno è: se fai le cazzate le devi fare bene e non farti beccare (ah, ecco. Ho sbagliato tutto nella vita).
Arrivo a casa stremata due ore dopo il previsto, contenta per aver detto finalmente quello che pensavo, ma anche persuasa che non ci sia molto da fare. Rimango dell'opinione che adesso passo alle maniere forti... tranquilli, significa solo che interrogherò a tappeto e segnalerò ogni "dimenticanza" con nota scritta sul diario.
E infatti, metto in pratica. E sono sorpresa, mooolto sorpresa.
Perché?
Perché si sono messi a studiare.
Nella verifica una sola insufficienza in tutta la classe, e nelle interrogazioni orali idem, tutti pronti!!!
Ora, a me sembra il caso di stappare la bottiglia di Ferrari che tengo nel frigor per le occasioni speciali... spero che duri, ma ho comunque dimostrato che si può!!!!
:-)
martedì 21 ottobre 2014
Saga degli Orchetti - Capitolo 3
La Resa dei Conti
Dopo aver passato circa due settimane di scuola a correggere - lentamente - i compiti, per dar modo alle pecorelle smarrite di ritrovarsi, arriva l'inevitabile.
A fine settembre ritiro i libri, un po' perché correggere compiti non è la mia attività preferita, un po' perché oltretutto non mi sembra in questo modo di ottenere risultati apprezzabili. In pratica, mi sembra di capire che gli argomenti affrontati l'anno scorso siano passati dai cervelli degli orchetti senza lasciare alcuna traccia.
Ad ogni modo, dopo aver aspettato ben un mese dalla fatidica telefonata, scopro che la metà che aveva dichiarato di non averli fatti ha continuato a non farli; dell'altra metà solo metà (che fa un quarto del totale) li ha fatti veramente.
A malincuore, perché sono sempre cose spiacevoli, scrivo sui diari degli orchetti "inadempienti" che nonostante abbia aspettato due settimane per ritirare i compiti, il loro figlio non li ha fatti.
Senza fare una piega, i genitori firmano.
to be continued, in case anything happens
venerdì 17 ottobre 2014
Saga degli Orchetti - Capitolo 2
Primi giorni di scuola
Il primo giorno di scuola finalmente arriva, ho un'ora con la mia collega di italiano dagli orchetti, siamo ancora in orario super provvisorio e ridotto e quindi ci sono anche delle compresenze (parola ormai dimenticata negli ultimi anni).
Ovviamente il primo giorno è all'insegna della burocrazia, consegna di avvisi, moduli da compilare per mensa, autorizzazioni varie, libretti, regolamento.
Non chiedo compiti e non faccio riferimento alla strana telefonata di agosto. Loro stessi tirano fuori l'argomento: "prof. cosa facciamo sabato che abbiamo un'ora di inglese?". Io dico che cominceremo a correggere i compiti delle vacanze...nessuno dice niente.
Mi dico che la faccenda è andata in modo estremamente liscio, e mi immagino che abbiano utilizzato le ultime due settimane per mettersi in pari.
Arriva il sabato, e invece scopro che metà classe non ha fatto i compiti, ma nessuno mi dice che non li ha fatti perché io non li ho dati, ma non forniscono alcuna spiegazione...dicono semplicemente che loro non li hanno fatti.
A differenza dell'altra seconda di Gondor, dove sono arrivata il primo giorno ed ho ritirato tutti i compiti, qui mi comporto in maniera diversa, sapendo la questione. Quindi non metto note, non mi altero, ma dico fermamente che i compiti vanno fatti. Li ripeto per tutti e dico che a partire dalla volta successiva si correggerà.
Fossero gli orchetti anche solo un po' svegli, si renderebbero conto che con un minimo sforzo potrebbero anche cavarsela...ma non sarebbero più orchetti! Pertanto quello che succede a questo punto è che chi non li ha fatti si bea di averla passata liscia in barba a professori, genitori (forse)*, compagni asini (nel senso che hanno lavorato come asini) e regole. E continua imperterrito per la sua strada.
to be continued
*il forse è riferito al fatto che io credo fermamente che quella metà classe sia supportata dai genitori, o per lo meno, che i genitori in questione non abbiano la minima influenza sui loro figli.
A differenza dell'altra seconda di Gondor, dove sono arrivata il primo giorno ed ho ritirato tutti i compiti, qui mi comporto in maniera diversa, sapendo la questione. Quindi non metto note, non mi altero, ma dico fermamente che i compiti vanno fatti. Li ripeto per tutti e dico che a partire dalla volta successiva si correggerà.
Fossero gli orchetti anche solo un po' svegli, si renderebbero conto che con un minimo sforzo potrebbero anche cavarsela...ma non sarebbero più orchetti! Pertanto quello che succede a questo punto è che chi non li ha fatti si bea di averla passata liscia in barba a professori, genitori (forse)*, compagni asini (nel senso che hanno lavorato come asini) e regole. E continua imperterrito per la sua strada.
to be continued
*il forse è riferito al fatto che io credo fermamente che quella metà classe sia supportata dai genitori, o per lo meno, che i genitori in questione non abbiano la minima influenza sui loro figli.
sabato 4 ottobre 2014
Saga degli Orchetti - Capitolo 1
La Decisione
Dopo le telefonate di mezza estate, io che aspettavo il giorno delle nomine di fine agosto con una certa tranquillità e anche senza troppi patemi, mi scopro dubbiosa.
Ma io -mi chiedo guardandomi allo specchio- sono proprio sicura di voler tornare a Granburrone?
L'alternativa ci sarebbe...è Mordor, c'è una cattedra anche lì, sono addirittura più ore...però è Mordor, l'ultima volta che ci sono stata mi ha preso una specie di ansia depressiva, ho perso 5 chili e andavo di bromazepan.
Faccio una lista di pro e contro, parlo con la mia collega di Granburrone per assicurarmi che non mi odierebbe se la "lasciassi" (non che lei abbia bisogno di me, ma si è sempre lavorato bene assieme), valuto se a Mordor è cambiato qualcosa, faccio, disfo, rifaccio e intanto arriva il giorno delle nomine, sabato 30 agosto.
E io non so cosa fare.
Arrivo alle undici, ora di convocazione, e naturalmente stanno ancora nominando altre classi di concorso e ne mancano ancora una decina prima della mia.
Attendo fiduciosa.
Passano le ore, e io non so cosa fare.
Tre ore dopo è il mio momento. Arrivo lì, guardo in faccia i "tipi da provveditorato", un attimo di smarrimento, e poi pronuncio la mia scelta...Granburrone! Un parto difficile. Non ce l'ho fatta a fare il salto nel buio, forse perché è un buio abbastanza noto.
Mi metto l'elmetto e vado ad affrontare gli orchetti.
to be continued
domenica 28 settembre 2014
Saga degli Orchetti - Prologo
La storia comincia a fine agosto, anche se riguarda la scuola, e anche se a fine agosto io sono ufficialmente disoccupata e in attesa/speranza di nomina.
Questa cosa non è ben chiara ai genitori, che - beati loro - non ci capiscono una mazza di come funzioni il nostro sistema di reclutamento, anche perché capirci qualcosa li porterebbe probabilmente sull'orlo della pazzia...e questo a parziale discolpa dei segni di squilibrio sempre più frequenti nella categoria insegnanti.
Ad ogni modo, dicevo, per i genitori, un insegnante che insegna ai loro figlioli da una decina d'anni è dato per scontato come un palo portante dell'edificio o un pezzo di mobilio, se volete.
Questo, nello specifico, ha comportato il fatto che il 26 agosto il mio telefono suonasse, e che all'altro capo ci fosse il papà di un orchetto. Niente di strano, viviamo in una realtà molto piccola dove tutti sanno dove tutti abitano, chi sono, di chi sono figli o mogli, etc. In più papà-orchetto è anche il presidente del consiglio d'istituto, e pertanto avevo già avuto il piacere di conoscerlo.
L'oggetto della chiamata è stato invece, almeno alle mie orecchie, abbastanza strano: papà-orchetto si chiedeva se io avessi dato i compiti delle vacanze...il 26 agosto? E perché mai questo dubbio amletico - che io ho provveduto prontamente a fugare?
Perché il figlio, Gorbag, e Lagduf (sono cugini) sostengono che la prof di inglese non ha dato compiti, ma c'è la voce che invece la prof questi compiti li abbia dati.
C'è la voce. Mi piace questa.
Spiego che la voce c'è forse perché ci sono anche i compiti. Bene allora. Dilemma chiarito.
Riflessioni mie: rimango un po' sorpresa da questa telefonata, perché da genitore non mi sarei comportata così. La figuraccia di chiedere ad un prof a fine vacanze se ci fossero o meno compiti non l'avrei mai fatta. In più, se ci fosse la voce, mio figlio sarebbe nei guai - you're in trouble kiddo! - senza alcun dubbio.
E figurarsi la mia sorpresa quando mezz'ora dopo la prima telefonata me ne arriva un'altra. Questa volta è la mamma di Gorbag. E la domanda è sempre la stessa: ci sono i compiti delle vacanze?
A questo punto la sorpresa muta in leggero giramento di cabasisi, e rispondo che non posso fare altro che ripetere le stesse cose che ho detto a suo marito (vivono assieme, non è che siano separati) mezz'ora prima. E lei, serafica, mi risponde che mi crede - grazie tante -, ma la telefonata l'ha fatta per provare a suo figlio che ci fossero i compiti. E lei, poveretta (dico io), per convincere suo figlio ha dovuto chiamare.
E poi aggiunge...comunque tutti tutti dicono che lei non ha dato i compiti, anche le femmine.
Come mai non sono sorpresa che questa questione sia venuta fuori proprio nella classe degli orchetti?
to be continued
Questa cosa non è ben chiara ai genitori, che - beati loro - non ci capiscono una mazza di come funzioni il nostro sistema di reclutamento, anche perché capirci qualcosa li porterebbe probabilmente sull'orlo della pazzia...e questo a parziale discolpa dei segni di squilibrio sempre più frequenti nella categoria insegnanti.
Ad ogni modo, dicevo, per i genitori, un insegnante che insegna ai loro figlioli da una decina d'anni è dato per scontato come un palo portante dell'edificio o un pezzo di mobilio, se volete.
Questo, nello specifico, ha comportato il fatto che il 26 agosto il mio telefono suonasse, e che all'altro capo ci fosse il papà di un orchetto. Niente di strano, viviamo in una realtà molto piccola dove tutti sanno dove tutti abitano, chi sono, di chi sono figli o mogli, etc. In più papà-orchetto è anche il presidente del consiglio d'istituto, e pertanto avevo già avuto il piacere di conoscerlo.
L'oggetto della chiamata è stato invece, almeno alle mie orecchie, abbastanza strano: papà-orchetto si chiedeva se io avessi dato i compiti delle vacanze...il 26 agosto? E perché mai questo dubbio amletico - che io ho provveduto prontamente a fugare?
Perché il figlio, Gorbag, e Lagduf (sono cugini) sostengono che la prof di inglese non ha dato compiti, ma c'è la voce che invece la prof questi compiti li abbia dati.
C'è la voce. Mi piace questa.
Spiego che la voce c'è forse perché ci sono anche i compiti. Bene allora. Dilemma chiarito.
Riflessioni mie: rimango un po' sorpresa da questa telefonata, perché da genitore non mi sarei comportata così. La figuraccia di chiedere ad un prof a fine vacanze se ci fossero o meno compiti non l'avrei mai fatta. In più, se ci fosse la voce, mio figlio sarebbe nei guai - you're in trouble kiddo! - senza alcun dubbio.
E figurarsi la mia sorpresa quando mezz'ora dopo la prima telefonata me ne arriva un'altra. Questa volta è la mamma di Gorbag. E la domanda è sempre la stessa: ci sono i compiti delle vacanze?
A questo punto la sorpresa muta in leggero giramento di cabasisi, e rispondo che non posso fare altro che ripetere le stesse cose che ho detto a suo marito (vivono assieme, non è che siano separati) mezz'ora prima. E lei, serafica, mi risponde che mi crede - grazie tante -, ma la telefonata l'ha fatta per provare a suo figlio che ci fossero i compiti. E lei, poveretta (dico io), per convincere suo figlio ha dovuto chiamare.
E poi aggiunge...comunque tutti tutti dicono che lei non ha dato i compiti, anche le femmine.
Come mai non sono sorpresa che questa questione sia venuta fuori proprio nella classe degli orchetti?
to be continued
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giovedì 30 gennaio 2014
fatto il misfatto
Oggi di polemiche ce ne sono parecchie.
La nostra realtà scolastica era (notare il passato) una nicchia che si distingueva per il fatto di dare la possibilità di fare l'inglese potenziato.
Una cosa osteggiata da tutti a livello istituzionale, ma molto apprezzata dai genitori, quindi concessa.
Concessa nel senso che anche a livello di cattedre al provveditorato la nostra sede aveva in organico l'inglese potenziato.
Fino ad oggi.
Perché dopo anni di libera e democratica scelta, dove di solito vinceva il potenziato con percentuali bulgare, c'è stato l'intervento di due genitori, che non accettando di vivere in democrazia e di far decidere alla maggioranza, sono andati a fare togliere l'opzione dal modulo d'iscrizione alla scuola media. E' bastato un colloquio con Amalia, la preside. Credo non abbiano neanche dovuto insistere troppo.
Così l'anno prossimo ci sarà obbligatoriamente inglese e francese a Mordor, inglese e tedesco a Gondor e a Granburrone.
Perché ai due genitori è stata data facoltà di scegliersi anche la lingua che preferivano.
Quindi ne risulta che l'anno prossimo avremo un posto orario di ben quattro ore su due sedi diverse di lingua tedesca. Arriveranno come le mosche gli insegnanti (se state pensando che possono completare con un'altra scuola, scordatevelo, qui siamo nella Terra di Mezzo e le scuole più vicine sono, tipo, a Valinor... not in the same day).
Ah, ma che stupida, che lavoro fa uno dei due genitori? L'insegnante. Ah, che bello, cosa insegna? Tedesco? Ma va? Guarda a volte il caso...
La nostra realtà scolastica era (notare il passato) una nicchia che si distingueva per il fatto di dare la possibilità di fare l'inglese potenziato.
Una cosa osteggiata da tutti a livello istituzionale, ma molto apprezzata dai genitori, quindi concessa.
Concessa nel senso che anche a livello di cattedre al provveditorato la nostra sede aveva in organico l'inglese potenziato.
Fino ad oggi.
Perché dopo anni di libera e democratica scelta, dove di solito vinceva il potenziato con percentuali bulgare, c'è stato l'intervento di due genitori, che non accettando di vivere in democrazia e di far decidere alla maggioranza, sono andati a fare togliere l'opzione dal modulo d'iscrizione alla scuola media. E' bastato un colloquio con Amalia, la preside. Credo non abbiano neanche dovuto insistere troppo.
Così l'anno prossimo ci sarà obbligatoriamente inglese e francese a Mordor, inglese e tedesco a Gondor e a Granburrone.
Perché ai due genitori è stata data facoltà di scegliersi anche la lingua che preferivano.
Quindi ne risulta che l'anno prossimo avremo un posto orario di ben quattro ore su due sedi diverse di lingua tedesca. Arriveranno come le mosche gli insegnanti (se state pensando che possono completare con un'altra scuola, scordatevelo, qui siamo nella Terra di Mezzo e le scuole più vicine sono, tipo, a Valinor... not in the same day).
Ah, ma che stupida, che lavoro fa uno dei due genitori? L'insegnante. Ah, che bello, cosa insegna? Tedesco? Ma va? Guarda a volte il caso...
La didattica del fare...pagare
Ora di pranzo. Calvin arriva con il diario in mano perché devo firmare una cosa e poi dire se sono d'accordo, ma lo devo fare entro venerdì, però non è obbligatoria, solo se vuoi. Vuoi?
Calvin, adesso mangiamo, dopo guardo il diario, c'è tempo fino a stasera....no?
Ok.
Finito di mangiare se ne va a giocare e dalla sala mi arriva la voce...puoi firmare il diario?
Vado a vedere di cosa si tratta, anche se ho già capito e sono già cominciati a girarmi i santissimi...
Cominciamo con la premessa che qualche settimana fa è arrivata la richiesta di un contributo per un laboratorio in orario curricolare fatto da un "esperto" di arte. Il laboratorio di arte si poteva fare solo se i genitori erano d'accordo a pagare...e se anche un solo genitore non voleva pagare, liberissimo eh, però il laboratorio non sarebbe stato attuato.
Cosa fai? Non paghi? Costringendo tutti gli altri a non farlo e lasciando un poveretto senza di che sfamare la sua famiglia? Nella terra della Brava Gente?
Non se ne parla neanche.
Chiusa la premessa.
Oggi arriva una bella letterina firmata dai rappresentanti di classe di tutta la Scuola Primaria (un colpo da maestre...) che spiega come i contributi da parte degli Enti locali si sia ridotto e di come i laboratori siano invece sempre più cari, e che visto l'enorme successo che hanno avuto nelle precedenti annate scolastiche, sarebbe un vero peccato se quest'anno i bambini non potessero usufruire del laboratorio musicale e del progetto di motoria.
Quindi si chiede un contributo, sempre volontario eh? per carità. Che si dà il caso che detti laboratori siano, tra l'altro già iniziati, e quale momento migliore per chiedere ad un genitore di decidere se staccare la spina praticando l'eutanasia su queste attività tanto amate dai bambini...
Ma certo Calvin che siamo d'accordo. Ci mancherebbe! Sei contento vero di fare musica? Si, contentissimo. Bravo!
*§ç°=£" @#[?/! à^/$££££
No, no, niente, tutto a posto, non ci fate caso...
Calvin, adesso mangiamo, dopo guardo il diario, c'è tempo fino a stasera....no?
Ok.
Finito di mangiare se ne va a giocare e dalla sala mi arriva la voce...puoi firmare il diario?
Vado a vedere di cosa si tratta, anche se ho già capito e sono già cominciati a girarmi i santissimi...
Cominciamo con la premessa che qualche settimana fa è arrivata la richiesta di un contributo per un laboratorio in orario curricolare fatto da un "esperto" di arte. Il laboratorio di arte si poteva fare solo se i genitori erano d'accordo a pagare...e se anche un solo genitore non voleva pagare, liberissimo eh, però il laboratorio non sarebbe stato attuato.
Cosa fai? Non paghi? Costringendo tutti gli altri a non farlo e lasciando un poveretto senza di che sfamare la sua famiglia? Nella terra della Brava Gente?
Non se ne parla neanche.
Chiusa la premessa.
Oggi arriva una bella letterina firmata dai rappresentanti di classe di tutta la Scuola Primaria (un colpo da maestre...) che spiega come i contributi da parte degli Enti locali si sia ridotto e di come i laboratori siano invece sempre più cari, e che visto l'enorme successo che hanno avuto nelle precedenti annate scolastiche, sarebbe un vero peccato se quest'anno i bambini non potessero usufruire del laboratorio musicale e del progetto di motoria.
Quindi si chiede un contributo, sempre volontario eh? per carità. Che si dà il caso che detti laboratori siano, tra l'altro già iniziati, e quale momento migliore per chiedere ad un genitore di decidere se staccare la spina praticando l'eutanasia su queste attività tanto amate dai bambini...
Ma certo Calvin che siamo d'accordo. Ci mancherebbe! Sei contento vero di fare musica? Si, contentissimo. Bravo!
*§ç°=£" @#[?/! à^/$££££
No, no, niente, tutto a posto, non ci fate caso...
venerdì 25 ottobre 2013
Genio della pubblicità
Si dice che fu Enrico VIII a inventare il pacchetto bellezza: aveva bisogno di ottimizzare i tempi di preparazione delle sue otto mogli, che ogni mattina non finivano mai di incipriarsi e acconciarsi, trasformando il bagno in un vero campo di battaglia. Scopri i vantaggi di questa storica intuizione da *** Estetica.
Questa la pubblicità di un trattamento estetico completo (pulizia del viso, ceretta e massaggio).
Qualcuno può spiegare al genio che Enrico VIII non ha avuto otto mogli contemporaneamente?
E in un paio di occasioni ci hanno lasciato la testa?
Ovviamente tutto questo è colpa della Scuola, che non insegna niente.
Però se fosse stato/a bocciato/a avrebbero detto, ma tanto la Storia a cosa serve?
Remember:
Divorced, beheaded, died,
Divorced, beheaded, survived
martedì 15 ottobre 2013
Gelo a Granburrone
Il titolo non è affatto simbolico, il fatto è che siamo senza riscaldamento a Granburrone, la caldaia è rotta.
Beh, si sarà rotta adesso e bisogna aspettare che la cambino. Negativo. E' rotta da aprile scorso (e ai più attenti di voi sarà venuto in mente che lo scorso maggio non è stato affatto caldo qui al nord).
E non si può neanche dire che il freddo di questi giorni sia un evento imprevedibile... è autunno, e - sempre qui al nord - più o meno a metà ottobre si accendono i riscaldamenti.
Tutto ciò per dire che sono estremamente contrariata (e apprezzate l'eufemismo e la mancanza di parolacce) dalla situazione, mi si sono congelate anche le dita e solo adesso che sono a casa da quattro ore, e ho già scritto le programmazioni, posso scrivere anche qui in questo blog triste e abbandonato.
E invece di eclissarsi elegantemente o di scusarsi, il sindaco è passato ieri pomeriggio (sì, perché ieri c'era pomeriggio e ci siamo sparati sette ore di Siberia) a dire che su, dai, ma avete freddo??? E vestitevi un po' di più no????
Mi fermo qui per non diventare volgare.
Beh, si sarà rotta adesso e bisogna aspettare che la cambino. Negativo. E' rotta da aprile scorso (e ai più attenti di voi sarà venuto in mente che lo scorso maggio non è stato affatto caldo qui al nord).
E non si può neanche dire che il freddo di questi giorni sia un evento imprevedibile... è autunno, e - sempre qui al nord - più o meno a metà ottobre si accendono i riscaldamenti.
Tutto ciò per dire che sono estremamente contrariata (e apprezzate l'eufemismo e la mancanza di parolacce) dalla situazione, mi si sono congelate anche le dita e solo adesso che sono a casa da quattro ore, e ho già scritto le programmazioni, posso scrivere anche qui in questo blog triste e abbandonato.
E invece di eclissarsi elegantemente o di scusarsi, il sindaco è passato ieri pomeriggio (sì, perché ieri c'era pomeriggio e ci siamo sparati sette ore di Siberia) a dire che su, dai, ma avete freddo??? E vestitevi un po' di più no????
Mi fermo qui per non diventare volgare.
lunedì 12 agosto 2013
La truffa cubovision
Sono sempre stata cliente Telecom, e di solito non mi faccio trarre in inganno da offerte strepitose, perché credo che nessuna compagnia telefonica sia una società di beneficienza, e il libero mercato è semplicemente uno specchietto per le allodole, infatti hanno tutti le stesse tariffe (euro più euro meno).
Ma un giorno d'autunno (questa storia comincia tempo fa) arriva la telefonata della Telecom, io avevo già il contratto Alice con internet e telefonate a numeri fissi nazionali illimitati e pagavo i miei bei €50 circa al mese. Ma Telecom non è contenta, pensa che potrei dare di più. Allora mi fa telefonare da questa dipendente che mi dice che io ho la doppia linea telefonica che mi hanno dato col modem (vero) e che non la uso (vero). Beh, loro avrebbero tanto bisogno di questa linea e in cambio, in maniera assolutamente gratuita, se io cedo questa linea, mi danno il cubovision.
Naturalmente a me il cubovision non interessa minimamente, e la linea gliel'avrei data lo stesso, però dico, va bene, fate pure.
Penso di stare parlando con la Telecom, ditta seria, non con il primo imbonitore che passa per la strada.
Passano due mesi e mi ritrovo una bolletta di €142,86!!!
Allarmata, vado a vedere il dettaglio e c'è
Abbonamento cubovision €19.98
Noleggio modem gate € 6,06
Contributo spesa di consegna prodotto € 10,89
Rata addebito prodotti multimediali 1/18 € 11,14
Chiamo subito il 187. Spiego la situazione a un operatore che mi dice che il cubovision non era gratis (e ce n'eravamo come accorti!). Comunque faccio il mio reclamo e mi dice che dalla prossima bolletta non avrò più quelle voci.
Non era vero, ci sono dei rimborsi ma parziali, e comunque continua ad esserci la voce "abbonamento cubovision" e "rata addebito prodotti multimediali" anche sulla nuova bolletta.
Richiamo il 187 (ce ne saranno parecchie di telefonate) e un operatore decisamente più comprensivo e fa di nuovo la segnalazione.
Ricevo quindi una lettera di scuse da parte della Telecom (firmata dal signor "Servizio Clienti Residenziali" senza neanche uno straccio di scarabocchio a penna), dove mi si dice che per poter effettuare il rimborso da me richiesto devo rispedire il cubovision con lettera di accompagnamento dove spiego che si è trattata di "errata commercializzazione", una bella metafora.
Il giorno dopo il cubovison parte (costo del pacco circa €10)
Nel frattempo mi telefona un altro operatore con un'offerta a € 29 al mese per il primo anno e poi € 48 e io accetto, disgustata dal comportamento di Telecom.
L'ultimo conto della Telecom prima di passare all'altro operatore è di € 208!!!
E come ti sbagli? Mi hanno addebitato tutte le rate rimanenti dei prodotti multimediali (erano 18 in tutto). Ma allora siete scemi!!!
Richiamo e una gentile operatrice mi dice, non la paghi questa bolletta, l'annullo e amici come prima.
Mi arriva una nuova ultima bolletta con la dicitura "Attenzione: non c'è niente da pagare"
A questo punto mi metto tranquilla, tutto è risolto. Anche se non mi sono mai stati rimborsati i primi due mesi pagati ingiustamente mi sento sollevata di non aver più niente a che spartire con questa società.
Mi sbagliavo.
Dopo quattro mesi mi arriva una lettera da una società recupero crediti che dice che devo provvedere al versamento di € 208,01 per la costituzione in mora del credito che Telecom vanta nei miei confronti.
Ci risiamo.
Non invidio gli operatori del 187 che devono sorbirsi le telefonate dei clienti incazzati come dei puma per delle cose che non hanno fatto loro. Ad ogni modo, per l'ennesima volta racconto tutta la mia storia all'ennesimo operatore, il quale mi spiega che quelli che mi hanno telefonato semplicemente non erano della Telecom, che a loro non frega niente dei problemi che causano perché guadagnano solo se fanno il contratto, e lo fanno a costo di promettere mari e monti e dicendo cazzate. Ho chiesto di ascoltare la registrazione della telefonata, non esiste. Ho detto che io non ho firmato niente, quindi mi risultava difficile recedere da un contratto che non avevo mai firmato, perché il punto è questo, non ho esercitato il diritto di recesso entro 10 giorni. Ma 10 giorni da cosa? Dal ricevimento di un regalo?
Attualmente pare, e sottolineo pare sia tutto a posto, non prima di aver pagato € 29,00 perché secondo l'operatore questi erano il costo delle telefonate degli ultimi 20 giorni con Telecom (con buona pace dei circa € 80 pagati ingiustamente che non mi sono mai stati rimborsati). Ma vi terrò aggiornati.
Aggiornamento:
Ricevo un'altro sollecito dalla società recupero crediti, che stavolta vuole € 178,38.
Richiedo spiegazioni e per la terza volta mi dicono di non pagare, pare ci sia stato un errore e non risultasse che avevo restituito il cubovision.
Ci crediamo? Chi vivrà vedrà.
Ma un giorno d'autunno (questa storia comincia tempo fa) arriva la telefonata della Telecom, io avevo già il contratto Alice con internet e telefonate a numeri fissi nazionali illimitati e pagavo i miei bei €50 circa al mese. Ma Telecom non è contenta, pensa che potrei dare di più. Allora mi fa telefonare da questa dipendente che mi dice che io ho la doppia linea telefonica che mi hanno dato col modem (vero) e che non la uso (vero). Beh, loro avrebbero tanto bisogno di questa linea e in cambio, in maniera assolutamente gratuita, se io cedo questa linea, mi danno il cubovision.
Naturalmente a me il cubovision non interessa minimamente, e la linea gliel'avrei data lo stesso, però dico, va bene, fate pure.
Penso di stare parlando con la Telecom, ditta seria, non con il primo imbonitore che passa per la strada.
Passano due mesi e mi ritrovo una bolletta di €142,86!!!
Allarmata, vado a vedere il dettaglio e c'è
Abbonamento cubovision €19.98
Noleggio modem gate € 6,06
Contributo spesa di consegna prodotto € 10,89
Rata addebito prodotti multimediali 1/18 € 11,14
Chiamo subito il 187. Spiego la situazione a un operatore che mi dice che il cubovision non era gratis (e ce n'eravamo come accorti!). Comunque faccio il mio reclamo e mi dice che dalla prossima bolletta non avrò più quelle voci.
Non era vero, ci sono dei rimborsi ma parziali, e comunque continua ad esserci la voce "abbonamento cubovision" e "rata addebito prodotti multimediali" anche sulla nuova bolletta.
Richiamo il 187 (ce ne saranno parecchie di telefonate) e un operatore decisamente più comprensivo e fa di nuovo la segnalazione.
Ricevo quindi una lettera di scuse da parte della Telecom (firmata dal signor "Servizio Clienti Residenziali" senza neanche uno straccio di scarabocchio a penna), dove mi si dice che per poter effettuare il rimborso da me richiesto devo rispedire il cubovision con lettera di accompagnamento dove spiego che si è trattata di "errata commercializzazione", una bella metafora.
Il giorno dopo il cubovison parte (costo del pacco circa €10)
Nel frattempo mi telefona un altro operatore con un'offerta a € 29 al mese per il primo anno e poi € 48 e io accetto, disgustata dal comportamento di Telecom.
L'ultimo conto della Telecom prima di passare all'altro operatore è di € 208!!!
E come ti sbagli? Mi hanno addebitato tutte le rate rimanenti dei prodotti multimediali (erano 18 in tutto). Ma allora siete scemi!!!
Richiamo e una gentile operatrice mi dice, non la paghi questa bolletta, l'annullo e amici come prima.
Mi arriva una nuova ultima bolletta con la dicitura "Attenzione: non c'è niente da pagare"
A questo punto mi metto tranquilla, tutto è risolto. Anche se non mi sono mai stati rimborsati i primi due mesi pagati ingiustamente mi sento sollevata di non aver più niente a che spartire con questa società.
Mi sbagliavo.
Dopo quattro mesi mi arriva una lettera da una società recupero crediti che dice che devo provvedere al versamento di € 208,01 per la costituzione in mora del credito che Telecom vanta nei miei confronti.
Ci risiamo.
Non invidio gli operatori del 187 che devono sorbirsi le telefonate dei clienti incazzati come dei puma per delle cose che non hanno fatto loro. Ad ogni modo, per l'ennesima volta racconto tutta la mia storia all'ennesimo operatore, il quale mi spiega che quelli che mi hanno telefonato semplicemente non erano della Telecom, che a loro non frega niente dei problemi che causano perché guadagnano solo se fanno il contratto, e lo fanno a costo di promettere mari e monti e dicendo cazzate. Ho chiesto di ascoltare la registrazione della telefonata, non esiste. Ho detto che io non ho firmato niente, quindi mi risultava difficile recedere da un contratto che non avevo mai firmato, perché il punto è questo, non ho esercitato il diritto di recesso entro 10 giorni. Ma 10 giorni da cosa? Dal ricevimento di un regalo?
Attualmente pare, e sottolineo pare sia tutto a posto, non prima di aver pagato € 29,00 perché secondo l'operatore questi erano il costo delle telefonate degli ultimi 20 giorni con Telecom (con buona pace dei circa € 80 pagati ingiustamente che non mi sono mai stati rimborsati). Ma vi terrò aggiornati.
Aggiornamento:
Ricevo un'altro sollecito dalla società recupero crediti, che stavolta vuole € 178,38.
Richiedo spiegazioni e per la terza volta mi dicono di non pagare, pare ci sia stato un errore e non risultasse che avevo restituito il cubovision.
Ci crediamo? Chi vivrà vedrà.
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martedì 12 marzo 2013
il mio concorso
Non era ancora arrivato per me il momento di raccontare il mio concorso, non avevo voglia di scriverne adesso. Prima di tutto perché non è ancora finito, e poi, soprattutto perché non so com'è andato.
Ma dopo aver letto il post di Palmy, ho voluto dire la mia in proposito.
In particolare si parla di quelle persone che hanno passato il test preselettivo, ma poi hanno deciso di non presentarsi allo scritto.
Io ho un'idea su queste persone.
Intanto cominciamo da quelli che si sono iscritti alla preselezione e poi non ci sono andati. Perché? Perché hanno rinunciato ancora prima di partire? La mia teoria è che c'è un certo numero di persone che si iscrive "tanto per fare", e poi magari se ne dimentica, o trova di meglio da fare... posso portare l'esperienza di due maestre del mio istituto che si sono iscritte e poi non sono andate.
Una ha detto che tanto è la seconda in graduatoria, quindi non vedeva la necessità di tanto sbattimento (cosa che credo sapesse anche prima di iscriversi), e l'altra, dopo aver visto i quiz ha rinunciato (pura e semplice autoselezione).
Poi c'è anche quella parte di popolo che è andato sapendo benissimo di non riuscire a passarlo.
Anche qui ho un esempio: un collega che aveva la prova nel mio stesso istituto e alla stessa ora, prima di entrare era lì che diceva che aveva provato solo due delle settanta simulazioni. In una aveva fatto una cosa come due punti, e nell'altra era passato perché gli aveva detto le risposte suo figlio (!). Poi le altre non le aveva neanche fatte perché "gli veniva il nervoso"... la domanda spontanea è: cosa ci sei venuto a fare?
Quindi tra i 320.000 più della metà era messo così, da come si sono messe le cose.
Seconda tappa, anzi, prima della seconda tappa vorrei volgere un pensiero a coloro i quali pur non essendo riusciti a passare una prova oggettiva e obiettivamente facile, si sono rivolti all'anief perché non hanno accettato il fatto di non avercela fatta. E allora bisogna dare la colpa a qualcuno, qualcun altro - perché loro non hanno alcuna colpa -. Quindi non era giusto passare con 35 punti, ripeto: non è colpa loro se non sono passati, è colpa di quei cattivoni che hanno deciso che ci volevano 35 punti...un vero scandalo!!!!!! A seguire le cavallette, il funerale della nonna e tutto il corredo di scuse improbabili che neanche Jake Blues alla principessa Leila.
Ed ora veniamo a quelli che, pur avendo passato la prova preselettiva non si sono presentati allo scritto. Palmy ha letto in questa rinuncia un misto di paura e tristezza. Vero, concordo sulla paura.
La paura di mettersi in gioco e passare due mesi d'inferno (come hai fatto tu, Palmy, e come ho fatto io) con la prospettiva magari di non farcela.
Il fatto è che ci sono troppe persone che semplicemente non possono sopportare il fallimento. Va di moda, adesso, vantarsi di passare gli esami senza fare fatica, altrimenti non sei figo, sei solo uno sfigato secchione (a me è stato dato della secchiona semplicemente per aver provato tutte le settanta simulazioni ed essermi impegnata seriamente, chiedendo alla prof di mate come si facevano i problemi con le leve piuttosto che come si risolvevano le incognite).
Allora è meglio rinunciare, meglio dire che tanto non ci interessa, non mettersi in gioco per poi ammettere di non esserci riusciti.
nota a margine: io non credo di aver fatto una grande prova scritta, sarei molto sorpresa se passassi con un buon voto, quindi non credo farò l'orale (dovendo arrivare tra i primi nove...). Le domande non erano oggettive, quindi non essendoci una risposta giusta o sbagliata è anche difficile dire: è andata bene/male. Posso dire che io ho fatto la mia parte.
Ma dopo aver letto il post di Palmy, ho voluto dire la mia in proposito.
In particolare si parla di quelle persone che hanno passato il test preselettivo, ma poi hanno deciso di non presentarsi allo scritto.
Io ho un'idea su queste persone.
Intanto cominciamo da quelli che si sono iscritti alla preselezione e poi non ci sono andati. Perché? Perché hanno rinunciato ancora prima di partire? La mia teoria è che c'è un certo numero di persone che si iscrive "tanto per fare", e poi magari se ne dimentica, o trova di meglio da fare... posso portare l'esperienza di due maestre del mio istituto che si sono iscritte e poi non sono andate.
Una ha detto che tanto è la seconda in graduatoria, quindi non vedeva la necessità di tanto sbattimento (cosa che credo sapesse anche prima di iscriversi), e l'altra, dopo aver visto i quiz ha rinunciato (pura e semplice autoselezione).
Poi c'è anche quella parte di popolo che è andato sapendo benissimo di non riuscire a passarlo.
Anche qui ho un esempio: un collega che aveva la prova nel mio stesso istituto e alla stessa ora, prima di entrare era lì che diceva che aveva provato solo due delle settanta simulazioni. In una aveva fatto una cosa come due punti, e nell'altra era passato perché gli aveva detto le risposte suo figlio (!). Poi le altre non le aveva neanche fatte perché "gli veniva il nervoso"... la domanda spontanea è: cosa ci sei venuto a fare?
Quindi tra i 320.000 più della metà era messo così, da come si sono messe le cose.
Seconda tappa, anzi, prima della seconda tappa vorrei volgere un pensiero a coloro i quali pur non essendo riusciti a passare una prova oggettiva e obiettivamente facile, si sono rivolti all'anief perché non hanno accettato il fatto di non avercela fatta. E allora bisogna dare la colpa a qualcuno, qualcun altro - perché loro non hanno alcuna colpa -. Quindi non era giusto passare con 35 punti, ripeto: non è colpa loro se non sono passati, è colpa di quei cattivoni che hanno deciso che ci volevano 35 punti...un vero scandalo!!!!!! A seguire le cavallette, il funerale della nonna e tutto il corredo di scuse improbabili che neanche Jake Blues alla principessa Leila.
Ed ora veniamo a quelli che, pur avendo passato la prova preselettiva non si sono presentati allo scritto. Palmy ha letto in questa rinuncia un misto di paura e tristezza. Vero, concordo sulla paura.
La paura di mettersi in gioco e passare due mesi d'inferno (come hai fatto tu, Palmy, e come ho fatto io) con la prospettiva magari di non farcela.
Il fatto è che ci sono troppe persone che semplicemente non possono sopportare il fallimento. Va di moda, adesso, vantarsi di passare gli esami senza fare fatica, altrimenti non sei figo, sei solo uno sfigato secchione (a me è stato dato della secchiona semplicemente per aver provato tutte le settanta simulazioni ed essermi impegnata seriamente, chiedendo alla prof di mate come si facevano i problemi con le leve piuttosto che come si risolvevano le incognite).
Allora è meglio rinunciare, meglio dire che tanto non ci interessa, non mettersi in gioco per poi ammettere di non esserci riusciti.
nota a margine: io non credo di aver fatto una grande prova scritta, sarei molto sorpresa se passassi con un buon voto, quindi non credo farò l'orale (dovendo arrivare tra i primi nove...). Le domande non erano oggettive, quindi non essendoci una risposta giusta o sbagliata è anche difficile dire: è andata bene/male. Posso dire che io ho fatto la mia parte.
martedì 25 settembre 2012
Il bell'Antonio
Vorrei riprendere la discussione sul famoso sex simbol che si è ridotto a parlare con una gallina...e che alcune di noi trovano, comunque, ancora un bel bocconcino.
Va detto che, si sa, la massaia media non brilla certo per acume, o per lo meno così la si vuole dipingere, vedi le varie casalinghe di Voghera (cosa avranno mai fatto per meritare il pubblico ludibrio) e via discorrendo.
Ma quando mi/ci si vuole far credere che la cottura a vapore comporterebbe una maggiore leggerezza del biscotto, rispetto alla cottura al forno, io mi domando quante casalinghe, massaie, madri di famiglia o semplicemente persone che fanno la spesa e che consumano, penseranno: evviva, posso scofanarmi un intero pacco di biscotti...tanto sono cotti a vapore, senza grassi!
Sarebbe una ricerca sociologica interessante.
giovedì 19 gennaio 2012
Niente pensione? Niente lavoro!
Va bene, un tot di colleghi non può andare in pensione alla fine di quest'anno scolastico come aveva previsto e sognato.
Ovviamente, a loro va tutta la mia solidarietà, anzi, ad alcuni di loro va tutta la mia solidarietà. Perchè come al solito niente è così semplice, o come dice Sherlock
Ovviamente, a loro va tutta la mia solidarietà, anzi, ad alcuni di loro va tutta la mia solidarietà. Perchè come al solito niente è così semplice, o come dice Sherlock
there is nothing more deceptive than an obvious factinfatti, a quelli che trovandosi in questa posizione hanno deciso di fare presenza ma smettere di lavorare, inscenando proteste varie che vanno dal leggere il giornale in classe ad arrivare in plateale ritardo o tirare la fine della giornata con il minimo sforzo possibile, a quelli non va la mia solidarietà. E vi dirò di più: nella maggioranza dei casi (e dico maggioranza perchè posso fare un bilancio limitato basato sull'esperienza diretta) nessuno si è accorto della differenza.
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