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mercoledì 25 dicembre 2019

vigilia della partenza

Il giorno di Natale coincide con la vigilia di un viaggio per me molto atteso e da tempo programmato. Domani parto per un safari nel deserto del Sahara.
Ho già detto altre volte che il momento della partenza, con la valigia, il check in on line da fare, il parcheggio all'aeroporto, la sveglia prima dell'alba, è il momento più critico.
Ebbene, stavolta Dio, o Allah, o Ilùvatar, o chi volete voi, ha deciso di farmela un po' più complicata, ma talmente tanto che il fare la valigia non mi è proprio sembrato un problema...
Tutto comincia all'inizio di novembre (viaggio già prenotato), quando vado a fare una mammografia di controllo. Quando pensavo che tutto fosse a posto vengo ricontattata dall'ospedale che in maniera sibillina, ovvero non spiegandomi proprio un cazzo, mi fa tornare per ulteriori accertamenti.
Bene, faccio un altro milione di radiografie, un'ecografia...mi dicono che non hanno capito una mazza e mi prenotano una risonanza con contrasto per il 12 dicembre e un mammottone per il 18.
Il 12 dicembre, dopo avermi iniettato il liquido di contrasto, faccio presente (avevo già detto prima, io) che ho un tatuaggio recente, il suddetto tatuaggio contiene il colore rosso...questo non va bene, potrebbe rovinarsi. Allora dico che non la faccio la risonanza, tanto il 18 ho quell'altra cosa dal nome pacioso...
Porca di quella.... che se sapevo che era così...intero glielo facevo mangiare il macchinario (cit).
Insomma, riassumendo, mi hanno fatto un male allucinante (ed io ho una soglia di sopportazione decisamente alta), ho una tetta tutta viola...e devo sempre partire.
Vabbè, uno dice, in una settimana guarisci...mah, insomma dico io.

La notte tra il 23 e il 24 mi sveglio per bere un bicchiere d'acqua e mi si sbriciola un pezzo di dente, quello in fondo a destra. Inutile dire che me lo tengo così fino al 7, perché che dentista lavora il 24? E se mi comincia a fare male nel deserto? Perché IO, dovrei partire.

Il 24 mattina (dopo il dente), mi alzo con gli occhi gonfi, le occhiaie e la faccia tutta rossa...e mi fa pure male. Ma allora? Non si è capito che devo partire???!???

Ed ora sono qui, tetta dolorante, dente rotto e faccia butterata.

Ho già fatto il check in.

I risultati del mammottone il 16 gennaio.

Porca paletta, posso dirlo?

giovedì 10 ottobre 2019

Estate 2019

Anche se siamo ad ottobre e le vacanze estive sono ormai un pallido ricordo, voglio parlare della fantastica esperienza che ho fatto a fine luglio-inizio agosto.
In questo post raccontavo le ansie del viaggiatore, e promettevo resoconto...infine eccolo!
Ho deciso di andare in Cornovaglia, partendo da Londra con un'auto noleggiata, e miracolosamente sono riuscita a convincere Charlie Brown a seguirmi nell'avventura. Vi sembrerà una cosa normale, ma in realtà Charlie Brown PRIMO ha vent'anni e magari una vacanza con la mamma non rientra nei suoi sogni SECONDO non ama viaggiare, e TERZO non condivide con me l'amore incondizionato per le Isole Britanniche. 
E invece, dopo aver protestato perché avevo già comprato il biglietto aereo anche per lui, dichiarato che non sarebbe mai partito con me e affermato il suo totale disinteresse per la Cornovaglia, ha cambiato idea.
Sarebbe troppo affermare che è partito entusiasta, ma a me bastava che si trascinasse, tanto dopo non avrebbe potuto rimanere insensibile ad un viaggio tanto figo 😁😁.
Ovviamente tutti sanno che dal punto di vista economico l'Inghilterra è un salasso, e non potendomelo permettere, mi sono ingegnata un po'.
Avevo sentito parlare di couchsurfing, quindi ho cercato su internet e mi sono iscritta alla piattaforma ed ho cominciato a contattare un po' di gente in cerca di ospitalità.
Non sono riuscita a fare tutto il periodo divanando, ma una buona parte sì.
Ho appeso la cartina sul mio frigorifero, e a seconda dei contatti, ho costruito il mio itinerario
Dopo essere arrivati a Stansted, ritiro dell'auto e subito via.
La prima tappa a Salisbury per vedere Stonehenge, io ci ero già stata ma Charlie Brown no. 

Niente divani qui, ma una stanza con airb&b da Fiona.
Dopodiché Isola di Wight, e qui siamo stati accolti da Wendy e la sua famiglia per tre giorni.
La mia prima esperienza come ospite è stata semplicemente meravigliosa. Wendy e Jonathon ci hanno accolti nella loro casa (stupenda) dandoci una stanza, altro che divano, che misura come tutto il mio appartamento, con: da un lato vista sul mare e dall'altro vista sul loro giardino... 

Ma la cosa più bella è stata l'esperienza di conoscere Wendy e la sua famiglia, passare del tempo con loro, condividere le cene e aiutarli con qualche piccolo lavoretto perché stavano organizzando la festa per il loro trentesimo anno di matrimonio che sarebbe avvenuta da lì a una settimana.

La tappa successiva è stata a Plymouth, dove sono stata ospitata da Vicky, una madre single con quattro figli, il più grande di 10 anni e il più piccolo di un anno e mezzo, costantemente in braccio. L'ospitalità di Vicky mi ha toccato moltissimo, chi di noi, da sola e con quattro figli piccoli sarebbe disposta a offrirsi di ospitare gente, dandogli peraltro l'unica camera disponibile? Infatti Vicky stava ridecorando la sua camera da letto, e per lasciare posto a noi si è accampata sul divano con i tre piccoli, mentre il grande aveva la sua cameretta da solo. Per me Vicky è eroica, è stata gentilissima, ci ha consigliato cosa fare e vedere nei due giorni che abbiamo passato lì e ci ha anche invitato a cenare con loro.

Dopo essere passati da Exeter, che merita una visita solo per la cattedrale, e che si è rivelata una delle cittadine più incantevoli che ho visitato nel UK, siamo arrivati a Westward Ho!, l'unico paese col punto esclamativo. E qui siamo stati ospitati da Juliet, un'altra donna favolosa che ci ha lasciato usare la sua casa e la sua camera per tre giorni. Esatto! La sua camera! Perché Juliet fa i turni e lavora anche di notte, quindi non era in casa. Nei pochi istanti che abbiamo passato insieme, tra un turno di lavoro di notte e i nostri giri turistici, Juliet è stata una fonte di informazioni preziosissima su cosa fare e cosa vedere, senza contare che lei come persona mi è rimasta nel cuore. La sua casa fantastica, la vista sul mare che si gode dalle sue finestre era per me ipnotica...avrei potuto stare alla finestra dalla mattina alla sera con una tazza di tè e una sigaretta 😀!


morning




night


la camera

A questo punto, purtroppo, la mia esperienza come divanista si interrompe bruscamente, perché avrei dovuto andare a Newquay da un certo Steven (guarda caso unico uomo) che all'ultimo momento ha accampato una serie di scuse, dopo aver accettato di ospitarci, e quindi ho dovuto ripiegare su una urfida Inn sopra un pub per una notte e poi con airb&b un'altra esperienza positivissima a casa di Katie, altra donna single con figlio di 20 anni, insegnante di yoga con una casa da favola a St. Ives



Anche se per me è stata una mazzata economicamente parlando, sono felice di avere conosciuto Katie 💓.

Last but not least, non era prevista una tappa a Londra, ma Charlie Brown non ci era mai stato...una cosa a cui bisognava porre rimedio al più presto. A Londra c'è il mio grandissimo amico Joe, quindi nessun problema.

Concludendo, voglio prima di tutto ringraziare tutti i surfisti del mondo che mettono a disposizione le loro case con una mentalità aperta e una grande fiducia nel prossimo...ovviamente anche io ho ospitato, e vi parlerò delle mie avventure in un altro post...sono grata per aver potuto fare questa vacanza da sogno in maniera totalmente unconventional e totally cool, e vi invito a entrare a fare parte di questo mondo perché c'è un sacco di gente bella al mondo, nonostante le apparenze!

sabato 20 luglio 2019

Amo viaggiare

Ammetto che la mia affermazione nel titolo non sia particolarmente originale, anche senza l'aiuto di Pagnoncelli credo di poter dire che il 90% della popolazione ama o amerebbe viaggiare se potesse.
Viaggi organizzati, viaggi fai-da-te, viaggi rilassanti, tour de force, sacco in spalla, tutto compreso, low cost....basta andare, vero?

Ok, ci siamo. A me piace il viaggio semi organizzato da me, come quello che farò la settimana prossima in Cornovaglia accompagnata da Charlie Brown (Ciccio o Chuck) che è il mio primogenito e che NON vuole assolutamente che lo chiami così, il che è una tremenda ingiustizia perché lui E' Charlie Brown. Ma passi.

Mi sono divertita a prenotare il volo, noleggiare la macchina, prenotare la prima notte in un B&B a Salisbury (prima tappa del viaggio per vedere la cattedrale e rivedere Stonhenge), sfogliare la rough guide per capire cosa voglio fare (tutto) e vedere (tutto), selezionare perché purtroppo abbiamo solo 2 settimane e non due mesi..., utilizzare couch surfing ed esultare per avere la possibilità di stare tre giorni sull'Isola di Wight (yessss, seconda tappa), insomma, ci siamo capiti.

MA, a quattro giorni dalla partenza comincia una fase che non mi piace per niente, che si verifica ad ogni viaggio anche se so che poi passa:

la preparazione della valigia😱😱😱

Dio come odio preparare la valigia!!!
Comincio dalle cose più facili: mutande, reggiseni, calze...pigiama, ciabatte, spazzolino, dentifricio e tutto il beautycase...ma porto i trucchi? Ma no, chi se ne frega, sono in vacanza...vabbé solo eye-liner e mascara (cioè quello che metto sempre), quindi anche struccante... e lo smalto? Come faccio che non si può portare l'acetone in aereo...e poi che sbatti, no no no, vado a fare le unghie col semipermanente. Questo mi è venuto in mente ieri, ho contattato un paio di persone che fanno dei prezzi umani perché non ho nessuna intenzione di spendere 60 euri, ho constatato che una non lavora più perché ha avuto due gemelli (dopo due figlie) e l'altra è occupata. Bene, niente smalto. Unghie nature per due settimane.
Telo mare, costume, asciugamano per quando facciamo couch surfing...oddio, devo prendere qualcosa per i miei ospiti, qualcosa che sia italiano, tipico ma allo stesso tempo non un ciaffo per turisti, ci sono...qualcosa da mangiare, ma cosa? Biscottini? Un vasetto di pesto? No, vetro no. Un formaggio della Valtellina? No, i vestiti al Casera no.
Poi c'è il momento lista. Scrivo disciplinatamente tutte le cose che ho già deciso (quelle facili), aggiungo il trasformatore per la presa UK, le ricariche per telefonino e i-pad, e poi sono ancora lì. Cosa porto da vestire?
Calcolando che sarà un viaggio sportivo comincio con tute e magliette, in Inghilterra piove quindi metto il K-way, in Inghilterra fa freddo, quindi il pile.
Altra difficoltà è preparare la valigia per un posto dove ci sono 15 gradi partendo da un posto dove ce ne sono 30...cosa mettevo quando c'erano 15 gradi? I jeans...ma non ho più jeans che mi vanno bene perché sono ingrassata di 10 chili. Devo provarmi dei pantaloni.  Ed è qui che mi arrendo, lascio perdere tutto e mi metto a leggere un libro, a bermi un prosecco e a fumarmi una sigaretta (marlboro gold pacchetto morbido perché costa 50 centesimi in meno)...e rimando. Fino a che mancheranno due minuti alla partenza e sarò costretta a infilare in valigia qualcosa, di solito più di quello che mi servirà, perché vabbè che siamo sportive, ma un vestitino e un tacchetto? Non si sa mai.
E comunque vada sarà un successo.
Stay tuned.

venerdì 2 gennaio 2015

Natale a Siviglia

Tra patios, aranci,



 mausoleo di Cristoforo Colombo nella Cattedrale
 Cattedrali e innumerevoli chiese Barocche
 ballerini di flamenco
 plaza de toros
 palazzi moreschi
 soffitti a cassettoni
e tapas, cervecitas, mucha gente por la calle y alegrìa. 

sabato 24 maggio 2014

Gita al faro

Dopo aver controllato che sia la giornata giusta, riguardo alle maree, si decide di andare al faro.
Il faro si trova su un'isoletta, raggiungibile con una strada di cemento nei momenti di bassa marea


La giornata di inizio maggio è splendida...considerando che il giorno prima it had rained cats and dogs...

I fari mi sono sempre piaciuti...questo si può visitare anche all'interno e salire di sopra, ma la scala fa un po' paura...

Facendo finta che non ci sia il "buco" e guardando solo dalla parte del muro, salgo velocemente...
La vista è bellissima...








 E la lampadina è imponente

 Di sotto, i bambini raccolgono granchi...io mi accontento di sassolini e conchiglie da portare a casa per ricordo


mercoledì 7 novembre 2012

Due cartoline da Venezia

Come precedentemente annunciato, il ponte dei morti l'ho passato a Venezia.
Di questo viaggio voglio condividere due cose, non perché siano state le uniche degne di nota, ma perché sono forse le più utili a chi vorrà andare a visitare questa città. Ora, non avete certo bisogno di consigli per andare in Piazza San Marco o a Rialto, all'Arsenale o a spasso in vaporetto per il Canal Grande. 
                                                        
Il primo consiglio riguarda un luogo da visitare per passare un pomeriggio.
L'isola di San Lazzaro, o isola degli Armeni.
Per raggiungere questa isoletta, prendete il vaporetto linea 20 da San Marco-San Zaccaria (a destra della piazza se ci si mette con le spalle al mare).
Attenzione: dovete prendere il vaporetto che parte alle 3.10, perché solo a quell'ora  è possibile effettuare la visita guidata.
Si scende alla seconda fermata (la prima è l'isola di San Servolo, anche qui ci si può fermare, ma è più complicato perché bisogna prenotare prima, e insomma, noi non ci siamo riusciti). Comunque, dicevo, si scende alla seconda fermata, dopo 15 minuti circa di viaggio. Arrivati qui ci accoglie un bel giardino curato e una bellissima barca ormeggiata, l'Armenia appunto. Sulla destra c'è l'ingresso del monastero, dove un monaco accoglie i visitatori all'entrata, € 6 per gli adulti e € 3 per i bambini, e poi comincia la visita guidata. 
Il monaco ha accompagnato i visitatori armeni, mentre a noi è toccata una studentessa di teologia e beni culturali dell'Università di Venezia, molto carina e molto preparata.

Entriamo in un chiostro, sempre perfettamente mantenuto, poi andiamo a visitare la chiesa


La foto non rende benissimo l'idea, perché scura, fatta senza flash. Vi assicuro però che la chiesa è spettacolare.Si tratta di una chiesa e di un monastero mechitarista, dal suo fondatore Mechitar. Qui trovate tutte le informazioni e le foto di quello che abbiamo visto, chiesa, biblioteca, refettorio, reperti, spiegato molto meglio di come farei io...

La visita finisce dopo un paio d'ore, giusto in tempo per prendere il vaporetto delle 17.25 che vi riporta in Piazza San Marco.

Per continuare la giornata e finire in bellezza, ecco il secondo consiglio, vi propongo una cena al Gam Gam, un ristorante kosher nel ghetto ebraico, dove potete gustare dei cibi deliziosi, con un ottimo rapporto qualità prezzo, camerieri giovani, simpatici e gentilissimi. Obbligatorio prenotare allo 041 5231495, si trova a Cannaregio 1122, c'è una fermata del vaporetto proprio di fronte (linea 4.2 o 5.2, si prende anche a San Marco-San Zaccaria... non mi ricordo il nome della fermata ma è l'ottava partendo da San Marco).
Da provare gli assaggi israeliani, humus con falafel, latkes con patate e carciofi fritti. Sono antipasti ma sufficienti a saziare, se proprio avete uno stomaco senza fondo potete prendere del cous cous sia con carne che con solo verdure, oppure la mussaka (carne con melanzane) o lo shwarma (pollo con salsina speziata). Molto buono anche il vino bianco della casa, che è un sauvignon.

Infine, un ultimissimo consiglio, anzi, un avvertimento per chi ancora non se ne fosse reso conto da sè... non ditelo a nessuno, ma alla televisione mentono... mentre al telegiornale strillavano che a Venezia c'erano 120 cm di acqua alta, la situazione era piuttosto questa



pochi centimetri solo in alcuni punti di Piazza San Marco...

                                                    
 

giovedì 18 ottobre 2012

Mini-break a Venezia

Si ripete la fuga a Venezia, per il secondo anno di seguito, per il ponte dei morti.
L'anno scorso siamo andati un po' così, tanto era la prima volta ed era tutto nuovo.
Abbiamo camminato sempre (tranne un giorno, quando siamo andati alle isole Murano, Burano e Torcello), ci siamo persi nei campi, campetti, viuzze, ponticelli. Quando arrivavamo in un posto guardavamo la guida per vedere cosa diceva. Insomma, abbiamo usato il metodo induttivo.

Questa volta, invece, la cosa si presenta come decisamente più organizzata.
Dal sito Venice Connected, ho prenotato il pass per i mezzi di trasporto per 48 ore (€30 a testa), ho anche prenotato la connessione a internet (72 ore a €15) e con un comodo PIN, che si chiama PNR, ritirerò i miei biglietti da una qualsiasi macchinetta automatica. Tempo due minuti ho ricevuto via mail lo username e la password per la connessione wifi una volta arrivata a Venezia (prima controllare quali sono le zone coperte della città).

Ora che siamo tutti belli pronti, ovviamente si accettano suggerimenti su mete papabili, ma soprattutto chiedo ai veneziani e/o frequentatori di Venezia, dove cenare ad un prezzo modico, che sennò noi ci siamo informati e ci sono ben due McDonald's, che non si può lasciare tutti i giorni 150€ solo per mangiare!

martedì 18 settembre 2012

Irlanda: giorno 18

14 agosto. Ultimo giorno.
Siamo arrivati alla fine della nostra vacanza, abbiamo l'aereo alle 4.30 del pomeriggio. Di solito, quando si arriva a questo punto di una vacanza, soprattutto se è stata abbastanza lunga come questa, si sente un po' il bisogno di tornare a casa, anche per riposarsi.
Devo dire che questa volta non è così, se potessi rimarrei ancora senza fatica alcuna!!
Ad ogni modo, abbiamo ancora la mattinata da sfruttare, e quindi andiamo a vedere il castello di Malahide.
Il nostro ospite ci racconta che il castello è in fase di ristrutturazione e non è visitabile, e ci racconta anche la storia molto singolare del suo ultimo proprietario, Lord Talbot, che era piuttosto originale. Morto anni fa senza eredi, il castello è stato ereditato dalla comunità, ed ora sta per essere aperto al pubblico (l'apertura era credo il 19 settembre, quindi in questi giorni), castello, giardino botanico e parco... e l'immancabile visitors' centre con negozi di prodotti rigorosamente irlandesi.
Il parco, che è immenso (riusciamo anche a perderci), si può visitare, quindi ci andiamo.
Troviamo un parco giochi dove passiamo un paio d'ore e Calvin si sfoga, ci sono degli scivoli mega

e poi vediamo il castello da fuori
Lasciamo il castello, non senza qualche problema a ritrovare il parcheggio, e poi andiamo alla spiaggia di Malahide

A questo punto è ora di andare all'aeroporto.
L'aeroporto di Dublino è il paradiso dello shopping, non mi sorprenderebbe se la Kinsella avesse la cittadinanza onoraria di tale non luogo. Come sempre quando l'offerta è eccessiva, io non riesco a processarla, quindi non compro niente, a parte un paio di bottiglie d'acqua per il viaggio.
Presto arriva il momento dell'imbarco, quindi slàn a fhàgàil ag Eirinn, arrivederci Irlanda!

lunedì 17 settembre 2012

Irlanda: giorno 17

13 agosto. Dublino.
Si chiude il cerchio. eravamo partiti 17 giorni fa da Dublino, ed ora siamo tornati. Una giornata da passare nella capitale.
Prendiamo l'autobus (al piano alto) e ci troviamo ancora davanti a the spike (l'ago di acciaio).
Charlie Brown vorrebbe andare a vedere lo stadio, ma non quello di calcio, il GAA stadium, quello dove si giocano hurling e calcio gaelico. Lo accontentiamo. Prendiamo un bus per Croke Park. Dopo qualche avventura con il bus (l'autista si dimentica di dirci qual è la fermata), e un bel pezzetto a piedi, ci arriviamo.
Lo stadio è molto più grande di quello di calcio, la celebrazione della "irlanditudine" è qui al suo apice!
Seguiamo la nostra guida (non è possibile il fai da te) attraverso varie tappe, gli spogliatoi, la sala dei giocatori - dove i giocatori e i loro famigliari si possono rilassare dopo la partita -, il campo, le tribune, la sala stampa e i settori distinti.

Dopo la visita torniamo in centro, un veloce pranzo da McDonald e poi un giretto a Marrion Square, famosa per le case georgiane e il parco nel centro.
C'è anche la casa dove Oscar Wilde ha vissuto da bambino e di fronte il suo monumento.
Le case
il parco

le porte


dopo questa bella scarpinata torniamo a Malahide.
Cena al McGovern's Restaurant and Wine Bar.

domenica 16 settembre 2012

Irlanda: giorno 16

12 agosto.  Da Adare (Limerick) a Malahide (Dublino).
Oggi è domenica, ce la prendiamo comoda e avvisiamo Pauline, la nostra ospite, che faremo colazione verso le 9.00. 
Il giorno prima abbiamo lodato gli scones preparati da Pauline, e lei ce li fa trovare anche al mattino sul tavolo della colazione, assieme a pane tostato, burro e marmellate. Con gran soddisfazione imburriamo, marmellatiamo, beviamo il nostro caffè, succo e il latte coi cereali.
Di solito, se si vuole la full Irish breakfast, bisogna dirlo a volte la sera prima, altre al mattino. Noi non l'abbiamo ordinata oggi, quindi siamo convinti che quello che c'è sul tavolo sia tutto.
Invece, quando pensavamo di aver finito, si presenta Pauline con la full Irish breakfast!!!
A questo punto saremmo già strapieni, ma come si fa? Non ce la sentiamo di rifiutare la gentilezza della nostra ospite, e riusciamo solo a farcene portare due invece di quattro.
Pauline comunque dice di fare con calma, non c'è fretta, e tanto per gradire ci porta anche il salmone affumicato!
Naturalmente è tutto buonissimo, si aggiunge anche Pauline al podio delle migliori colazioni!

Dopo penso più di un'ora, riusciamo ad alzarci da tavola, prepariamo i bagagli e partiamo.

A pochi kilometri a sud di Limerick, c'è un lago Lough Gur, dove si trovano numerosi resti preistorici.
Arriviamo al Visitors Centre ma è ancora chiuso, è domenica ed aprono a mezzogiorno, ma intanto aspettiamo di fronte al lago che è molto bello, e poi c'è il sole...il verde dei prati e l'azzurro dell'acqua del lago sono brillantissimi, soprattutto quando c'è il sole

quando apre il centro visitatori ci spiegano come funziona: si fa una breve passeggiata che porta ad alcuni monumenti, the limekiln, un forno
the wishing seat

punto panoramico sul lago

e poi si prende la macchina e si fa un percorso attorno al lago con vari punti di interesse. Il primo sono due forti ad anello: i Carraig Aille Ring Fort, ci si ferma sul ciglio della strada, si seguono i cartelli che indicano un campo (privato). Arriviamo in cima al prato e vediamo i resti dei forti ad anello. Non ci sono documentazioni fotografiche perché appena arrivati sul luogo siamo investiti da un acquazzone potentissimo che ci fa scappare di corsa verso la macchina. Inutile dire che quando ci arriviamo siamo zuppi!
La seconda tappa è una tomba megalitica chiamata "Giant's Grave"
passiamo poi alla New Church, "Teampall Nua"

e infine l'immancabile circolo di pietre, Great Stone Circle, e questo è veramente great


Abbiamo ancora una tappa da fare prima di prendere la strada per Dublino, ed è Tipperary. Giusto perché it's a long way to Tipperary, it's a long way from home...

Dopodiché, siamo in modalità rientro, prendiamo l'autostrada. Andare a Dublino con l'auto non ci attira particolarmente, quindi suggerisco l'alternativa Malahide. Si tratta di un sobborgo di Dublino, a nord, molto vicino all'aeroporto, sul mare. Tra l'altro ho rischiato lo scorso anno di portarci i ragazzi della scuola per un viaggio-studio che poi è saltato per vari motivi. A questo punto non posso farmi sfuggire l'occasione di vedere questo mitico posto.

Arriviamo alle 6 di sera, troviamo alloggio presso l'Heatherview, camera quadrupla a 108 euri a notte (ci fermeremo due notti), internet, no carte di credito.

Il piccolo centro, sono quattro vie ci spiega la nostra landlady, è pieno di vita, ristoranti, locali, students friendly direi. Malahide è famosa per la varietà dei ristoranti, dice la brochure, e in effetti c'è un po' di tutto. Noi optiamo per un ristorante cinese, the Orchid Restaurant, dove mangiamo molto bene. C'è anche un children's menu con piatti semplici, tipo pollo e patatine, e tra l'altro è gratis.


sabato 15 settembre 2012

Irlanda: giorno 15


11 agosto. Da Kilbrittain (Cork) a Adare (Limerick).
Prima tappa della giornata, Kinsale, le vie del centro e la chiesa St Multose



                                    
Poi ci dirigiamo verso nord, a Cork. Vincendo la nostra abituale riluttanza ad andare nelle grandi (ma anche medie) città, andiamo in centro, parcheggiamo in un autosilo e facciamo un giretto. Nel frattempo il tempo diventa piovoso.
A Cork, scopriamo, producono una birra simile alla Guinness (almeno nell'aspetto), la Beamish. La proviamo e la troviamo anche meglio. Solo che la Guinness si trova in tutto il mondo, mentre per bere la Beamish bisogna andare a Cork... neanche in Irlanda, proprio a Cork (e dintorni). Questa cosa ci piace: già per tutto il Paese, vale il detto "I'm Irish and I'm proud", e qui è "I'm Corkonian and I'm proud".

Dopo Cork ci addentriamo verso nord, verso Limerick, ma due città nello stesso giorno sarebbe troppo. Decidiamo di andare ad Adare, località appena a ovest di Limerick.
Troviamo posto all'Elm Tree, 85 euri per due camere doppie, no internet, carte di credito accettate.
Anche qui tè all'arrivo con i migliori scones di tutta l'Irlanda (e probabilmente anche della Scozia).
Cena al Pat Collins Bar ad Adare.