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domenica 4 ottobre 2015

Il giorno prima del primo giorno di scuola

...che per me è come il giorno prima degli esami...

Dopo un mese di servizio che è servito a raccogliere iscrizioni, fare riunioni, fare i primi colloqui con gli iscritti, fare riunioni, spiegare ai corsisti cosa potevano fare e lo scenario delle loro possibilità alla fine del loro percorso e...fare riunioni...ci siamo!
Domani cominciano le lezioni.

Inizieremo con una prima fase che noi chiamiamo "accoglienza" e consiste nel cercare di capire e valorizzare le loro conoscenze e competenze per riconoscere eventualmente dei crediti, che si traducono in uno "sconto" sul monte ore. Perché c'è appunto questa possibilità nella mia scuola.
Faremo due gruppi perché da quest'anno ci sono ben due possibilità: le 400 ore, il classico, chiamato primo periodo del primo livello (ex licenza media), con tanto di esame finale e attestato; e poi le 800 ore (circa) chiamate secondo periodo del primo livello, che corrispondono al biennio* delle scuole superiori istituti tecnici e professionali. Detto così sembra un banale recupero anni, ma in realtà ci rivolgiamo ad una fascia di popolazione vittima della dispersione scolastica. Diciottenni che la scuola diurna non accetta più, adulti che per qualsiasi motivo vogliono o devono tornare sui banchi di scuola, stranieri che non hanno il titolo di studio o che ce l'hanno ma qui da noi non è riconosciuto.

Per non ridurre la fase di accoglienza ad una serie di test e per rendere il tutto più digeribile, anzi più appetibile (perché qui gli alunni si devono tenere da conto), mi sto alambiccando il cervello per trovare attività da fare e preparare lezioni accattivanti, utili alla conoscenza reciproca e tra gli iscritti, e anche utili ai miei scopi.
I miei colleghi sono tutti veterani e questa parte ce l'hanno abbastanza chiara, io invece elaboro, faccio, disfo, rifaccio e pondero.
Ieri seduta sul divano di casa, parte il sospiro - SIGH! -, Marito mi chiede perché sospiro e io spiego che sto pensando a cosa fare il primo giorno di scuola (e i seguenti).

Calvin: Beh, fagli un test d'ingresso così intanto vedi come sono messi.
Calvin professore! ;-)

*Qui lo chiamano monoennio, ma è una parola che io non riesco ad usare, mi sembra un ossimoro e poi proprio non mi piace

mercoledì 5 febbraio 2014

Della dura realtà...variazioni sul tema dello scorrere inesorabile del tempo

Calvin ha sempre detto che da grande vuole fare il contadino e vuole avere una fattoria, e dopo il viaggio in Irlanda ha pensato di fare anche l'allevatore di cavalli, eleggendo proprio l'Irlanda come luogo adatto allo sviluppo delle sue ambizioni.
Quindi giornalmente programma la sua vita futura, e trova problemi e complicazioni da risolvere, e ce li sottopone.
Dopo aver sistemato la questione "come faccio a comprare una fattoria se non so chi la vende" ed altre cose pratiche, adesso è il periodo di preoccupazione che riguarda la vita sociale.
"Ma se vado in Irlanda sarò da solo e non conoscerò nessuno..."
Al che io gli dico "Calvin, ma non hai ancora capito che se vai in Irlanda io vengo con te?" (non scherzando affatto, ogni occasione sarebbe buona per passarci un po' di tempo)
"Ma tu cosa farai?"
"Mah, io sarò in pensione..."
"Allora sarai un peso?!?"

martedì 4 febbraio 2014

la mattina del dì di festa

Una domenica mattina il telefono squilla alle 9.30, è la mamma.
Di solito io mi alzo molto prima di quell'ora, ma stavolta non mi ero ancora alzata e risponde Calvin.
Lo sento dire che sto dormendo, allora gli dico di passarmela pure che sono sveglia.
Naturalmente non è niente di importante, è una delle solite telefonate per dire cose ovvie e trite e ritrite.
Io non mi altero (ho fatto un voto), e pazientemente dico sempre sì, ok, va bene, intervengo brevemente per dire con molta calma che lo avrei fatto comunque...come peraltro avevamo già stabilito...

Alla fine della telefonata interviene Calvin:
"la nonna è un po' pesante eh?"

"Ma no, Calvin, non è pesante...anche io e il papà saremo così con te"

"Tipo tra quarant'anni"

"No, Calvin, mooolto prima..."

mercoledì 8 gennaio 2014

Le recensioni di Calvin

Le vacanze natalizie appena trascorse sono state all'insegna della visione del famoso ciclo di fantascienza trasmesso a ripetizione da un canale apposito (comunque noi possediamo il cofanetto e ogni tanto facciamo la maratona anche senza i suggerimenti del magnate australiano).

Una semi-novità sono stati e tre film prequel, soprattutto per Calvin, che alla scena tra Anakin e la futura madre di Luke e Leia, quando lui dice che da quando ti ho conosciuta non faccio altro che pensare a te e tutto questo tempo in cui siamo stati separati ho sofferto tantissimo e che anche adesso che siamo vicini (ma non tanto quanto vorrebbe lui) soffro...

...questa sarebbe la versione allungata di (virgolette con le mani) ti amo?

mercoledì 27 novembre 2013

Senza giudizio

Mercoledì è il mio giorno libero. Evviva.
Se penso che l'anno scorso non avevo un giorno libero, è una bella sensazione.
Peccato che negli ultimi mercoledì (tipo gli ultimi quattro o cinque) invece di godermi la giornata libera guardandomi un film in lingua originale (adoro fare ciò, e devo essere a casa da sola per farlo senza interruzioni), cucinando qualcosa di speciale, andando a fare shopping o a trovare un'amica, pulire la casa, and so on...abbia dovuto affrontare una serie di sedute dal dentista per sistemare un po' di cose.
Doloroso.
Per la mia persona e per il mio portafoglio, ma di fronte alla salute...
Oggi ho tolto un dente del giudizio, e l'ho portato a casa da mostrare come trofeo.
Vedi com'è stata coraggiosa la mamma?
Mi aspettavo una reazione di Calvin simile al suo alter ego di Calvin e Hobbes, tipo THAT'S GROSS! (che sarebbe "che schifo"), e invece mi ha detto: Ah! Lo metti sotto il cuscino?

giovedì 7 novembre 2013

Luci ed ombre dell'educare

La bloggeramica Noemi, mi ha coinvolto in un'iniziativa che sta passando di blog in blog, che ha come tema l'educazione.
Partecipo volentieri e ringrazio Hilde che ha pensato a me.
Trovo molto interessante che le altre blogger che hanno scritto sul tema, quasi all'unanimità non amino la parola educare nel senso di condurre, perché sembra loro (se ho capito bene) che la cosa comporti una forzatura, un imposizione: io che sono grande ti faccio vedere la strada, perché io so, mentre tu obbedisci.

Per me, invece, è proprio questo il significato più bello della parola. Sono convinta che il bambino, non solo abbia bisogno di una guida, ma anche che il genitore - o chi lo educa, appunto - abbia il dovere di dare una direzione. Semplicemente perché altrimenti il bambino non saprebbe dove andare.
Spetta a noi dire al bambino cos'è giusto e cos'è sbagliato, e spetta a noi prenderci cura di loro. E sono anche convinta che il bambino ce lo chieda, non chiaramente, ma istintivamente. Avere dei limiti, dei paletti, è fondamentale perché un bambino cresca sicuro e sereno, perché sa fin dove può arrivare e non si deve preoccupare di cose più grandi di lui.

Il fatto è che educare è difficile, molto più semplice è concedergli quello che vogliono pur di farli tacere (nel breve periodo), o riempirli di "cose" invece che passare del tempo assieme.

Ovviamente questo vale per i bambini piccoli, e ovviamente man mano che crescono si allargano sempre di più le maglie, se vogliamo usare l'immagine restrittiva di una rete ad esempio. Ma sarà un passaggio graduale e secondo me naturale fino a portarli all'autonomia.

Voglio raccontare un aneddoto, una cosa alla quale ho assistito personalmente nel periodo che ho passato negli Stati Uniti come 
ragazza alla pari, e che mi ha lasciato parecchio perplessa, nonostante la mia, allora, giovane età.
Alla fermata dell'autobus due mamme con due bambini di tre/quattro anni (che erano assieme e si conoscevano). E' tardo pomeriggio e bambino1 ha freddo ma non ha una maglia da mettersi, mentre bambino2 ha una maglia in più che sua mamma ha nella borsa.
Mamma2 dice: "io ce l'ho una maglia in più, bambino2, la vuoi prestare a bambino1?"
Bambino2 dice "no"
Fine della storia. La maglia non viene prestata.

Sono rimasta allibita. Anche adesso che sono mamma, se sono al parco e un altro bambino ha bisogno di qualcosa che io ho, un fazzoletto, una caramella, un cerotto, non chiedo certo a mio figlio il permesso di darglielo, anche se il fazzoletto, la caramella e il cerotto li ho con me per lui, perché non è cosa che gli compete, non 
è una responsabilità che può prendersi lui.

Questo, come molte altre cose, tipo bambini dell'asilo che decidono come vestirsi al mattino, compreso mettere magliette mezze maniche in pieno inverno (e sto parlando del freddo di Chicago), mi hanno fatto pensare che gli americani siano dei pessimi educatori.

Per concludere, mi piacerebbe sentire sull'argomento anche il parere di qualche papà...so che ce ne sono all'ascolto, e anche alle prese con l'educazione dei figli. Stavolta non lo citerò, ma sono sicura che un certo blogger di mia conoscenza si sentirà chiamato in causa... vediamo cosa succede.

Questo il logo dell'iniziativa:



e questi gli altri interventi:

lunamonda

sara

liberelettere

timo il bruco

latte&champagne
A

sabato 2 novembre 2013

Felicità

Da quando Charlie Brown va a lezione di chitarra elettrica accompagnato dal vecchio della montagna, io e Calvin abbiamo una sera la settimana solo per noi. 
Quindi ieri sera, verso le 18.30, dopo che Calvin era tornato a casa dal parco...notare che è già la seconda volta che va al parco da solo coi suoi amici dopo la rampognata del tema sulla mamma che è troppo apprensiva e non lo lascia mai andare...
Dicevo, dopo un pomeriggio passato con gli amici, guardo, così tanto per fare, che cosa propongono i vari canali televisivi. Ed ecco che al primo tentativo becco Lo Hobbit iniziato da 7 minuti!
È stato un attimo!
I pop corn pronti in tre minuti al microonde fanno da pasto e per dolce le caramelle bottino del trick-or-treat del giorno precedente, e siamo in paradiso!

mercoledì 16 ottobre 2013

Descrivo la mamma

La mia mamma si chiama *** e è una professoressa d'inglese.
È alta e magra.
Ha i capelli biondi e lisci e gli occhi azzurri e spesso severi.
Ha il naso e le orecchie regolari e le sopracciglia rade.
Di solito indossa i pantaloni e una felpa o maglione.
Le piace molto il cioccolato fondente è le piace fare dolci (torte ecc.).
Nel tempo libero facciamo le torte.
Secondo me è un po' troppo ansiosa nei miei confronti perché non mi lascia mai andare al parco a giocare con i miei amici.
La mia opinione su di lei è che quando mi sgrida è giusto che lo faccia perché io non faccio il bravo: e poi quando facciamo le torte mi diverto un sacco.
Le voglio bene.

Secondo voi, qual è la parte che mi ha commosso?

domenica 15 settembre 2013

cuochi pazzi/2

Che giorno è oggi?
Domenica.
E che tempo fa?
Piove.
E la noia ri-regna sovrana.

E allora rieccoci in cucina. Oggi ci cimentiamo nel banana bread.
La ricetta è presa da un libro americano, quindi le misure sono state trasformate e dimensionate alla capacità degli stampi italiani (che da noi persino i muffins sono più piccoli).
Ci vogliono
225 gr di farina
lievito
sale 
280 gr di zucchero di canna
2 banane
2 uova
125 gr di noci
150 ml di latte (in realtà sarebbe latticello, ma latte o yogurt vanno bene lo stesso)
100 gr di burro
(queste dovrebbero essere le quantità per 12 muffins)

Ci sono due metodi per impastare gli ingredienti, il creaming method e il batter method. Il creaming method è indicato per fare la forma di pane grande, mentre il batter method* si usa per fare i muffins.
Io voglio fare la pagnotta da tagliare a fette, quindi usando un mixer elettrico (perché l'idea è di riuscire ad incorporare più aria possibile per la sofficità) faccio una cremina con il burro e lo zucchero, poi aggiungo le uova una alla volta facendole amalgamare bene.
Poi aggiungo in tre volte la farina (mischiata con lievito e sale), il latte e le banane schiacciate, un terzo alla volta facendoli amalgamare bene prima di mettere ancora ingredienti. Infine le noci spezzate.
Metto in forno a 180° per 45 minuti, e poi abbasso a 160° per altri 15 minuti.
Aspetto 10 minuti prima di toglierlo dallo stampo e almeno un'ora prima di affettarlo.

Ovviamente, per rispettare la tradizione dei cuochi pazzi, l'impasto è troppo, quindi faccio anche 6 muffins



*l'altro metodo consiste semplicemente nel mettere tutti gli ingredienti secchi in una ciotola e tutti i bagnati in un'altra e poi unire

domenica 8 settembre 2013

Cuochi pazzi

Complice la prima domenica settembrina - beh, il primo settembre non conta, è ancora quasi agosto -  e di maltempo (un'accoppiata fatale) e in più Calvin figlio cadetto in casa da solo perché Charlie Brown primogenito è fuori con amici, la noia regna sovrana.
Per movimentare la situazione propongo a Calvin di aiutarmi a fare una torta per la colazione di domani. 
Entusiasmo.
La scelta cade sulla torta Lienz, o Linz, scoperta quest'estate in vacanza in Trentino, praticamente una crostata con mandorle tritate e cannella nell'impasto.
Detto-fatto. 
Purtroppo, forse perché fare il lavoro a quattro mani, cercando di tenere occupato Calvin con compiti che può svolgere in modo decente senza distruggere la cucina, mi ha confuso un filino...mi accorgo che non ho messo la cannella nell'impasto.
Va bene, pazienza, cosa sarà mai!
Dopo aver infornato, mi giro e vedo lì belle pronte le mandorle tritate ancora nel mixer.
Ohibò!
Ho dimenticato anche quelle.

Per rimediare al fatto comincio a scartabellare i miei raccoglitori in cerca di una ricettina veloce, magari dei muffins, per utilizzare le mandorle.
Così trovo la torta mandorle e miele, e con un piccolo aggiustamento (la ricetta dice 5 uova e io ne ho solo 2), mentre la crostata Lienz è nel forno, preparo un altro impasto - sempre con il valido aiuto di Calvin che setaccia la farina e monta a neve gli albumi.

Risultato: abbiamo ben due torte per la colazione di domani.


Mancata torta Lienz, che quindi è diventata una normalissima crostata, con marmellata di banane (fatta da me) e marmellata di ciliegie (comprata)

Torta di miele e mandorle rivisitata


martedì 2 luglio 2013

I commenti di Calvin

Ma adesso Carla [Gozzi n.d.r.] fa la pubblicità delle creme? 
Siamo proprio in crisi...

martedì 7 maggio 2013

Dialogo tra nativi digitali

Calvin: cosa vuol dire link?
Charlie Brown: è..., cioè, tipo quando vai su wikipedia, no? Che ci sono quelle parole sottolineate che se le schiacci ti portano su quella cosa...
Aliceland: dicesi collegamento
Charlie Brown: ah! Davvero?
Calvin: ah!

domenica 14 aprile 2013

Le opinioni di Calvin

Mentre Charlie Brown, silenzioso, pensa probabilmente alla ragazzina dai capelli rossi, Calvin discute di politica, interna ed estera, con apparente cognizione di causa:

Oh, ma lo sai che nella mia classe hanno votato tutti Grillo? 
...
Solo io e Poldo abbiamo votato Bersani!!
Sono stupidi, eh?

oppure:

(commentando la notizia alla radio, da noi non si guardano i tg perché la tv non c'è dove pranziamo)

Ma quello lì (il presidente della Corea, n.d.r.), perché litiga con tutti? Ce l'ha con la Corea del Sud, la Cina, il Giappone...

mercoledì 3 aprile 2013

Calvin pensa

Sempre la mattina presto, perché il mattino ha l'oro in bocca, Calvin espone le sue teorie, fa le sue domande e rivela le sue scoperte.
Questa mattina ha elaborato la teoria dell'orologio.

Ti sei mai accorta che la lancetta dei minuti, che quando è sull'uno vuol dire cinque...il cinque è la metà della tabellina dell'uno?
...
E il 7, che vuol dire trentacinque, è la metà della tabellina del sette.
...
Non hai capito niente, vero? - fa comprensivo -

Fammi un altro esempio - dico io

Per esempio il sei, che vuol dire trenta, trenta è la metà di sessanta, che è la tabellina del sei.

Mi sa che ha ragione. 

sabato 21 luglio 2012

Le soluzioni di Calvin

Pranzo a casa Aliceland:
Charlie Brown sta parlando di tutte le meravigliose cose che ha fatto Mazzini per l'Italia e blabla blabla.
Interviene Calvin e dice:
"Ma non poteva salvare anche l'euro?"
                                                            no preview

lunedì 25 giugno 2012

poteva andare meglio

Non sono una di quelle mamme che giustificano i loro figli sempre e comunque, e non sono una di quelle che da quando è diventata mamma parla solo dei figli e "che peso per le amiche che invece figli non ne hanno e non ne vogliono avere". 
Ma quel che è giusto è giusto.
Sono la fortunata mamma di due bambini bravi, sarà perché abbiamo fatto bene il nostro mestiere, sarà anche un po' di culo, ma tant'è, questa è la situazione.
Ecco perché quando ritiro le pagelle vado a casa sempre contenta, perché obiettivamente sono sempre delle belle pagelle, ma anche un po' delusa, in particolar modo per Calvin, che è in seconda elementare, in una classe dove sono in due o tre che riescono a stare seduti al banco, c'è una situazione a livello comportamentale spaventosa, e altrettanto a livello di rendimento.
Ma questo non è un problema, non sto pensando di cambiare scuola al bambino prodigio, vorrei solo che venisse riconosciuto a livello di voti che c'è un bambino che, mentre la maggioranza della classe dice parolacce, sputa alla maestra o le tira addosso le penne (non esagero), mantiene un comportamento umano, non sporca volontariamente per terra e non fa niente delle cose di cui sopra, però, se un compagno lo picchia lui "reagisce", quindi il comportamento è "generalmente corretto"... forse dovrebbe lasciarsi battere come un tamburo?
Dare dieci in pagella per le maestre di questa scuola è un tabù, quindi mi sono messa il cuore in pace, ma quando leggo che da altre parti non è così mi viene lo sconforto.
E vai di nove in italiano: non teniamo conto che è un bambino che legge Eragon mentre i suoi compagni non leggono neanche Geronimo Stilton.
Nove in storia e otto in geografia (addirittura peggiorato rispetto al primo quadrimestre)... mai firmato nessun voto in queste materie, di solito la maestra dice "non è che non è bravo, è che abbiamo fatto pochi argomenti di questa materia".
Nove in matematica e nove in scienze (come regalo di compleanno ha voluto una pianta carnivora, gli esperimenti ce li facciamo a casa).
Nove in tecnologia (mistero cosa faccia di tecnologia in seconda elementare)
Nove in musica, otto in arte e immagine e otto in corpo e movimento. Apro una parentesi su corpo e movimento, dovrebbero fare ginnastica (non è che dando i nomi fighi alle cose la sostanza cambi) al venerdì da mezzogiorno alle dodici e mezza ma saranno andati in palestra o fuori quattro volte in tutto l'anno perché sempre in castigo... bella scusa per fare una cosa che non ti piace, maestra!
Continuiamo con le voci, Livello di acquisizione conoscenze e abilità, ottimo; Progressi registrati, rilevanti; Autonomia, notevole; Interesse, costante; Impegno, costante.
Un applauso al maestro di inglese con dieci (finalmente) e alla maestra di religione con ottimo.


Nonostante le battutine caustiche, ormai sono inacidita, non voglio dire che la maestra di mio figlio non è una brava maestra, solo che vorrei che ci fosse una differenziazione nella valutazione, mentre la scuola appiattisce. Nessuno fa riflessioni su questo, basta non bocciare nessuno e tutti sono contenti. Io vorrei invece che venisse riconosciuto il merito - e ritorna quella parolina, il merito. Perché bisogna trovare tutte le giustificazioni per chi non rende, che non è colpa sua, che ha problemi, e dall'altra parte i cosiddetti bravi non li "guarda" nessuno?


Altra piccola considerazione: se esistono i voti dall'uno al dieci, e usiamoli questi voti.... perché usare solo dall'otto al nove? Sono pronta a scommettere che nessuno ha preso voti inferiori al sette, tutti promossi e tutti bravi, con grande disappunto di Calvin che qualche incongruenza la vede. Perché è piccolo, mica scemo, giusto?

domenica 3 giugno 2012

Magic moments

La domenica mattina mi piace alzarmi presto, per fare colazione da sola mentre tutti gli altri dormono. Allora mi alzo prima delle 7 e scendo in cucina. Preparo la tavola con le tazze di tutti e metto sul tavolo biscotti, cereali, fette biscottate, pane, frutta,... ognuno ha la "sua" colazione.
L'ideale per me, è la torta fatta in casa. In particolare questa



Poi preparo il caffè e mentre aspetto che sia pronto, svuoto lo scolapiatti, scaldo il latte e preparo un frutto sbucciato da mangiare dopo il latte e caffè.

Finalmente è tutto pronto, ed arriva il momento magico, assaporo la torta che ho preparato. Questa è la torta con la fecola:

3 uova
200 gr zucchero
250 gr fecola
1 bicchiere olio di semi
1/2 bustina di lievito
la buccia di un limone grattugiata

sbattere bene le uova con lo zucchero, aggiungere fecola, olio, lievito e limone. Io uso lo sbattitore elettrico, è velocissima la preparazione di questo impasto, e poi così si incorpora più aria e la torta diventa soffice e alta. La cottura tradizionale prevede di usare una pentola apposta e farla sul fornello, ma per chi non ha la pentola speciale va bene anche il forno, i soliti 40' a 180°.

Devo però avvisare che questa torta è di quelle che "stoppano", e quindi non a tutti piace. L'ideale da inzuppare nel latte. Sono particolarmente attratta da questa torta, che non ha niente di particolare, perché mi ricorda tantissimo la mia infanzia. Da piccola andavo in vacanza in campagna a casa di mia nonna, e lei la faceva sempre (con dosi addirittura doppie rispetto alle mie). Mi ricordo benissimo la sensazione di quando la mangiavo da piccola e secondo me è per questo che continua a piacermi.

Di solito quando sono lì seduta a godermi la prima colazione, arriva Calvin, che ha le antenne, e facciamo colazione assieme chiacchierando. Quando si alza Calvin ha le idee più assurde... di solito mi comunica una decisione che ha preso - la notte porta consiglio - tipo che lavoro farà da grande:
-Ho deciso che farò l'arciere!
-Ma quello non è un lavoro, è un hobby, uno sport.
-E il calciatore, allora? 
Come spiegargli che gli sport sono tutti uguali, ma alcuni sono più uguali di altri! 
...mi rende partecipe di un suo ragionamento:
-Se ti tagliano la testa in un giorno di vento, non muori...
- Perché no?
- Perché il vento soffia nella gola tagliata e respiri lo stesso...
 ...oppure c'è l'angolo "l'Isa ha detto" (Isa è Isabella, la sua coetanea modello di saggezza :-D)
-L'Isa ha detto che il biglietto per andate in Australia (pronuncia "Ostralia", perché Isa è mezza "ostraliana" e mezza italiana) costa al massimo 500 euro. 250 fino a Singapore e altri 250 fino in Ostralia
però quando la Isa ha compiuto gli anni e non ha invitato Calvin alla sua festa perchè c'era già troppa gente ne abbiamo risentito:
-Beh, poteva non invitare la Gloria, tipo, non ME!

martedì 21 febbraio 2012

Dopo aver passato tre giorni a ritagliare, piegare, incollare (e per fortuna mi hanno dato un aiutino per la maschera) e cucire, è con grande soddisfazione che Calvin ha potuto sfoggiare il suo costume da riccio per la sfilata di carnevale...

sabato 10 dicembre 2011

Caro Babbo Natale


Caro Babbo Natale,
sono un bambino di 7 anni molto bravo.
Per Natale vorrei:
Mario e Sonic ai giochi olimpici di Londra wii. Kirby's adventure wii, Legend of Zelda skywardsward wii, Pokemon Oro DS.
Per la mia collezione di minerali:
zaffiro, rubino e diamante.
Per mio fratello invece:
ipod, Mario Kart DS, Monopoli, Dungeons and Dragons, PES 2011 e Mario sport mix.
A casa mia c'è il camino. Ti lascio sul tavolo un bicchiere di latte (scaldalo nel microonde), dei biscotti e del sale per le tue renne.

Calvin

domenica 24 luglio 2011

Orto, la raccolta

Calvin raccoglie i primi frutti dell'orto: patate blu
Calvin harvests the first vegetables: blue potatoes
raccolto patate blu 002raccolto patate blu 004