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martedì 10 marzo 2020

Scuola ai tempi del Coronavirus


L'immagine riassume perfettamente la situazione. Ma si sa che chi la dura la vince, infatti, avendo subodorato che la situazione di chiusura delle attività didattiche si sarebbe protratta ben oltre i dieci giorni* previsti al principio, già dalla settimana scorsa ho fatto i miei tentativi di contatto con la ciurma, il che non è stato come dirlo perché la suddetta ciurma si sentiva in vacanza...e diciamocelo...io rompevo un po' i santissimi!!!

Intanto la creazione di un gruppo whatsapp coi ragazzi per ogni classe, poi la creazione di un gruppo con solo i docenti, poi i corsi su classroom e le prove su meet per le lezioni online (perché qualcosa mi diceva che mai e poi mai saremmo riusciti ad usare il registro elettronico). Poi spiegare alla ciurma come fare ad accedere alla classroom, ma non con la loro mail, con la mail istituzionale che è stata creata all'uopo dal tecnico che consiste in cognome.nome@nomeistituto.edu.it e la password provvisoria...lo so che state già indovinando...ebbene sì, è successo:
- Prof, ma io ho inserito la mail cognome.nome etc. etc e non mi fa entrare, mi dice account inesistente
- Noooo, il TUO nome.cognome etc. etc.

La fine della settimana scorsa è stata frenetica, ma sono riuscita a fare le prove on line con tutte le classi.
E' interessante riportare qui alcune osservazioni/richieste/esternazioni della ciurma, tanto per farvi rendere conto su che livello dobbiamo operare:

- Prof, ma a che ora ci colleghiamo lunedì per la lezione?
- Alla stessa ora in cui avremmo lezione in classe

Nel caso in cui la lezione è alle 8.10:
- Prof, ma io mi alzo a mezzogiorno...
ovvero
- Prof, sarà dura, io stasera ho una grigliata, non credo di farcela per le 8, sarò in hangover

Nel caso in cui la lezione è alle 12.00:
- Prof, ma dato che io mi alzo alle 11.00, durante la lezione posso fare colazione?

- Prof, ma se devo andare in bagno lo devo chiedere?
-No, facciamo che discretamente ti allontani dallo schermo...

- Prof, io domani posso restare solo fino alle 10.00, poi devo andare ad un funerale

Allora, con santa pazienza tenti di spiegare che non sono in vacanza e che devono stare a casa, cosa che dopo le ultime disposizioni di domenica si spera abbiano capito tutti, o quasi tutti.

Ad ogni modo, puntuale come un orologio rotto, arriva la mail dell'Istituto Tecnico e la Lettera agli Studenti della Dirigente...alle 19.30 di domenica, che dispone l'obbligatorietà di svolgere le lezioni on line da lunedì. 
Panico tra gli insegnanti e tra gli studenti, il sito della scuola - tramite il quale si possono fare le lezioni on line - si impalla alle 8.00 del mattino, anzi, sarebbe giusto dire che non permette l'accesso a nessuno. Il collega che era andato in Calabria per Carnevale e non è rientrato perché la scuola era comunque chiusa mi telefona per sapere cosa faccio, come faccio, perché?!? La collega di sostegno mi chiede dove ci vediamo, sul registro? E spiega anche a lei tutta la storia di meet.

Ma...dato che all is well that ends well, sono orgogliosa di dire che lunedì avevo 5 ore ed ho fatto 5 lezioni on line, con praticamente tutti presenti (anche se veramente mi stavano facendo colazione), ed è stato bello...prima di tutto perché in foooondo mi mancavano 😉, e poi perché li ho visti positivi e desiderosi di partecipare.

Valutazione personale: le lezioni on line sono molto più faticose delle lezioni in classe, anche perché, caricare il materiale che serve per la lezione, fare lezione, correggere i compiti che ti inviano, risolvere eventuali problemi di come si fa a caricare i compiti, come faccio ad accedere alla classroom, non funziona il microfono, non mi ricordo la password...non si stacca mai.

*noi eravamo già chiusi per Carnevale il lunedì e martedì della prima settimana

mercoledì 18 settembre 2019

Potrebbe andare peggio...potrebbe piovere



E' passata la prima settimana di scuola, mi sono state affidate cinque classi
una prima, dove farò sia inglese che spagnolo,
una terza
una quarta
due quinte

Situazione attrezzature:
in prima c'è il computer, la LIM ma niente connessione
in terza c'è tutto (sistema operativo Windows 7) ma non posso mostrare gli mp4 perché non c'è un programma che li supporti
in quarta c'è la LIM ma non il computer (?!?)... ho tentato di risolvere il problema portandomi il portatile da casa MA la LIM ha una presa VGA e il portatile una HDMI, tentativo fallito.
in una quinta c'è tutto ma la connessione è talmente lenta che non riesco neanche a fare il login sul drive per mostrare un file
infine, nell'altra quinta non c'è connessione e non funziona la lavagna così che abbiamo una splendida lavagna di ardesia con i gessetti...come in carcere.

Registro elettronico:
siamo stati abbinati alle classi, c'è qualche errorino qua e là: alunni inseriti in una classe che si trovano in un'altra, orari previsti che non sempre corrispondono, ad esempio oggi ho "fatto" matematica in quinta e l'altro giorno educazione motoria in prima. Ma niente di grave.
La cosa veramente fastidiosa è che non ci sia la possibilità di inserire i mezzi voti, ma questa è una scelta dell'Istituto (chi sarà poi questo Istituto, dato che gli insegnanti si lamentano di questa cosa, non è dato sapere).

Dislocazione classi:
Ci sono due sedi a distanza di 10 minuti a piedi l'una dall'altra. L'anno scorso le classi erano state divise a seconda dell'indirizzo (ce ne sono 4). Quest'anno tutte le quarte e le quinte sono in sede mentre tutte le terze sono nella succursale...io che ho terza quarta e quinte faccio la spoletta per il momento senza buchi, il che significa che o vado via dalla classe 10 minuti prima per arrivare alla succursale, o arrivo in succursale 10 minuti dopo il suono della campanella.

Test d'ingresso:
si è deciso di fare il test solo un prima e in terza. 
Risultati, in prima 16 insufficienti, di cui 13 gravi (totale 29 alunni)
in terza 11 insufficienti di cui 5 gravi (totale 22 alunni)

e poi c'è il clima:
il caldo e l'umidità la fanno da padroni. Per sopravvivere bisogna tenere tutte le finestre più la porta aperte, e io ho caldo lo stesso. Dopo le traversate sede-succursale e succursale-sede la mia inner pose lascia un po' a desiderare...frangetta appiattita e ascella pezzata


mercoledì 4 settembre 2019

La rissa

ovvero: come dare uno spettacolo assai poco edificante di sé stessi e della scuola tutta ancora prima dell'inizio delle lezioni

Avrei voluto finire di scrivere la galleria di personaggi che frequentano l'Istituto Tecnico nel quale sono approdata, ma gli eventi della giornata mi costringono ad un fast forward...seguiranno una serie di flashback...

Gli esami di riparazione a IstitutoTecnico si sono svolti l'ultima settimana di agosto, e non, come sarebbe più logico, a settembre, perché la nostra cara Preside ha deciso così e non c'è stato verso. punto.

Quindi, il 27 agosto sono cominciati gli esami, ma anche i colloqui degli studenti provenienti da altre scuole e i colloqui degli studenti che rientrano da un anno di studio all'estero.
Il giorno 30 agosto è stata convocata la commissione per gli studenti dello scambio culturale, della quale io facevo parte. Alle 8 del mattino siamo tutti presenti, ma ci arriva la notizia che la studentessa Pansy (mi ha preso il trip dei fiori, abbiate pazienza), di ritorno da un anno negli Stati Uniti, è in vacanza, per cui non sosterrà il colloquio. Pansy, come gli altri tre studenti, è tornata dagli Stati Uniti all'inizio di luglio, il 30 agosto era in vacanza in Puglia.
A me, questa qui, sta già sulle palle. Anch'io sarei stata volentieri a casa, come tutti gli altri insegnanti, ed alcuni di noi erano lì esclusivamente per lei.
In definitiva, abbiamo stabilito di trovarci di nuovo per principessa Pansy oggi, 4 settembre, alle 8 del mattino. Perché alle 8.30 cominciavano gli scrutini delle classi, una delle quali la sua, per non dover fare lo scrutinio e poi riunirci una seconda volta per la valutazione del colloquio.

Questa mattina alle 8 siamo (quasi) tutti pronti, principessa Pansy è accolta da (quasi) tutti gli insegnanti come si deve al suo ruolo principesco, baci, abbracci e clima festoso e informale (pure troppo). In particolare Billofrights (diritto) sembra avere ritrovato un'amica perduta e si "spertica in lodi sperticate".
Io me ne sto sulle mie e attendo l'inizio del colloquio per fare la mia domanda ben assestata sulla mancanza di considerazione, e pure di educazione, delle persone che mancano ad un appuntamento. Ma non ad un appuntamento con l'amica per andare al cinema, all'appuntamento con una commissione di insegnanti che PRIMO hanno tutte le loro cose da fare perché anche loro, poveretti, hanno una vita, e SECONDO della ricaduta a catena di tutta una serie di riunioni, scrutini, risultati di esami, etc. etc.

In realtà vengo anticipata, perché prima di iniziare la sua bellissima e patinatissima presentazione in power point interviene Billofrights dicendo di non partire prevenuti per il "disguido" del colloquio mancato. Io invece parto proprio prevenuta, guarda un po'. La collega Frida (arte) precisa l'ovvio, dicendo che non siamo tanto contenti di come si è comportata. Pansy ribatte dicendo che lei aveva avvisato la segreteria che sarebbe stata in vacanza e quindi è colpa della segreteria che non ha avvisato la vicepreside che ha fatto il calendario. Billofrights la sostiene e zittisce tutti i colleghi che cercano di interloquire.
Dato però che, anche se non tutte le insegnanti sono di spirito caliente come Billofrights, sono tutte perfettamente in grado di farsi valere senza urlare e senza zittire nessuno, FinancialReport (economia) fa notare a Pansy che non spetta a lei stabilire la data del suo colloquio, e che non è la scuola a doversi adattare alle sue esigenze, ma lei a doversi adattare a quelle della scuola, come sarà quando dovrà affrontare un esame universitario o un colloquio di lavoro.
Billofrights, in un eccesso di difesa dice a WorldMap (geografia) di stare zitto...il più che pacifico WorldMap si inalbera, si alzano le voci, i toni, le persone...riassumendo una bagarre. Tutto questo davanti a Pansy.
La nuova collega di spagnolo, fresca di immissione in ruolo, seduta vicino a me mi dice di non aver mai visto una scena simile...baby...non hai visto niente.

segue resoconto collegio docenti...

lunedì 2 settembre 2019

Colleghi: LaDaisy

Questo lunghissimo periodo di silenzio, che spero vivamente di riuscire ad interrompere in maniera continuativa, ha visto uno sconvolgimento totale sia nella vita privata che nella vita lavorativa.
Lo sconvolgimento più importante riguarda, ovviamente, la vita privata, perché per quanto uno sia attaccato e dedito al lavoro, solo le vicende personali possono determinare catastrofi simili.
Per farla breve sono passata attraverso un divorzio, un altro matrimonio e una separazione...si sa che i matrimoni delle star non durano mai (cit. ciuchino)... il tutto condito da una dose di tragedia che neanche la mente di Shakespeare avrebbe potuto concepire. Ma di questo in realtà non ho nessuna voglia di parlare.

Vorrei invece riprendere il tema scolastico, con la galleria dei personaggi (molto più divertente). Intanto lo scorso anno scolastico c'è stato il salto dalla Scuola Media alla Scuola Superiore. Ora sono la felice insegnante di un istituto tecnico di città tentacolare (80.000 abitanti, nientepopodimeno che), sono passata da un collegio docenti di una trentina di persone compresa scuola primaria e secondaria ad un collegio con 120 membri...wow!
Le riunioni di dipartimento, che prima erano di 3 persone (come le sedi dell'Istituto), ora sono di 30 persone almeno, con 4 lingue straniere. Il sottogruppo di inglese almeno una decina. Per me è stato come andare a New York.

Oggi vorrei parlarvi di LaDaisy. La chiamo così perché suggella tutti i suoi messaggi sul (maledettissimo) gruppo di whatsapp con una margherita. E' sempre vestita di bianco, l'altro giorno agli esami di riparazione aveva un vestito di sangallo, coi capelli biondi sciolti sulle spalle, e quell'aria da personcina gentile e innocua che... i più sgamati avranno già intuito che c'è un "ma".

Il 28 agosto ci siamo ritrovate nella stessa aula per gli esami di riparazione. Caldo soffocante che ti piomba addosso quando entri nell'aula, dove ci sono almeno 5 gradi in più che nel corridoio. Faccio aprire una finestra. Dopo pochi minuti le finestre sono chiuse, e LaDaisy mi dice "ho fatto chiudere le finestre perché c'era corrente". Ma magari ci fosse corrente, magari anche solo un refolo in questo caldo sciroccato. Comunque, io le dico "per favore apriamo un po' se no io muoio".
Lei, con i suoi capelli biondi sciolti sulle spalle, il suo vestito di sangallo e le sue margherite risponde "ma se apriamo muoio IO".
E io dico "Va bene, allora morirò io..."
LaDaisy non fa neanche una piega, non un tentativo di mediazione, non un magari apriamo una finestra sola e io non mi metto proprio davanti a quella...niente. A posto lei, a posto tutti.

giovedì 3 marzo 2016

La prof è in prova

I miei SecondoSera sono un gruppo classe eterogeneo.
Va bene, sai che novità. In tutte le classi c'è il gruppetto che va, quello che non va, quello che ci prova...ma qui non ci sono i gruppi o le fasce di livello, oh no tesssoro, qui ogni alunno è un caso.
Sono dei gran simpaticoni, ma non c'è verso di fargli rispettare le regole, di farli studiare o di farli lavorare in alcun modo.
Definirei le mie lezioni come un incontro di wrestling, che mi lasciano esausta e lievemente insoddisfatta.
Chattare su whatsapp durante la lezione? Ricevere telefonate? Giocare? Ascoltare musica? Normale. Semmai sono io quella strana.
Discutere animatamente con un compagno di questioni scientifico-economiche-filosofiche, insomma, tutto tranne che inglese perché "tanto io lo so già"? Normale.
Poi c'è questa radicata convinzione per cui essendo maggiorenni nessuno gli può dire quello che devono o non devono fare.
Sono stata a lungo indecisa - e anche piuttosto nervosa - sul dirgli qualcosa riguardo la lezione di mercoledì della settimana scorsa. Perché si dà il caso che Tutor sarebbe venuta ad assistere alla mia lezione.
I dubbi e le incertezze si sono trascinati fino a lunedì, quando non ho potuto fare a meno di avvisarli che la volta successiva ci sarebbe stata un'altra persona con me in classe.
- Allora viene una nuova prof giovane?
- No, raga, sono io ad essere valutata...
- Cooome? Ma com'è possibile!
- Eh, sì. Hanno finalmente deciso, dopo soli 15 anni, che avevo diritto ad un posto nella scuola...quindi alla mia tenera età, sono in prova.
Hanno espresso la loro meraviglia-sconcerto-terrore e tremore, e poi la lezione è continuata sui soliti binari sgangherati.
Probabilmente Kenny ritorna su whatsapp, Subcomandante torna ad illustrare le sue teorie mondiali a Indio, Jim torna a dormire, le groupies tornano ai loro trucchi e gossip, e lo zoccolo duro mi ascolta interrompendomi ogni due secondi per fare domande e darsi delle risposte.
La sera prima whatsappo con Tutor e l'avviso: Prepàrati! Sarà un bel match!
Lei, carinamente, mi risponde : Vorrei che vedessi i miei...
Dopotutto lei lavora qui da 20 anni!
Parzialmente rassegnata, mi presento mercoledì sera alla macchinetta del caffè con Tutor, perché se non li raccatto lì tutti assieme poi non li becco più.
Arriva Leader di zoccoloduro e mi dice: Prof, ma si può andare giù a fumare o non si può?
La domanda è strana, molto strana, perché quella della pausa-siga è una delle questioni più spinose e contrastive, e si trascina da sempre.
Io non posso fare a meno di ribadire che LaNuova l'ha espressamente proibito, e io non posso dire il contrario.
"Ah, no! Se ci deve andare di mezzo lei, non se ne parla neanche. Via! Tutti in classse!"
E si avviano volontariamente e allegramente. Per una frazione di secondo percepisco l'espressione incredula e basita di Tutor, io mi tiro su la mascella che mi era cascata dalla sorpresa, e vado.

Abbiamo appena affrontato il presente semplice, quindi vado a pescare una canzone che secondo me cade a pennello, e che presenta interessanti spunti di riflessione a livello culturale (la famosa civiltà), ci sono modi di dire, espressioni idiomatiche e si presta alla discussione.
Si comincia con una prova d'ascolto dove bisogna inserire delle parole mancanti. La partecipazione è buona, più del solito, intervengono persino le groupies e il bell'addormentato Jim.
Poi si passa all'individuazione delle azioni che secondo l'autore sono tipicamente inglesi contrapposte a quelle americane, all'analisi delle caratteristiche associate agli inglesi.
Infine la discussione sui modi di dire: condividi l'espressione Be yourself no matter what they say? oppure sei più in linea con When in Rome, do as Romans do?
La classe si divide, nasce il dibattito e alla fine qualcuno si ricrede e cambia "schieramento".
L'ora di lezione volge rapidamente al termine, ci troviamo alle 19,30 ancora nel pieno della discussione.
E mentre io e Tutor ci avviamo in PrimoSera per un altro giro altra corsa, mi dice: "Ma che bella classe vivace! Peccato che non tutti partecipino". In effetti le groupies, Kenny, Vladimir hanno poco da dire, ma quantomeno hanno ascoltato.
Ed è così che, passata anche questa, rientro in classe venerdì sera.
- Allora, prof, come siamo andati? Mi dice Serendib (anche lui parte di zoccoloduro) con sguardo sornione.
- Mah, veramente - dico io - volevo dirvi che siete stati "completamente perfetti" e volevo anche dirvi grazie.
Così scopro la mobilitazione generale e il servizio d'ordine auto organizzato che ha reso possibile questa specie di miracolo.
- Perché lei, prof, se lo merita...
E io mi commuovo, e sono felice!

sabato 28 novembre 2015

Il Verbale

Dopo il consiglio, si sa, c'è sempre un verbale.
LaNuova mi ha affidato il coordinamento di SecondaInside.
Secondo me Principessa-Limone non è contenta. No, sarà un'impressione, ma per tutto il consiglio ha continuato a dire cose tipo
Chi farà il verbale dovrà mettere in evidenza questo-e-quello
La collega che ha ricevuto l'incarico dovrà dire quello-e-questo 
Questo senza mai usare il mio nome e senza mai rivolgersi a me direttamente.
Chi-farà-il-verbale l'ha lasciata parlare senza fare un plissé.
Poi è arrivata la mail.
Principessa-Limone è una mailomane: subissa tutto il mondo di e-mail con ordini istruzioni dettagliate su ogni cosa, che a quanto pare vengono regolarmente derubricate a JUNK.
In questa mail scriveva (tra le altre cose)
Ricordo ad Aliceland che va aggiunto nell'ultima colonna il motivo della rinuncia degli studenti affinché la preside abbia chiara la situazione
Persino nella mail indirizzata a me usa la terza persona...

Io insegno da quindici anni (esattamente come lei) e faccio la coordinatrice da sempre. Non mi è mai capitato che un collega si permettesse di dire come fare il verbale a chiunque. Di contro, nessuno si è mai permesso di dire a un collega cosa mettere in evidenza o come doveva impostare il verbale a priori.
Semplicemente si parla e tendenzialmente si fa affidamento sul fatto che il segretario riporterà quello che è stato detto di rilevante durante la riunione. E in genere si è grati di non essere coloro che hanno questo barboso compito.
Al limite, alla riunione successiva, se manca qualcosa si chiede di inserirla, perché qualcosa può sempre sfuggire, anche se di sicuro non si pensa che il segretario l'abbia fatto per fare un dispetto a qualcuno, no?

Ma questo non basta: addirittura fornire un modello da compilare e imporre di usare le parole che ha usato lei nel suo verbale...seriously?

Si dà il caso che LaNuova abbia fornito un modello di verbale (dove non c'era certamente la compilazione guidata dei punti dell'o.d.g.), e si dà il caso che LaNuova sia la Preside.
E allora?
Allora ho usato il modello de LaNuova infischiandomene allegramente delle tabelle excel e modelli predisposti da Principessa-Limone.
Spedisco il tutto a LaNuova con copia conoscenza ai colleghi e tempo 24 ore ricevo un'altra mail della mailomane
Cara Aliceland, mancano diverse informazioni al verbale che hai preparato, alcune essenziali. Come ti avevo già scritto la parte relativa a ... andava formulata secondo il modello del verbale che ti avevo mandato la settimana scorsa
Già alla prima parola mi è andata di traverso l'olivetta del martini.
Cara?
Facciamo dell'ironia?
Il "come ti avevo già scritto", la variante di come ti ho già detto tante volte.
"Andava formulata secondo il modello che ti avevo mandato", rivela l'ego smisurato di questa malata di mente.

one week later

LaNuova mi dice "ho visto il carteggio sul verbale"... perché tutto ciò è stato inoltrato a tutti (non so se consapevolmente da parte di Principessa-Limone perché è alquanto sfigata con le cosiddette nuove tecnologie) ... LaNuova molto diplomaticamente mi dà un suggerimento, io faccio la modifica - che non è affatto quello che chiede Principessa-Limone - e rimando il tutto corretto solo a LaNuova... e che cazz!!!!

mercoledì 18 novembre 2015

Consiglio di classe

Incardinato tra un corso di aggiornamento (dalle 10 alle 13) e le lezioni serali (dalle 16.30 alle 20.30) si è svolto il consiglio di classe.
Lo yogurt più pacchetto di crackers più tre mandarini che mi ero portata per pranzo sono rimasti nell'armadietto perché arrivata all'una (e mezza) e con la prospettiva di dover lavorare fino alle 20.30, ho pensato bene di seguire i miei colleghi al self service per un piatto di pasta.
Principessa non c'era. Lei a mezzogiorno doveva andare Inside per una delle sue missioni misteriose, per fortuna.
Al rientro in sede Principessa ci attendeva per il consiglio.
Io, con i sensi attutiti dalla panza piena, ho partecipato poco pochissimo, anche perché non avevo nessuna voglia di interagire con Principessa-Limone, ma ho osservato e ascoltato. Come un drone spia, mi sono goduta lo spettacolo. Si è delineato così il nickname per il mio collega (che mi spingo a dichiarare l'unico normale), Giobbe, che con la sua proverbiale pazienza è riuscito a gestire il Limone che pilotava il consiglio di classe in maniera confusa, scriteriata e utile solo a lei.
Limone - dobbiamo parlare di questo, ma NON adesso perché io non ho assolutamente tempo perché ho lezione alle quattro e mezza e devo compilare i patti formativi di Inside*
Limone - Come ho già detto tante volte bisogna fare così, ma NON adesso perché alle quattro e mezza ho lezione...
Questo ripetuto talmente tante volte che se avesse usato quel tempo per parlare effettivamente di qualcosa avremmo avuto un normalissimo consiglio e avremmo esaurito tutti i punti all'o.d.g.
Giobbe, non potendo interagire, stava zitto.
Limone gli rimproverava di stare zitto.
Giobbe non l'ha neanche mandata a cagare.
Limone ha ascoltato la sua stessa voce per un'ora e mezza, e poi è andata a fare lezione. La sua lezione è finita ed è andata a casa.
Noi abbiamo proseguito il lavoro, e poi siamo andati a fare lezione.

Alle nove passate rientravo a casa, dopo un giro completo di orologio.
Calvin e Marito erano già a letto (giornata pesante anche per loro) e Charlie Brown era fuori. Cena, letto, e domani è un altro giorno.
I mandarini sono tornati assieme alla frutta, i crackers assieme ai crackers...e lo yogurt? Dopo un giorno intero fuori dal frigorifero, che si fa?

*vedi inserire nome cognome data di nascita di una ventina di alunni...roba da perderci la testa!

domenica 8 novembre 2015

Montagna-che-cammina

è il nome "pellerossa" che mi è venuto in mente per un allievo di PrimoMattina.
La prima volta che si è presentato è arrivato nell'aula col fiato corto: le otto rampe di scale da fare a piedi per raggiungere la nostra scuoletta relegata al quarto piano l'hanno messo a dura prova. Perché montagna-che-cammina è 190 centimetri di altezza per 120 chili di peso per 16 anni di età.
Al primo colloquio racconta il suo percorso - a ostacoli - scolastico...ho fatto due volte la prima, due volte la seconda, sono stato bocciato in terza ed eccomi qui! Perché vede, prof., io non riesco a concentrarmi, non riesco a stare fermo...
Cosa ti piace fare montagna-che-cammina? 
Sono appassionato di softair...
Cos'è?
Me lo spiega, e io penso questo è tutto matto.
Poi comincia la scuola, montagna-che-cammina è sempre presente, e non passa inosservato. Fa tutto quello che non si può fare, tipo aprire le finestre con il foglio di carta "scocciato" con l'avviso NON APRIRE-PERICOLO!, fumare in bagno, usare il cellulare e mangiare in classe.
E' amico di tutti e si fa pure la ragazza il secondo giorno di scuola.
Svaligia regolarmente il distributore di merendine e tra una lezione e l'altra si sostenta a pacchetti di patatine (almeno due) e coca cola.
E' un vulcano in eruzione continua, anche se non ascolta risponde a tutte le domande della prof, mentre gli altri sono tutti concentrati e cercano furiosamente la soluzione di quello che appare loro un vero enigma. Ma non provate a metterlo davanti ad un foglio con un esercizio perché non riesce a capire cosa deve fare.
Montagna-che-cammina, quando non ci sta più dentro, chiede un time-out per fumare. E adesso che è stato redarguito per aver fumato in bagno si fa i quattro piani di scale.
Ovviamente si è fatto amico della bidella che gli manda giù l'ascensore in teoria proibitissimo per gli studenti.
Anche noi prof facciamo le scale a piedi.
E' già la terza volta che quando montagna-che-cammina mi chiede il time-out-siga io gli faccio notare che mancano solo 10 o 15 minuti alla fine della lezione e che non vale la pena farsi le scale un'altra volta. E lui "Ma davvero? Ma perché le ore di inglese passano così velocemente?"
Musica per le mie orecchie.
Quindi un giorno gli dico, ma dai montagna-che-cammina, lascia perdere le sigarette...e lui mi risponde "ma scusi prof, se non fumo e mi metto a dieta campo fino a cent'anni, ma triste. Invece così campo cinquant'anni ma felice!!
Ne riparliamo quando ne avrai quaranta montagna-che-cammina...
Ad ogni modo, nonostante le pessime premesse e le aspettative catastrofiche sulla gestione di questa mina vagante, devo dire che montagna-che-cammina è un tipo simpatico. Non so se riuscirò a cavare qualcosa da lui, ma sarà una bella sfida. Male che vada ci faremo una pizza (io margherita, lui patatosa), perché non sembra proprio il tipo da portare rancore!!!

venerdì 30 ottobre 2015

I colleghi: Principessa

Il primo giorno di servizio, quel famoso primo settembre al Collegio Docenti dove mi sentivo un'aliena, LaNuovaPreside conclude il collegio e lo riaggiorna a qualche giorno dopo. A seguire ci saranno le riunioni per materie. 
La collega seduta di fianco a me, anche lei primo giorno di servizio, anche lei disperata, mi chiede: "quanto ha detto che durerà il prossimo collegio?"
"un'ora" rispondo io.
Principessa, seduta due banchi dietro, si alza, viene da noi e ci sussurra: "tenete presente che l'orario del collegio docenti è indicativo, potrebbe durare anche di più" ...

*  *  *

Bisogna fare l'orario, ci troviamo per lavorarci. Io osservo che posso fare anche quattro ore Inside - mattino dalle 9 alle 12 tassative, pausa pranzo, pomeriggio - e Principessa mi dice: "sì, ma l'ora di pausa pranzo non la puoi calcolare nelle 18 ore" ...

*  *  *

Per me è la prima volta Inside, dico a Principessa che ci lavora da tre anni (anche se da come ne parla sembrano venti) che vorrei delle indicazioni, suggerimenti... un po' di Inside Etiquette, insomma.
Principessa con aria da una-che-la-sa-lunga dice che mi deve spiegare un sacco di cose...e non mi spiega una mazza fino alla sera prima del mio primo ingresso Inside, quando per telefono mi dà indicazioni sulla strada e mi dice: "non metterti minigonne o cose trasparenti" ...*

*  *  *

A metà settembre, ad un corso di aggiornamento, incontro per la prima volta l'insegnante che lavora - lei sì - da vent'anni Inside. Gentilissima, mi dà il suo numero di telefono e mi dice di chiamarla quando voglio fare un giro prima dell'inizio delle lezioni, per vedere com'è, capire un po' di cose.
Principessa mi blocca perché non è necessario che vada, tanto le iscrizioni le prende lei e andrei a fare niente ...

*  *  *

Questione orario(2): il nostro orario di servizio è spalmato dalle nove del mattino alle nove di sera. Io chiedo, nei limiti del possibile, di non farmi fare mattino e sera lo stesso giorno, in quanto troppo lontana da casa per fare il viaggio due volte. Gli altri colleghi concordano, anzi, se ne fa una regola per tutti. Chi fa il mattino/pomeriggio non fa la sera, chi fa pomeriggio/sera non fa il mattino. 
Principessa non era presente, perché Lei ha sempre qualcosa da fare Inside e regolarmente non viene in sede. Adesso che ho visto qualcosa Inside, penso sinceramente che semplicemente si imboschi.
Quando le riporto quello che avevamo detto, Lei dice che questo non è possibile per me (per Lei invece è possibile eccome), tanto Io posso tornare a casa, mentre Lei no, perché abita a 30 chilometri ed ha tre figli...le svelo che anch'io abito a 30 chilometri, ma forse avendo solo due figli li posso anche abbandonare. Principessa cade dal pero...ah, è una che ascolta eh?

*  *  *

Questione orario (3): evidentemente il secondo nome di Principessa è Cenerentola, perché non l'ho ancora vista fermarsi a scuola oltre le 18.00. Se c'è riunione fa quella che va anche se la riunione non è finita, e il suo orario di lezione non finisce mai oltre le 18.00 (due volte la settimana). Io invece, che ho tre corsi al mattino e due la sera mi faccio tre sere fino a tardi - compreso il venerdì.
Deve essere dura avere la macchina che si trasforma in zucca!

*  *  *

Questione orario (4): Principessa è convinta di poter disporre delle mie ore e della mia persona come crede meglio. Essendo gelosa come mamma orsa di Inside e credendosi insostituibile (quanto fanno pena quelli che si sentono insostituibili al lavoro), si permette di decidere chi fa cosa e quando.
Un giorno che io avrei dovuto fare due ore, una con PrimoInside e l'altra con SecondoInside, Principessa decide di farmeli trovare tutti assieme, perché tanto sono tutti a livello base. Questo è un refrain che - nonostante le lezioni siano cominciate da una sola settimana - puzza già di stantìo. Inutile spiegarle che non è così perché PrimoInside fa tre ore la settimana mentre SecondoInside ne fa quattro, e che tra pochissimo saranno già sfasati. Inutile anche precisare che SecondoInside ha elementi decisamente migliori e quello che faccio con loro in un'ora, in PrimoInside lo devo fare in due o tre.
Il motivo di questo accorpamento è che c'era riunione in sede (cosa che LaNuovaPreside non ha ritenuto abbastanza importante da farmi cambiare orario), e Principessa ha pensato che fosse più importante che partecipassi alla riunione, e naturalmente LaNuova non si era neanche accorta che fossi impegnata. Continua a sognare Principessa, che è anche un po' BellaAddormentata ...

*  *  *

Questione orario(5): un pomeriggio Principessa organizza un incontro con lo scrittore Inside, quindi mi chiede gentilmente comunica che avrei dovuto sostituirla al SecondoSera alle 17.30.
Casualmente sento che l'evento finisce alle 15.45. Allora le dico: "ma scusa, se finisce alle 15.45 puoi andare a fare lezione alle 17.30" (tempo di trasferimento 15 minuti)
Principessa diventa rossa come un peperone e dice che LEI deve intrattenersi con loro anche dopo, e che comunque non era quello il modo(?) e la sede(?) di dirlo.

*  *  *

Sempre più perplessa, e anche un po' incazzata, incasso. Purtroppo non sono una persona aggressiva, e questo mi fa arrabbiare perché ho la sensazione di non riuscire a difendermi.
Ma lasciamo stare.
Durante lo sfuriare della tempesta nella mia mente e nel mio corpo, incontro LaNuova. Beh, già che ci sono... le accenno vagamente a dei comportamenti un po' strani di Principessa...
Lei mi blocca subito e mi dice
"Haaaaa, siiiiiiii........non si preoccupi, Principessa dice anche a me quello che devo fare. Io la lascio parlare...poi ogni tanto la riporto all'ordine...ma comunque, Noi...la tolleriamo..."
Conclusione: LaNuova è il mio eroe, e dopo anni di Bugblatta son cose!!!!!

*Faccio notare al lettore che ci siamo viste quotidianamente per un mese almeno e ho messo la gonna - forse - due volte, ed era molto lontana dall'essere mini. Che io sia più tipo da anfibi che da tacco 12 è evidente dopo due giorni che mi si conosce.

lunedì 26 ottobre 2015

Le mie classi

Dopo il periodo di accoglienza, un limbo nel quale abbiamo sostanzialmente cercato di capire chi avevamo di fronte, con le loro esigenze, aspettative, capacità e, perché no, motivazione, siamo giunti alla formazione dei gruppi classe.
I criteri da prendere in considerazione erano vari. Prima di tutto quale corso è adatto?
Il Primo Periodo (licenza media) o Secondo Periodo (biennio superiori)? 
La risposta non è così scontata. Se per il ragazzo sedicenne italiano, reduce da una serie di fallimenti alla scuola diurna, la situazione è chiara, non lo è altrettanto per l'immigrato o il rifugiato che per età e per numero di anni di scolarizzazione nel paese l'origine potrebbe tranquillamente frequentare il Secondo Periodo. Capita infatti che frequenti il Primo perché deve acquisire una conoscenza minima della lingua italiana. Oppure, banalmente, per accedere ai corsi di formazione professionale per diventare OSA, cuoco, cameriere, parrucchiere o estetista, ha bisogno della licenza media.
Una volta stabilito quale vestito si adatta meglio, idealmente si dovrebbero fare dei gruppi di livello. Questo punto è sempre oggetto di interminabili discussioni perché a livello pratico è impossibile da attuare.
Il primo problema sono le risorse: gli insegnanti sono sempre quattro (due italiano, uno matematica, uno inglese) più qualche ora di tecnologia (non ancora nominato). A questo si aggiungono le esigenze di orario di frequenza dei corsisti. C'è chi lavora e non può frequentare prima delle sei di sera, e non è detto che tutti loro siano allo stesso livello nelle varie materie.
Quindi, i gruppi di livello continuano ad essere la chimera, e la dura realtà sono i gruppi classe poco omogenei.
Abbiamo quindi ben due gruppi di Primo Periodo, uno al mattino e uno la sera; uno di Secondo Periodo serale; poi ci sono le ClassiInside, che dobbiamo seguire "a domicilio" perché gli utenti, ehm, non possono uscire. E qui abbiamo un Primo Livello con pochi elementi e un più corposo Secondo Livello.
Ecco che si delinano i gruppi PrimoMattino, PrimoSera, PrimoInside, SecondoSera e SecondoInside, dei quali spero di riuscire a parlarvi prossimamente nel dettaglio.

domenica 4 ottobre 2015

Il giorno prima del primo giorno di scuola

...che per me è come il giorno prima degli esami...

Dopo un mese di servizio che è servito a raccogliere iscrizioni, fare riunioni, fare i primi colloqui con gli iscritti, fare riunioni, spiegare ai corsisti cosa potevano fare e lo scenario delle loro possibilità alla fine del loro percorso e...fare riunioni...ci siamo!
Domani cominciano le lezioni.

Inizieremo con una prima fase che noi chiamiamo "accoglienza" e consiste nel cercare di capire e valorizzare le loro conoscenze e competenze per riconoscere eventualmente dei crediti, che si traducono in uno "sconto" sul monte ore. Perché c'è appunto questa possibilità nella mia scuola.
Faremo due gruppi perché da quest'anno ci sono ben due possibilità: le 400 ore, il classico, chiamato primo periodo del primo livello (ex licenza media), con tanto di esame finale e attestato; e poi le 800 ore (circa) chiamate secondo periodo del primo livello, che corrispondono al biennio* delle scuole superiori istituti tecnici e professionali. Detto così sembra un banale recupero anni, ma in realtà ci rivolgiamo ad una fascia di popolazione vittima della dispersione scolastica. Diciottenni che la scuola diurna non accetta più, adulti che per qualsiasi motivo vogliono o devono tornare sui banchi di scuola, stranieri che non hanno il titolo di studio o che ce l'hanno ma qui da noi non è riconosciuto.

Per non ridurre la fase di accoglienza ad una serie di test e per rendere il tutto più digeribile, anzi più appetibile (perché qui gli alunni si devono tenere da conto), mi sto alambiccando il cervello per trovare attività da fare e preparare lezioni accattivanti, utili alla conoscenza reciproca e tra gli iscritti, e anche utili ai miei scopi.
I miei colleghi sono tutti veterani e questa parte ce l'hanno abbastanza chiara, io invece elaboro, faccio, disfo, rifaccio e pondero.
Ieri seduta sul divano di casa, parte il sospiro - SIGH! -, Marito mi chiede perché sospiro e io spiego che sto pensando a cosa fare il primo giorno di scuola (e i seguenti).

Calvin: Beh, fagli un test d'ingresso così intanto vedi come sono messi.
Calvin professore! ;-)

*Qui lo chiamano monoennio, ma è una parola che io non riesco ad usare, mi sembra un ossimoro e poi proprio non mi piace

lunedì 14 settembre 2015

Anno zero

È il primo giorno di scuola, e mentre immagino le mie colleghe e colleghi alle prese con gli allievi - alcuni vecchi e alcuni nuovi - io sono a casa.
Ho svegliato Charlie Brown per fargli prendere il mezzo che lo avrebbe portato al primo giorno di Prima Liceo Classico; e un po' più tardi ho accompagnato Calvin a Scuolabella per il suo primo giorno di Prima media.
Poi sono tornata a casa a preparare il cibo per il pranzo e per la cena.
Qualcosa non quadra, vero?
Considerando che il lunedì non è il mio giorno libero ....e il mio primo giorno di scuola?!?
Non sarà oggi, perché quest'anno ho scelto una scuola un po' particolare, dalla quale credo e spero uscirò arricchita di esperienze e con una visione del mondo più allargata e completa.
In effetti è una scuola per adulti, dove le lezioni si svolgeranno prevalentemente di pomeriggio/sera. Adulti e ragazzi che vogliono prendere la licenza media che per una serie di casi della vita non l'hanno ottenuta all'età deputata.
Studenti lavoratori che ne hanno bisogno per fare un determinato lavoro e - stragrande maggioranza dei casi - elementi problematici che la scuola diurna ha rifiutato, stranieri, rifugiati, ospiti di comunità più o meno "libere".
Ecco, tutto questo giro di parole poteva essere detto con una sigla, ma io non la voglio usare....tanto si capisce lo stesso, vero?
Mi piacerebbe raccontare questo mio anno scolastico attraverso le storie, che saranno particolarissime, dei miei allievi. 
Oggi pomeriggio comincia la fase accoglienza con delle interviste a coloro che si sono iscritti, e intanto continuano le iscrizioni, che qui non si finiscono mai.
Per le lezioni vere e proprie, se ne parla ad ottobre.

domenica 6 settembre 2015

Scuolabella

Per la Teoria del Caos e l'effetto farfalla, il terremoto di cui sopra non poteva non avere ripercussioni anche sul resto della famiglia.
Punto primo, a causa mia non si sono fatte vacanze, o meglio, non si sono fatti viaggi eccetto tre giorni in mezzo ai vigneti e ai buoni vini a fine agosto.
Punto secondo, il livello di tensione accumulato mi ha reso una cattiva compagnia. Sempre carica come una molla pronta a scattare; situazione che Marito ha gestito in modo ammirevole dimostrando la pazienza di Giobbe.
Punto terzo, materialmente l'asse di azione della famiglia si è spostato verso Città Tentacolare. Marito già da un anno percorre quella strada tutte le mattine per andare al lavoro e andando addirittura oltre; Charlie Brown frequenta il liceo della città; la mia sede si trova a pochi passi dal liceo; rimaneva solo Calvin iscritto a Gondor, con l'unico supporto di Nonnanovantenne, che seppur validissimo non vogliamo utilizzare troppo e senza un piano B.
Prevedendo che questo sarebbe stato un anno di cambiamento per le immissioni in ruolo (sigh) avevo lasciato aperto uno spiraglio. Non ho ordinato i libri per Calvin perché you never know. E infatti, il you never know si è realizzato.
A metà strada tra Gondor e Città Tentacolare si trova Scuolabella. Un rapido sguardo al sito e al P.O.F. mi convincono ad approfondire la questione. Evidentemente gli anni (almeno 7) di reggenze scriteriate di cui gli ultimi tre con la Bugblatta, si fanno sentire. Non bastano la buona volontà e le iniziative dei singoli, soprattutto se la buona volontà e il merito sono visti con fastidio. Il risultato è un'offerta formativa deludente, che salta all'occhio nel confronto con altre realtà. Certo, ti girano un po' i santissimi se hai lavorato in questa scuola e ci hai creduto fino all'ultimo. Ma i divorzi non sempre possono essere tranquilli e civili. Il nostro non lo è.
Dopo aver chiesto pareri a colleghe che ci lavorano, e dopo aver parlato con chi di dovere, la decisione è presa: Calvin andrà a Scuolabella. Dovrà prendere una corriera e affrontare una mezz'ora di viaggio contro i pochi minuti per raggiungere Gondor) e cambierà compagni e ambiente.
L'ha presa bene, altrimenti non avrei proceduto in barba all'offerta formativa e al corpo insegnante...spero tanto di pensarla così anche tra un mese!!!!
Telefono a Mordor in segreteria per chiedere come fare per il nulla osta. E' sabato mattina. Entrambe le impiegate, Medusa e Viscidina, che conosco da vent'anni, mi chiedono premurose (e false) se sto lavorando e dove. Quando dico il motivo della telefonata Viscidina mi spiega cosa fare e mi dice che posso consegnare la richiesta lunedì tra le 12.30 e le 14.00 perché loro devono fare i contratti (mah!). Poi mi dice che non può farmelo prima di venerdì perché fino a quel giorno il Preside non arriva in sede, il sostituto della Bugblatta che è un altro reggente e che io non conosco. Cosa posso dire? Va bene. Allora mi chiamate voi quando è pronto? NOOOOO, assolutamente!
Ora io mi chiedo se sia normale che si faccia aspettare una settimana per un nulla osta perché non c'è nessuno che lo firma (vicepreside cosa ci sta a fare?).
Considerando che venerdì io sarò al lavoro in orario di segreteria, lo potrò ritirare solo sabato mattina e poi mi dovrò scapicollare a Scuolabella a fare l'iscrizione in tempo utile per l'inizio della scuola. Questo se tutto va liscio come l'olio (praticamente impossibile!).
Ma per quanti ostacoli e scuse Viscidina si inventi, arriverà il giorno in cui potrò allontanarmi dall'aria mefitica di Mordor e da insegnante (done that!) e da genitore (working on it!).

giovedì 3 settembre 2015

schifoSCHIFOSCHIFISSIMO

Che tra me e la Bugblatta non corresse buon sangue è pacifico. Tuttavia la luce in fondo al tunnel era ben visibile: il primo settembre avrebbe visto "la tanto agognata pensione", e nel frattempo arrivava anche quella buona, di scuola.
Insomma, c'erano tutte le premesse per un happy ending con tanto di "e vissero felici e contenti".
Ma come nella migliore tradizione di ogni romanzo che si rispetti, ci voleva una complicazione prima del denouement.
In effetti io pensavo che di intrecci ce ne fossero stati in abbondanza.* Oh! Se mi sbagliavo!
Intanto, dato che Quel Ragazzo aveva promesso di svuotare le graduatorie in questa torrida estate, a monte tutti i progetti, le idee per un'eventuale vacanza, per poi scoprire che il tutto si sarebbe svolto dalla seconda metà di agosto in poi.
E dirlo prima, no?
Marito nell'incertezza non ha chiesto le ferie per tempo, quindi ha dovuto lavorare tutta l'estate. Quindi si è passata un'estate di merda in attesa di una chiamata che non c'è stata né nella fase zero, né nella a e né nella b. Perfetto!**
In più tra la fase a e la b ci sono state le nomine annuali, che da quella sciocca e ingenua che sono, credevo di non dovere più affrontare. Ed è lì che si è realizzato il diabolico piano del cattivo: la Bugblatta!!!!

Gente, è ora di mettere a letto i bambini, perché quello che segue contiene le più turpi nefandezze.

A parte la giostra delle nomine col suo carico di emozioni negative che si porta dietro, da quel punto di vista ero relativamente tranquilla, anzi, anche senza il relativamente: tra le prime a scegliere e con la certezza del mio solito posto un po' a Granburrone e un po' a Gondor. Il problema è che al momento delle assegnazioni figuravano solo sei ore a Granburrone e sei ore a Gondor, altre sei ore le avrei prese più tardi dal preside, completando così l'orario, come tutti gli anni.
Figurando però sei ore a plesso, non erano di competenza del provveditore, ma del preside. A meno che la scuola non chiedesse l'accorpamento. Ecco, la scuola non l'ha fatto.
Perché? Non ci hanno pensato?
Che ingenua! (Ancora)
La stessa situazione si proponeva per un'altra materia su una cattedra da anni occupata dalla stessa precaria, e per lei non solo ci hanno pensato, ma hanno anche chiamato a casa per dirle "guarda che ci sono tot ore per te, le prendi?".
Sì, le ha prese.
Nel frattempo io sceglievo un altro mondo.
Aspetti positivi: centro-centrissimo. Cattedra intera. Tutto nuovo.
Aspetti negativi: tutto nuovo (lo so che c'è anche sopra). Amarezza e delusione per come sono andate le cose.
A questo punto la storia finisce, e come sempre, gli eventuali svegli lettori non mancherebbero di farmi notare se fossero qui con me ora, è evidente che manca il lieto fine. E lo so. Il lieto fine non c'è. Forse è una storia triste.

*Anche perché non proprio tutto riesco a riportare su questo blog. Anzi, per dirla tutta, per svariati mesi - come i più attenti di voi avranno notato - sono praticamente svenuta, per non dire morta, scomparsa dal web.
**Ovviamente la mia posizione in graduatoria era oggettivamente buona. Tanto che ad ogni fase i colleghi mi chiamavano non chiedendo "Ti hanno chiamato?", ma dicendo "Allora? Dove ti hanno mandato?"

mercoledì 25 marzo 2015

La storia della settimana

La protagonista della storia di oggi, che chiameremo Jasmine, ha 15 anni. E' alta, ha lunghissimi capelli castani, occhi castani, bravissima a scuola. E' seria, si impegna, è gentile...ed è in terza media.
E' in terza media a 15 anni perché è nata da genitori stranieri, l'ultima di sette fratelli tutti maschi, ed è nata ad insaputa della madre. Perché la mamma di Jasmine un giorno di 15 anni fa si è fatta accompagnare al pronto soccorso per dei forti dolori alla schiena, ed è tornata a casa con una bambina. Jasmine.
A dispetto di tutto, Jasmine è cresciuta ed è andata a scuola, ma forse per i suoi genitori - appartenenti ad un'altra cultura - non era così importante. Una femmina. Ma è proprio necessario che abbia un'istruzione?
Eppure Jasmine è sempre andata volentieri a scuola e ottiene buoni risultati. Anche se i suoi genitori non vengono mai a parlare con gli insegnanti, non vengono a ritirare la pagella, non vengono neanche a ritirare il consiglio orientativo.
Anche se lei in gita non ci va. Anche se non riceve regali quando prende un buon voto. Anche se i suoi genitori non devono prometterle il motorino per farla studiare.
E allora? Perché a 15 anni è ancora in terza media?
Perché un anno - alla scuola primaria - alla mamma di Jasmine è venuto in mente di andare al suo paese a trovare i parenti. Non ritenendo necessario far coincidere il suo viaggio con le vacanze scolastiche, e ritenendo invece assolutamente necessario passare un congruo numero di mesi nella sua terra natale, ha fatto perdere un anno di scuola alla povera Jasmine, costretta a seguirla rassegnata e in lacrime.
Al suo rientro, eventualmente, Jasmine deve ripetere l'anno.
In prima media la storia si ripete: Jasmine perde un altro anno tra la costernazione degli insegnanti costretti a bocciarla nuovamente per le troppe assenze.
Ecco perché Jasmine è in terza media a 15 anni.
Adesso i suoi compagni hanno due anni in meno, ma nonostante questo è sempre diligente e motivata.
A Jasmine piacciono le lingue, ha scelto il liceo linguistico e si è iscritta. La sua insegnante di inglese è felice per lei e orgogliosa. E' un bel traguardo arrivare alla licenza media e addirittura al liceo.
Purtroppo, proprio in vista del traguardo, la capricciosa madre di Jasmine decide di partire. La scusa è che il marito si trova al paese ed è malato. In realtà non c'è alcun pericolo di vita tale da giustificare un'immediata partenza, ma lei è irremovibile. Anche i fratelli maggiori di Jasmine, tutti sposati e disposti a tenerla in casa con loro, tentano di farle cambiare idea. Ma Jasmine parte. I genitori hanno deciso che se proprio vuole può iscriversi a scuola là dove si trova.
E' passato un mese da quando Jasmine è partita, ogni tanto ci arriva qualche messaggio su whatsapp. Nessuna speranza di rientro e la concreta paura (pensata ma non pronunciata ad alta voce) è che Jasmine sia considerata "materiale-da-marito".

sabato 21 marzo 2015

Settimana etica




Questa settimana dell'etica mi piace molto, ho letto dei bellissimi post che mi hanno fatto riflettere, soprattutto quello di iome, che ne è la promotrice. Ed ho apprezzato i contributi di noise e povna.
Ho voluto mettere questa citazione di Vassalli perché contribuisce alla discussione intavolata da iome. Siamo meglio o siamo peggio dei nostri padri? Forse siamo uguali, la ggente è così, la gente odia, è piccola e insignificante ma si crede importante, da che mondo è mondo. Purtroppo fa anche tanti danni...
Ne La Chimera, la ggente arriva da ogni dove, famiglie con bambini e amici, con i carri carichi di cibo e vino per far baldoria...per andare a vedere la strega bruciare. E la strega chi è? E' cattiva? No, non è cattiva, è solo una ragazza di diciannove anni che ha l'imperdonabile colpa di essere bella, anzi bellissima, e che è stata cresciuta da genitori normali, ma che avevano la colpa di "non essere tanto di chiesa", cosa che poteva costare assai cara all'inizio del 1600.
E allora, per comprendere nel discorso anche le sollecitazioni di povna, in tutto questo come si pone la scuola?
Io dico che la scuola può fare ben poco se non ha la collaborazione delle famiglie, il famoso patto educativo che noi facciamo firmare ai genitori, dove la scuola si impegna a e il genitore si impegna a, è un bellissimo patto costantemente disatteso, a volte da una parte e a volte dall'altra. Quindi è una cosa svuotata di significato, un bell'involucro che contiene il niente.
E perché succede tutto questo? Forse perché anche la scuola è fatta di persone, delle stesse persone di cui è popolato l'universo mondo. E ci sono quelle buone e quelle meno buone, quelle in buona fede e quelle in mala fede. Ognuno è convinto di avere ragione e va avanti per la sua strada. E con questo mi collego anche al quesito posto da noise, che si domanda, ma non sarebbe meglio rinunciare a un pochino di sé, se è per il bene comune?

Sono comunque convinta che sia necessario continuare a cercare di fare bene. Non è una giustificazione pensare di non mettersi in gioco solo perché tanto così fan tutti e lo stipendio è lo stesso. Le soddisfazioni arrivano, non dai superiori, ma arrivano.

lunedì 16 marzo 2015

Piano assunzioni

Un po' in ritardo rispetto alla notizia data sui giornali (perché ho sempre bisogno di digerire le cose e poi perché non ho mai tempo di fare niente), commento a modo mio: allora, riassumendo, gente del calibro della bugblatta di Traal o della capa tòrta, potrà decidere chi assumere nella sua scuola.

lunedì 12 gennaio 2015

Altre schermaglie

Ultimo collegio dell'anno. Sempre quello. La Bugblatta, nella sezione comizi, porta alla nostra attenzione il documento sulla valutazione. Con aria da maestrina ci ricorda che la valutazione è di tipo formativo, che le competenze devono essere certificate*, e che - è l'Europa che ce lo chiede - si sta andando nella direzione dell'eliminazione delle bocciature.
All'unisono gli insegnanti della Secondaria di Primo Grado (a parte quelli che sono già nella seconda fase R.E.M. e quelli che stanno giocando alle caramelline)  prorompono in un buuuuu, ooooo, aaaaa, ecccallà. Io che ero attenta - giuro - avevo appena finito di dire alla mia vicina "sta 'tenta che adesso dice che non si deve bocciare".
La Bugblatta si abbruttisce. Ricordate cosa succede quando si abbruttisce? Comincia ad alzare la voce e, parlando sopra chiunque voglia interloquire, continua a sproloquiare modello locomotiva-lanciata-a-tutta-velocità. 
Infatti, puntuale, quando alzo la mano e dico: "Sì, ma preside, in Europa non si boccia ma..."
La Bugblatta urla: "MA MI FACCIA PARLARE!!!!"
E parla, allora.
E continua inalscoltata per qualche altro minuto.
Ovviamente alla fine si profonde in sinceri auguri e baci a tutti quelli che le passano vicino sulla via per l'uscita.
E allora?
Allora, io volevo dire che è vero che in Europa non ci sono le bocciature come qui da noi. Ma è anche vero che se non si ha un certo profitto non ci si può iscrivere alle università o anche solo alle scuole vagamente decenti. E' preclusa, allo studente con scarso profitto, la possibilità di continuare il suo percorso di studi, per essere invece indirizzato alla formazione professionale.
Vogliamo questo? Io, tutto sommato, preferisco perdere un anno ma arrivare a laurearmi. Anche perché a 12 o 13, ma anche 16 anni, ti può capitare un periodo di ribellione, crescita difficile, sbandamento, che poi si risolve.
Ma la Bugblatta, si sa, è affetta da profonda miopia selettiva, vuole la botte piena e la moglie ubriaca. Vuole semplicemente non avere problemi con i genitori, data la dilagante moda a fare ricorsi tra i genitori. Importa poco se questi ricorsi li perdono tutti, e se non è lei che si deve sbattere a preparare memorie difensive o a rifare esami.

* Questo è un altro suo vecchio tentativo di ingerenza nel lavoro degli insegnanti. Noi, quando un alunno non ottiene la sufficienza, nella certificazione delle competenze mettevamo un voto negativo. Alla Bugblatta non andava bene, e siamo arrivati al compromesso di non mettere niente, di modo che si capisse che in quella disciplina la competenza non c'era. Ma anche questo non va bene, la Bugblatta sostiene che sia obbligatorio mettere almeno sei, con buona pace di chi il sei ce l'ha meritatamente.

giovedì 8 gennaio 2015

Schermaglie

Ci aveva già provato l'anno scorso, la Bugblatta, ma non contenta - o forse solo con la memoria corta - al penultimo collegio, sempre al punto dell'ordine del giorno "comunicazioni del dirigente" (minuscole volute), ci regala una delle sue perle.
Arieccoci.
Questo è quello che ho pensato quando con aria da "vi istruisco io, poveri stolti", ci diceva le regole della fruizione di permessi brevi, ferie, motivi familiari e aggiornamenti.
Un vecchio cavallo di battaglia della Bugblatta è far recuperare le ore a chi va a fare corsi di aggiornamento, perché secondo lei non ci deve essere onere a carico della scuola.
Come al solito il collegio tutto, incassa senza replicare, ed io preferisco ri-informarmi e ri-controllare prima di parlare.
Quindi, una volta accertato che il contratto non è cambiato nottetempo, vado a rileggermi la parte in questione.
Tanto per cambiare, i permessi brevi e per motivi familiari sono senza retribuzione per i soliti precari e con retribuzione per gli altri; ma per quanto riguarda l'aggiornamento e bello chiaro che è un diritto e dovere di ogni insegnante partecipare, e anche per i precari-paria (pensa te) è considerato un giorno di lavoro a tutti gli effetti. Non solo è retribuito, ma la scuola deve anche provvedere alle sostituzioni, esattamente il contrario di quello che dice la Bugblatta.
Al collegio successivo, molto ravvicinato perché bisognava approvare le nuove pagelle (altro merdone bugblattesco), al momento dell'approvazione del verbale, faccio presente.
La Bugblatta si abbruttisce, come si suol dire, e per non sapere che pesci pigliare utilizza un'altra tecnica a lei familiare e più volte rodata. Spostare l'attenzione su argomento affine, ma anche non affine, dicendo qualche ovvietà o portare esempi di vita vissuta in una delle sue cinquecento scuole dove è successo un caso...analogo, direte voi, ma il più delle volte né analogo e né vero.
La Bugblatta non sa che le informazioni passano e gli insegnanti si conoscono e addirittura parlano tra di loro e scoprono gli altarini.
Fatto sta che, nel caso specifico, finge di indignarsi perché Lei non ha mai negato a nessuno - anche senza certificati o dicumenti ufficiali - un permesso per motivi familiari.
Embè?
A parte il fatto che il permesso per motivi familiari si può ottenere anche con autocertificazione, perché se ti muore il nonno non è che porti il certificato...allora la Bugblatta ribatte che c'è il grado di parentela.
Ma chissenefrega.
Stavamo parlando dei corsi di aggiornamento...niente da fare, dopo aver detto che solo alcuni corsi di aggiornamento, quelli riconosciuti con un certo articolo, si possono fare (e certo, mica per fare il corso di decoupage), e comunque tanto ormai li fanno tutti di pomeriggio perché lo sanno, loro, che la situazione è questa...la Bugblatta passa al punto successivo senza dare l'opportunità di interloquire che neanche la famosa locomotiva lanciata a tutta velocità.
Ma la prossima volta che vorrò partecipare ad un corso di aggiornamento in orario di servizio, ci sarà ancora la solita pantomima?
E la domanda di riserva è: dato che la Bugblatta ha più o meno l'età di "Napo", che ci facesse la grazia di levarsi dalle palle in questo nuovo anno?
Sì, perché è da quando ha messo piede a Mordor che blatera di pensione.

lunedì 5 gennaio 2015

Anno nuovo, polemiche vecchie

Dalla Segreteria arriva una circolare per tutti gli insegnanti precari che dice che "secondo la normativa vigente", gli assunti a tempo determinato devono richiedere le ferie nei giorni di sospensione dell'attività scolastica. Siamo pertanto invitati a compilare il modulo allegato e farlo pervenire a Mordor tassativamente entro due giorni.
La prima considerazione che mi viene in mente è: e sennò, cosa mi succede? Tipo che non mi pagano le ferie?
Poi, immediatamente riconoscibile il Mordor-style: viene citata la "normativa vigente" senza alcun riferimento a leggi, decreti, circolari attuative o qualsiasi documento ufficiale. Ci sono abituata.
Alcune colleghe si prendono la briga di fare un giro di telefonate ai vari sindacati e il risultato è che alcuni dicono "compilare sì" e altri "compilare no". 
Perfetto.
Può darsi che la legge sia stata approvata per sanare una situazione di fatto che dura già da qualche anno. E può anche darsi che non sia sbagliata. In effetti noi non si lavora, quindi si è in ferie. Quello che non trovo giusto è che siano solo i precari a doverlo fare. L'ennesimo provvedimento teso a sminuire persone che, in molti casi da tanti anni, svolgono un lavoro con gli stessi compiti, responsabilità e doveri dei colleghi di ruolo.
Come fare? Un paio di idee: non sta scritto da nessuna parte che se non ci sono i ragazzi a scuola non ci devono essere neanche i professori. Nel resto del mondo è già così.
Questo vorrebbe dire avere un ufficio, un'aula, qualcosa con una scrivania e magari un computer per ogni insegnante, in modo da poter svolgere tutti i nostri compiti a scuola. Correggere, programmare, fare ricerca, ricevere genitori e alunni. Poi chiuso. Una volta a casa si è a casa. Ma soprattutto questo vorrebbe dire dare uno stipendio adeguato. E allora qui finisce tutto, molto meglio continuare così: non investire, non formare adeguatamente, selezionare in modo torbido cambiando le regole a gioco in corso, creando disparità e dipendenti di serie A e serie B.
E ancora, molto più comodo creare l'immagine dell'insegnante fannullone che ha tre mesi di ferie all'anno. Che viene pagato poco perché fa anche poco. Con buona pace della scuola, buona anziché no.
Per la regola del tanto peggio tanto meglio (che io di solito aborro), il pacco di verifiche che ho portato a casa non le correggerò durante le vacanze, e neanche andrò a selezionare, scannerizzare e caricare sulla classe virtuale il materiale per la terza di Granburrone. D'altra parte, sono in ferie.