Era da tempo che non trovavo un romanzo così: emozionante, triste e bellissimo.
Questo scrittore israeliano, Eshkal Nevo, racconta la storia di Yuval e dei suoi tre amici del cuore, e lo fa come se fosse un'autobiografia.
L'autobiografia è contenuta in una cornice, un prologo e un poscritto di Yoav, uno dei suoi amici. La cornice assolve ad un duplice compito: prima di tutto dirci com'è andata a finire, e poi dare quell'impressione di autenticità che ricorda tanto i primi romanzi inglesi del '700, dove gli autori si preoccupavano di dimostrare al lettore che la loro storia era assolutamente autentica, con tanto di documenti ufficiali - rigorosamente falsi - e asterischi al posto di luoghi o personaggi che non si volevano compromettere.
Nonostante Yoav - soprannominato Churchill - ci avverta nel prologo che alcuni fatti raccontati da Yuval sono inesatti e frutto di discutibili interpretazioni, è impossibile non simpatizzare con Yuval, appassionarsi alla sua storia e vivere i suoi sentimenti con partecipazione.
L'amicizia tra i quattro giovani è molto bella e profonda, di quelle che sopportano ogni avversità. Particolarmente credibili anche i ruoli dei quattro, perché in un gruppo ci sono delle dinamiche, e inevitabilmente per far sì che l'amicizia resista, ci sarà qualcuno che prevarica e qualcuno che subisce. Yuval subisce: è quello un po' meno bello, un po' più basso, un po' più timido. Ha un unico grande amore, talmente bello che non riesce a crederci...e infatti il suo amore lo lascerà.
Da quel momento Yuval non è più lo stesso. Tutte le donne che incontrerà saranno giudicate tramite confronto con Lei. Arriverà persino a pensare di avere una relazione con una donna perché ha lo stesso nome di Lei.
Anche i rapporti con i suoi amici subiranno un cambiamento, un'evoluzione. Ma comunque sorprende fino alla fine questo romanzo, dove viene svelata la motivazione di questa autobiografia, che la dice lunga sulla profondità dei sentimenti di Yuval per i suoi amici.
La parte autobiografica si conclude con un flashback particolarmente efficace che riguarda il loro primo incontro.
Non dico altro ma vi invito caldamente a leggere questo romanzo e vi sfido a mettere giù il libro prima di averlo finito :-)
...e preparate i fazzolettini se vi commuovete, come me!
Visualizzazione post con etichetta libri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta libri. Mostra tutti i post
venerdì 13 novembre 2015
sabato 24 ottobre 2015
Cent'anni a Nordest
L'anno scorso sono cominciate le celebrazioni per il centenario della Prima Guerra Mondiale (inizio). Anche la biblioteca locale ha organizzato un'iniziativa interessante: una serie di incontri con un esperto di storia contemporanea e un grandissimo professore di lettere in pensione, nonché scrittore e traduttore.
L'esperto di storia apriva le danze raccontando i fatti storici e il prof. leggeva, o meglio interpretava, brani tratti da opere letterarie sul tema o lettere dal fronte.
Esattamente come è successo a Murasaki, anch'io mi sono resa conto che nonostante il mio corso di studi regolare (elementari-medie-superiori) e anche un paio di esami di storia all'università, non ne sapevo granché.
Da qui la voglia di approfondire.
Quando ho sentito una trasmissione radiofonica che parlava di questo libro di Wu Ming 1, ho pensato che dovevo assolutamente leggerlo.
La prima cosa notevole è il fatto che l'opera di circa 200 pagine è accompagnata da circa 70 pagine di bibliografia e fonti (lo so che non siamo più abituati, adesso è l'epoca delle bufale su facebook che fanno il giro del mondo e creano movimenti e comitati...un sacco di gente che non ha niente da fare).
Le 200 pagine scorrono lisce e in un battibaleno si arriva alla fine. Però io che sono una lettrice troppo veloce, ho sentito la necessità di tornare indietro e rileggerlo. La densità degli argomenti e soprattutto i passaggi, le cause-effetto e i salti temporali per spiegare il presente attraverso gli avvenimenti del passato hanno richiesto una lettura più lenta ed attenta.
Senza entrare troppo nei particolari per non rovinare il piacere della lettura agli altri, si parla ovviamente di Nordest, ovvero Tre Venezie, ovvero Triveneto in quanto teatro della guerra di trincea, altrimenti definibile come macelleria messicana/dilettanti allo sbaraglio - riferito al governo italiano e ai generali - e scenario anche di liberazioni secondo alcuni, e annessioni e deportazioni secondo altri.
Aggiungiamo i qualunquismi, populismi e pressapochismi degli ultimi anni sulla lettura della storia e viene fuori il presente: il perché "in queste terre, ogni fenomeno sia estremo".
Mi interessa in particolare il fenomeno di rimozione di alcune vicende come la questione dei reduci e le esecuzioni sommarie per le cosiddette diserzioni. E penso che non sia affatto un caso che così tante persone anche di cultura medio-alta non sappia o non ricordi o non abbia ben presente. E allora andiamo a scavare, che magari sotto alla montagna di notizie farlocche - scie chimiche, immigrati che ci stanno invadendo e ci portano via il lavoro, la casa, i soldi e magari anche le donne, la teoria gender e le vaccinazioni killer - troviamo qualche storia vera sepolta. Sempre che non ci faccia più comodo non sapere. Eppure l'aveva ben detto lui, già nel 1922
L'esperto di storia apriva le danze raccontando i fatti storici e il prof. leggeva, o meglio interpretava, brani tratti da opere letterarie sul tema o lettere dal fronte.
Esattamente come è successo a Murasaki, anch'io mi sono resa conto che nonostante il mio corso di studi regolare (elementari-medie-superiori) e anche un paio di esami di storia all'università, non ne sapevo granché.
Da qui la voglia di approfondire.
Quando ho sentito una trasmissione radiofonica che parlava di questo libro di Wu Ming 1, ho pensato che dovevo assolutamente leggerlo.
La prima cosa notevole è il fatto che l'opera di circa 200 pagine è accompagnata da circa 70 pagine di bibliografia e fonti (lo so che non siamo più abituati, adesso è l'epoca delle bufale su facebook che fanno il giro del mondo e creano movimenti e comitati...un sacco di gente che non ha niente da fare).
Le 200 pagine scorrono lisce e in un battibaleno si arriva alla fine. Però io che sono una lettrice troppo veloce, ho sentito la necessità di tornare indietro e rileggerlo. La densità degli argomenti e soprattutto i passaggi, le cause-effetto e i salti temporali per spiegare il presente attraverso gli avvenimenti del passato hanno richiesto una lettura più lenta ed attenta.
Senza entrare troppo nei particolari per non rovinare il piacere della lettura agli altri, si parla ovviamente di Nordest, ovvero Tre Venezie, ovvero Triveneto in quanto teatro della guerra di trincea, altrimenti definibile come macelleria messicana/dilettanti allo sbaraglio - riferito al governo italiano e ai generali - e scenario anche di liberazioni secondo alcuni, e annessioni e deportazioni secondo altri.
Aggiungiamo i qualunquismi, populismi e pressapochismi degli ultimi anni sulla lettura della storia e viene fuori il presente: il perché "in queste terre, ogni fenomeno sia estremo".
Mi interessa in particolare il fenomeno di rimozione di alcune vicende come la questione dei reduci e le esecuzioni sommarie per le cosiddette diserzioni. E penso che non sia affatto un caso che così tante persone anche di cultura medio-alta non sappia o non ricordi o non abbia ben presente. E allora andiamo a scavare, che magari sotto alla montagna di notizie farlocche - scie chimiche, immigrati che ci stanno invadendo e ci portano via il lavoro, la casa, i soldi e magari anche le donne, la teoria gender e le vaccinazioni killer - troviamo qualche storia vera sepolta. Sempre che non ci faccia più comodo non sapere. Eppure l'aveva ben detto lui, già nel 1922
Winter kept us warm, covering
Earth in forgetful snow, feeding
A little life with dried tubers.
domenica 13 settembre 2015
La saga più trendy
Dopo aver letto tutti e dodici i volumi del Trono di Spade posso azzardarmi a dire quello che penso.
Considerando il fatto che anni fa, in tempi non sospetti* ho avuto un primo approccio, e questo primo approccio è risultato fallimentare, partivo già un po' prevenuta. Ma non totalmente. Pensavo che meritasse un altro tentativo, tanto da aver investito buona parte dei mesi di luglio e agosto in questa impresa.
Sono felice di esserci riuscita, ma il mio giudizio è ancora un "ni".
La scena copre diversi luoghi nello stesso arco temporale, quindi ogni capitolo è intitolato con il nome del personaggio di cui si racconta il punto di vista. La scelta è giusta, perché così si ha una visione su tutto quello che succede. Il problema è che alcuni personaggi e le loro vicende risultano estremamente noiosi. La mia impressione è che l'autore si dilunghi eccessivamente su particolari e luoghi che magari risulteranno fondamentali più avanti, ma questo "più avanti" non arriva mai.
E qui si va al cuore del problema, secondo me. L'opera non è finita. Quindi non vengono tirate le fila e gli elementi rimangono così, un po' sospesi.
Questo è il tema più ricorrente tra le lamentele dei lettori: "Oh Martin, quando ti decidi a scrivere il finale?".
Si è parlato di mancanza di idee, di ispirazione. Ma non potrebbe essere invece un'altra la ragione? Io me la sono spiegata così: Martin ha iniziato a scrivere, e a pubblicare, una cosa che ha avuto un certo successo. Tanto da attirare anche le produzioni televisive. Ma le produzioni televisive hanno delle "regole" diverse rispetto all'opera letteraria.
Il target, il bisogno di tenere lo spettatore sulla corda, la necessità di colpi di scena.
La sensazione è che Martin sia rimasto vittima di questo meccanismo infernale e che non voglia più uscirne, perché tutto sommato piuttosto remunerativo.
Quest'ultimo aspetto si collega anche al dibattito Martin contro Tolkien divampato sul web recentemente.
Dando per assodato che Martin ammira Tolkien e si ispira anche alla sua opera, e che il suo commento sulle "mancanze" di Tolkien per quanto riguarda i governi dei regni della Terra di Mezzo non voleva assolutamente essere polemico, trovo che le sue mancanze siano tante e tali per cui poteva evitare. Anche perché, mentre Tolkien semplicemente sceglie di parlare di alcuni aspetti e tralasciarne altri che magari non considerava interessanti, Martin non arriva a tirare le somme e a dare un significato ad un tot di vicende...e sarà che non è finita, ma non bisogna dimenticare che sono 12 volumi e non si vede l'ombra di una soluzione.
* prima che l'opera fosse sulla bocca di tutti, cioè prima che ne venisse tratta una serie TV
Considerando il fatto che anni fa, in tempi non sospetti* ho avuto un primo approccio, e questo primo approccio è risultato fallimentare, partivo già un po' prevenuta. Ma non totalmente. Pensavo che meritasse un altro tentativo, tanto da aver investito buona parte dei mesi di luglio e agosto in questa impresa.
Sono felice di esserci riuscita, ma il mio giudizio è ancora un "ni".
La scena copre diversi luoghi nello stesso arco temporale, quindi ogni capitolo è intitolato con il nome del personaggio di cui si racconta il punto di vista. La scelta è giusta, perché così si ha una visione su tutto quello che succede. Il problema è che alcuni personaggi e le loro vicende risultano estremamente noiosi. La mia impressione è che l'autore si dilunghi eccessivamente su particolari e luoghi che magari risulteranno fondamentali più avanti, ma questo "più avanti" non arriva mai.
E qui si va al cuore del problema, secondo me. L'opera non è finita. Quindi non vengono tirate le fila e gli elementi rimangono così, un po' sospesi.
Questo è il tema più ricorrente tra le lamentele dei lettori: "Oh Martin, quando ti decidi a scrivere il finale?".
Si è parlato di mancanza di idee, di ispirazione. Ma non potrebbe essere invece un'altra la ragione? Io me la sono spiegata così: Martin ha iniziato a scrivere, e a pubblicare, una cosa che ha avuto un certo successo. Tanto da attirare anche le produzioni televisive. Ma le produzioni televisive hanno delle "regole" diverse rispetto all'opera letteraria.
Il target, il bisogno di tenere lo spettatore sulla corda, la necessità di colpi di scena.
La sensazione è che Martin sia rimasto vittima di questo meccanismo infernale e che non voglia più uscirne, perché tutto sommato piuttosto remunerativo.
Quest'ultimo aspetto si collega anche al dibattito Martin contro Tolkien divampato sul web recentemente.
Dando per assodato che Martin ammira Tolkien e si ispira anche alla sua opera, e che il suo commento sulle "mancanze" di Tolkien per quanto riguarda i governi dei regni della Terra di Mezzo non voleva assolutamente essere polemico, trovo che le sue mancanze siano tante e tali per cui poteva evitare. Anche perché, mentre Tolkien semplicemente sceglie di parlare di alcuni aspetti e tralasciarne altri che magari non considerava interessanti, Martin non arriva a tirare le somme e a dare un significato ad un tot di vicende...e sarà che non è finita, ma non bisogna dimenticare che sono 12 volumi e non si vede l'ombra di una soluzione.
* prima che l'opera fosse sulla bocca di tutti, cioè prima che ne venisse tratta una serie TV
domenica 12 aprile 2015
Cita-un-libro #ioleggoperché/9
La giudice della settimana, effe, ha incoronato vincitrice del contest Cita-un-libro wolkerina con la sua bella citazione di E. A. Poe, mentre io per la seconda volta arrivo sul podio (evviva!).
Il tema scelto da wolkerina mi ha messo un po' in crisi...curiosando tra i libri di casa ho trovato moltissime frasi che contengono le parole senso di colpa, praticamente tutte legate al tradimento, ma non riuscivo a trovarne una che mi convincesse.
Ho deciso allora di fare un giretto tra gli altri partecipanti per vedere come avevano affrontato la cosa, e sono rimasta molto sorpresa dalla varietà e dalla fantasia delle amiche lettrici...io dovevo decidere, e in fretta. Potevo gettare la spugna, ma mi sarebbe dispiaciuto molto non partecipare, quindi ho scelto di citare un libro che ho letto molto tempo fa, e che mi è piaciuto assai. Mi rendo conto di non essere particolarmente originale, ma non credo di andare fuori tema con questa citazione...
domenica 5 aprile 2015
Cita-un-libro #ioleggoperché/8
Appesantita dal pranzo di Pasqua e dai sensi di colpa (pochi) per l'abbuffata mi tuffo nel contest Cita-un-libro.
Murasaki -giudice della settimana - ci ha regalato un magistrale post, ed ha incoronato ilgonnellinodietabeta vincitrice della settimana. E da cotanta vincitrice ci è arrivato cotanto tema: l'infinito.
Obbediente, vi passo la mia interpretazione del tema attraverso una citazione...
Murasaki -giudice della settimana - ci ha regalato un magistrale post, ed ha incoronato ilgonnellinodietabeta vincitrice della settimana. E da cotanta vincitrice ci è arrivato cotanto tema: l'infinito.
Obbediente, vi passo la mia interpretazione del tema attraverso una citazione...
Queste le regole del gioco, copiate dalla vincitrice:
1. La domenica, tra le 0.00 e le 23.59 si va sul wall di #ioleggoperché, si sceglie un post-it di citazione e si pubblica sul proprio blog, inserendo nel post il link al portale di #ioleggoperché;
2. Si segnala la pubblicazione sul post del giudice;
3. Durante la settimana si partecipa, se si vuole, alla discussione che (auspicabilmente) da quelle citazioni sarà indotta;
4. Il sabato sera o la domenica successiva, a scelta, il giudice, insieme alla nuova citazione, pubblicherà la classifica delle prime tre citazioni, motivandole;
5. Il giudice stesso passerà dal blog della citazione vincitrice a lasciare il testimone; per far ricominciare il gioco;
6. Il nuovo giudice pubblicherà la sua citazione e il suo post, assegnando eventualmente un tema per le nuove citazioni settimanali;
7. I giocatori possono anche decidere di non seguire il tema: saranno ugualmente partecipanti a Cita-un-libro, ma non potranno concorrere alla vittoria della settimana.
domenica 29 marzo 2015
Cita-un-libro #ioleggoperché 7
Settima settimana di citazioni.
Il giudice della settimana, Murasaki, ha definito il tema per la giornata di oggi, e che tema...la morte.
Quasi allo scadere della giornata, ma ancora in tempo utile, invio il mio post it sul muro di #ioleggoperché, ma semplicemente perché oggi la giornata è stata dedicata ad una gita in montagna. In realtà la citazione mi era balzata immediatamente alla mente non appena letto il tema, e nonostante poi me ne siano venute in mente anche altre, sono tornata alla prima venuta di getto, perché credo che la prima che ti colpisce sia quella giusta.
Per le regole del gioco, vi rimando a Murasaki.
Il giudice della settimana, Murasaki, ha definito il tema per la giornata di oggi, e che tema...la morte.
Quasi allo scadere della giornata, ma ancora in tempo utile, invio il mio post it sul muro di #ioleggoperché, ma semplicemente perché oggi la giornata è stata dedicata ad una gita in montagna. In realtà la citazione mi era balzata immediatamente alla mente non appena letto il tema, e nonostante poi me ne siano venute in mente anche altre, sono tornata alla prima venuta di getto, perché credo che la prima che ti colpisce sia quella giusta.
domenica 22 marzo 2015
Cita un libro, #ioleggoperché/6
Ancora una volta è domenica, e un altro giudice si avvicenda nel giochino che ci tiene compagnia da qualche settimana. Questa settimana tocca a gabericci, incoronato da iome.
A lui i miei complimenti e auguri...eh sì, ti aspetta un'ardua prova (hehe). Ma ce la puoi fare!
Il tema di questa settimana è storie, ed io ho pensato di contribuire con questa citazione
A lui i miei complimenti e auguri...eh sì, ti aspetta un'ardua prova (hehe). Ma ce la puoi fare!
Il tema di questa settimana è storie, ed io ho pensato di contribuire con questa citazione
In questo caso è la storia di un uomo che aveva una relazione, ma un bel giorno, come si suol dire, non ci sta più dentro. E allora molla, molla tutto senza spiegazione e cambia aria.
Da Vienna a Londra. Ma dieci anni dopo si ritrova a vivere una vita che lo lascia insoddisfatto, ha una nuova relazione con una donna molto più giovane di lui, ma continua a pensare a Julia.
Con Julia ha rotto completamente i ponti, e non sa più come rintracciarla. Un giorno, mentre si trova su un autobus della sua città, gira lo sguardo e la vede lì, sull'autobus affiancato al suo. Vicinissima eppure irraggiungibile.
Ah, io di certo non vi dirò come va a finire, ma vi invito a leggere Una Musica Costante di Vikram Seth, un ottimo autore.
Con questo partecipo alla quinta edizione di Cita-un-libro.
sabato 21 marzo 2015
Settimana etica
Questa settimana dell'etica mi piace molto, ho letto dei bellissimi post che mi hanno fatto riflettere, soprattutto quello di iome, che ne è la promotrice. Ed ho apprezzato i contributi di noise e povna.
Ho voluto mettere questa citazione di Vassalli perché contribuisce alla discussione intavolata da iome. Siamo meglio o siamo peggio dei nostri padri? Forse siamo uguali, la ggente è così, la gente odia, è piccola e insignificante ma si crede importante, da che mondo è mondo. Purtroppo fa anche tanti danni...
Ne La Chimera, la ggente arriva da ogni dove, famiglie con bambini e amici, con i carri carichi di cibo e vino per far baldoria...per andare a vedere la strega bruciare. E la strega chi è? E' cattiva? No, non è cattiva, è solo una ragazza di diciannove anni che ha l'imperdonabile colpa di essere bella, anzi bellissima, e che è stata cresciuta da genitori normali, ma che avevano la colpa di "non essere tanto di chiesa", cosa che poteva costare assai cara all'inizio del 1600.
E allora, per comprendere nel discorso anche le sollecitazioni di povna, in tutto questo come si pone la scuola?
Io dico che la scuola può fare ben poco se non ha la collaborazione delle famiglie, il famoso patto educativo che noi facciamo firmare ai genitori, dove la scuola si impegna a e il genitore si impegna a, è un bellissimo patto costantemente disatteso, a volte da una parte e a volte dall'altra. Quindi è una cosa svuotata di significato, un bell'involucro che contiene il niente.
E perché succede tutto questo? Forse perché anche la scuola è fatta di persone, delle stesse persone di cui è popolato l'universo mondo. E ci sono quelle buone e quelle meno buone, quelle in buona fede e quelle in mala fede. Ognuno è convinto di avere ragione e va avanti per la sua strada. E con questo mi collego anche al quesito posto da noise, che si domanda, ma non sarebbe meglio rinunciare a un pochino di sé, se è per il bene comune?
Sono comunque convinta che sia necessario continuare a cercare di fare bene. Non è una giustificazione pensare di non mettersi in gioco solo perché tanto così fan tutti e lo stipendio è lo stesso. Le soddisfazioni arrivano, non dai superiori, ma arrivano.
sabato 14 marzo 2015
Cita un libro #ioleggoperché 5
E' appena passata l'ora del tè, quindi è sabato sera.
E allora vado senza indugio a scrivere il post che incoronerà la vincitrice della settimana.
Per prima cosa ritengo atto dovuto ringraziare tutti i partecipanti al giochino Cita-un-libro ideato dalla vulcanica povna.
Questa settimana hanno partecipato, rigorosamente in ordine di apparizione,
pensierini con Elena Gianini Belotti, Dalla Parte delle Bambine;
nella classe arancio con Italo Calvino, Marcovaldo;
bridigala con Christopher Paolini, Eragon;
povna con Montesquieu, Lo Spirito delle Leggi;
noisette con Elena Gianini Belotti, Dalla Parte delle Bambine;
ilmondodicì con Julie Otsuka, Venivamo Tutte per Mare (fuori concorso per i motivi che potete leggere nel suo post);
connie con Pirandello, Uno, Nessuno e Centomila;
ogginientedinuovo con Cesare Pavese, La luna e i Falò;
unsassoverticale con Fedor Dostoevskij, L'Idiota;
labiondaprof con Malala Yousafzai, Io Sono Malala;
dolcezzedimamma con Louisa May Alcott, Piccole Donne;
spersanelletere con Gianni Rodari, Filastrocche in Cielo e in Terra;
ilgonnellinodietabeta con Sydney Padua e Ada Lovelace, Lovelace and Babbage;
iomemestessa con J.K. Rowling, Harry Potter;
roceresale con Henning Mankell, Scarpe Italiane;
wild horse con Luigi Pirandello, Stasera Si Recita a Soggetto;
ellegio con Ursula K. Le Guin, La Mano Sinistra delle Tenebre
tuttotace con Don Delillo, Rumore Bianco.
Come ho già commentato in giro, il compito della giudice è stato tutt'altro che facile, tutte le citazioni sono di altissimo livello, ma pensa che ti ripensa già all'inizio della settimana ho fatto tre pallini sui nomi di coloro che avevano fatto le tre citazioni che mi hanno colpito in modo particolare.
Dovevo quindi solo decidere primo, secondo e terzo posto (ho visto che si usa, allora anch'io!).
Avrei voluto farle vincere tutte e tre, ma purtroppo non è possibile, quindi al terzo posto labiondaprof con una bellissima frase sull'insegnamento e l'apprendimento. Come ho già detto tante volte, adoro la tecnologia e tutte le cose fantastiche che si possono fare con la LIM in classe, ma è ancora fondamentale che ci sia un insegnante e un alunno disposto a imparare. In queste condizioni anche "solo" carta e penna sono sufficienti.
Al secondo posto si piazza tuttotace, perché mi ha colpito la sua storia e perché trovo la sua citazione una vera-verità!
And the winner iiiiis
iomemestessa, che è stata bravissima a trovare una bella frase di un bellissimo libro, e che ha fatto anche un collegamento con la frase della settimana scorsa. Complimenti davvero!
Adesso a te la palla.
Questa è la mia citazione per la quinta puntata di Cita-un-libro postata sul sito #ioleggoperché
Aggiornamento!
Mi è stato fatto notare che, ehm, mi sono dimenticata di una partecipante...rimedio subito cospargendomi il capo di cenere, ha partecipato ovviamente anche murasaki con Arrigo Boito, Falstaff. Mica paglia ;-)
E allora vado senza indugio a scrivere il post che incoronerà la vincitrice della settimana.
Per prima cosa ritengo atto dovuto ringraziare tutti i partecipanti al giochino Cita-un-libro ideato dalla vulcanica povna.
Questa settimana hanno partecipato, rigorosamente in ordine di apparizione,
pensierini con Elena Gianini Belotti, Dalla Parte delle Bambine;
nella classe arancio con Italo Calvino, Marcovaldo;
bridigala con Christopher Paolini, Eragon;
povna con Montesquieu, Lo Spirito delle Leggi;
noisette con Elena Gianini Belotti, Dalla Parte delle Bambine;
ilmondodicì con Julie Otsuka, Venivamo Tutte per Mare (fuori concorso per i motivi che potete leggere nel suo post);
connie con Pirandello, Uno, Nessuno e Centomila;
ogginientedinuovo con Cesare Pavese, La luna e i Falò;
unsassoverticale con Fedor Dostoevskij, L'Idiota;
labiondaprof con Malala Yousafzai, Io Sono Malala;
dolcezzedimamma con Louisa May Alcott, Piccole Donne;
spersanelletere con Gianni Rodari, Filastrocche in Cielo e in Terra;
ilgonnellinodietabeta con Sydney Padua e Ada Lovelace, Lovelace and Babbage;
iomemestessa con J.K. Rowling, Harry Potter;
roceresale con Henning Mankell, Scarpe Italiane;
wild horse con Luigi Pirandello, Stasera Si Recita a Soggetto;
ellegio con Ursula K. Le Guin, La Mano Sinistra delle Tenebre
tuttotace con Don Delillo, Rumore Bianco.
Come ho già commentato in giro, il compito della giudice è stato tutt'altro che facile, tutte le citazioni sono di altissimo livello, ma pensa che ti ripensa già all'inizio della settimana ho fatto tre pallini sui nomi di coloro che avevano fatto le tre citazioni che mi hanno colpito in modo particolare.
Dovevo quindi solo decidere primo, secondo e terzo posto (ho visto che si usa, allora anch'io!).
Avrei voluto farle vincere tutte e tre, ma purtroppo non è possibile, quindi al terzo posto labiondaprof con una bellissima frase sull'insegnamento e l'apprendimento. Come ho già detto tante volte, adoro la tecnologia e tutte le cose fantastiche che si possono fare con la LIM in classe, ma è ancora fondamentale che ci sia un insegnante e un alunno disposto a imparare. In queste condizioni anche "solo" carta e penna sono sufficienti.
Al secondo posto si piazza tuttotace, perché mi ha colpito la sua storia e perché trovo la sua citazione una vera-verità!
And the winner iiiiis
iomemestessa, che è stata bravissima a trovare una bella frase di un bellissimo libro, e che ha fatto anche un collegamento con la frase della settimana scorsa. Complimenti davvero!
Adesso a te la palla.
Questa è la mia citazione per la quinta puntata di Cita-un-libro postata sul sito #ioleggoperché
A proposito di cambiamenti.
Aggiornamento!
Mi è stato fatto notare che, ehm, mi sono dimenticata di una partecipante...rimedio subito cospargendomi il capo di cenere, ha partecipato ovviamente anche murasaki con Arrigo Boito, Falstaff. Mica paglia ;-)
domenica 8 marzo 2015
Cita un libro #ioleggoperché - quarta puntata
Questa domenica, alle tre del mattino, di ritorno da una bellissima serata di musica dal vivo, ho letto una mail della cara Murasaki che mi annunciava la vittoria per la citazione di domenica scorsa.
Beh, che dire? Ovviamente felice e grata, mi sono schiantata sul letto pensando che la prima cosa da fare al mio risveglio fosse scrivere questo post, ed infatti eccomi qui!
Non nascondo che sono in grave imbarazzo per quanto riguarda la mia citazione di oggi da appiccicare sul muro di #ioleggoperché, ma prenderò una decisione prima di pubblicare il mio post. Dico subito però che non assegnerò un tema per questa domenica perché trovo la cosa un po' complicata soprattutto per chi deve partecipare al giochino!
Vi rimando quindi alle regole, che potete leggere qui da 'povna, e ancora compiaciuta e un po' stordita, vi invito a partecipare numerosi...buona domenica e buone letture.
Beh, che dire? Ovviamente felice e grata, mi sono schiantata sul letto pensando che la prima cosa da fare al mio risveglio fosse scrivere questo post, ed infatti eccomi qui!
Non nascondo che sono in grave imbarazzo per quanto riguarda la mia citazione di oggi da appiccicare sul muro di #ioleggoperché, ma prenderò una decisione prima di pubblicare il mio post. Dico subito però che non assegnerò un tema per questa domenica perché trovo la cosa un po' complicata soprattutto per chi deve partecipare al giochino!
Vi rimando quindi alle regole, che potete leggere qui da 'povna, e ancora compiaciuta e un po' stordita, vi invito a partecipare numerosi...buona domenica e buone letture.
e questa è la mia citazione per oggi, il momento in cui il povero Oliver chiede di avere più gruel, la pappa di avena che servivano per cena agli orfanelli.
domenica 1 marzo 2015
Cita un libro #ioleggoperché - terza edizione, nonché post numero 12 per me
Complimentandomi con Murasaki per la vittoria di oggi, partecipo volentieri alla terza puntata del contest Cita un libro.
Questa volta ho cominciato a pensarci per tempo, e già dall'inizio della settimana mi frullava per la testa la citazione che avrei inserito oggi.
Ed eccola qui:
Fortunatamente per oggi non è stato assegnato un tema (se ho capito bene), altrimenti avrei forse dovuto cambiare :-D
Bene, ma passiamo a T. S. Eliot. Sono particolarmente affezionata a questo autore perché ci ho fatto la tesi di laurea, e anche perché su questa opera - The Waste Land - ho seguito il primo corso monografico all'Università...e mi si è aperto un mondo. Sarà per la passione con cui il docente ne parlava, e la grandissima competenza, ma è stata la prima opera in versi che ho amato. Fino ad allora la poesia non mi era mai piaciuta...io do la colpa alla mia prof di italiano delle medie che ci faceva imparare a memoria tutte le poesie, e sembrava quasi che il suo criterio di scelta si basasse sulla loro lunghezza, e non mi ricordo assolutamente alcun commento a dette poesie, ma sicuramente ero una ragazzina distratta!
Un tributo quindi al mio docente di letteratura inglese del primo anno di università e a tutte le poesie che sono riuscita a godermi DOPO, dopo cioè aver avuto gli strumenti per capire, interpretare e apprezzare la poesia senza sentirmi
Per quanto riguarda il tema, è un classico della poesia, potremmo riassumere con "il mondo alla rovescia" che tante opere di ogni genere ed epoca hanno espresso.
Buona domenica, quindi, e buona gara a tutti!!!!
sabato 28 febbraio 2015
#ioleggoperché 11
Un altro superclassico che adoro.
Gwendolen, per dimostrare che si è fidanzata con Earnest prima di Cecily (e quindi ha precedenza su di lei), porta come prova il suo diario, che porta sempre con sé, perché "bisogna sempre avere con sé qualcosa di sensazionale da leggere".
venerdì 27 febbraio 2015
#ioleggioperché 10
Atto I, scena I di Macbeth.
Comincia con le streghe questa tragedia, e in questi versi si capisce subito che c'è un ribaltamento dei valori. Confusione fisica e morale che anticipano la catastrofe.
giovedì 26 febbraio 2015
#ioleggoperché 9
Come fan di gialli, non poteva mancare questa frase che ogni ispettore che si rispetti creato da ogni autore che si rispetti, usa nei suoi romanzi almeno una volta
;-)
mercoledì 25 febbraio 2015
martedì 24 febbraio 2015
lunedì 23 febbraio 2015
domenica 22 febbraio 2015
#ioleggoperché 5
Il vecchio Sam...
Allora, se ho capito bene le regole, tenterò di partecipare al giochino. Oggi propongo Il Signore degli Anelli per il concorso #ioleggoperché.
sabato 21 febbraio 2015
#ioleggoperché 4
Il vecchio Barbalbero che piega agli Hobbit il perché non vuole schierarsi e partecipare alla Guerra.
venerdì 20 febbraio 2015
Iscriviti a:
Post (Atom)