Visualizzazione post con etichetta vita in famiglia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vita in famiglia. Mostra tutti i post

venerdì 2 gennaio 2015

Natale a Siviglia

Tra patios, aranci,



 mausoleo di Cristoforo Colombo nella Cattedrale
 Cattedrali e innumerevoli chiese Barocche
 ballerini di flamenco
 plaza de toros
 palazzi moreschi
 soffitti a cassettoni
e tapas, cervecitas, mucha gente por la calle y alegrìa. 

mercoledì 5 febbraio 2014

Della dura realtà...variazioni sul tema dello scorrere inesorabile del tempo

Calvin ha sempre detto che da grande vuole fare il contadino e vuole avere una fattoria, e dopo il viaggio in Irlanda ha pensato di fare anche l'allevatore di cavalli, eleggendo proprio l'Irlanda come luogo adatto allo sviluppo delle sue ambizioni.
Quindi giornalmente programma la sua vita futura, e trova problemi e complicazioni da risolvere, e ce li sottopone.
Dopo aver sistemato la questione "come faccio a comprare una fattoria se non so chi la vende" ed altre cose pratiche, adesso è il periodo di preoccupazione che riguarda la vita sociale.
"Ma se vado in Irlanda sarò da solo e non conoscerò nessuno..."
Al che io gli dico "Calvin, ma non hai ancora capito che se vai in Irlanda io vengo con te?" (non scherzando affatto, ogni occasione sarebbe buona per passarci un po' di tempo)
"Ma tu cosa farai?"
"Mah, io sarò in pensione..."
"Allora sarai un peso?!?"

martedì 4 febbraio 2014

la mattina del dì di festa

Una domenica mattina il telefono squilla alle 9.30, è la mamma.
Di solito io mi alzo molto prima di quell'ora, ma stavolta non mi ero ancora alzata e risponde Calvin.
Lo sento dire che sto dormendo, allora gli dico di passarmela pure che sono sveglia.
Naturalmente non è niente di importante, è una delle solite telefonate per dire cose ovvie e trite e ritrite.
Io non mi altero (ho fatto un voto), e pazientemente dico sempre sì, ok, va bene, intervengo brevemente per dire con molta calma che lo avrei fatto comunque...come peraltro avevamo già stabilito...

Alla fine della telefonata interviene Calvin:
"la nonna è un po' pesante eh?"

"Ma no, Calvin, non è pesante...anche io e il papà saremo così con te"

"Tipo tra quarant'anni"

"No, Calvin, mooolto prima..."

mercoledì 8 gennaio 2014

Le recensioni di Calvin

Le vacanze natalizie appena trascorse sono state all'insegna della visione del famoso ciclo di fantascienza trasmesso a ripetizione da un canale apposito (comunque noi possediamo il cofanetto e ogni tanto facciamo la maratona anche senza i suggerimenti del magnate australiano).

Una semi-novità sono stati e tre film prequel, soprattutto per Calvin, che alla scena tra Anakin e la futura madre di Luke e Leia, quando lui dice che da quando ti ho conosciuta non faccio altro che pensare a te e tutto questo tempo in cui siamo stati separati ho sofferto tantissimo e che anche adesso che siamo vicini (ma non tanto quanto vorrebbe lui) soffro...

...questa sarebbe la versione allungata di (virgolette con le mani) ti amo?

mercoledì 27 novembre 2013

Senza giudizio

Mercoledì è il mio giorno libero. Evviva.
Se penso che l'anno scorso non avevo un giorno libero, è una bella sensazione.
Peccato che negli ultimi mercoledì (tipo gli ultimi quattro o cinque) invece di godermi la giornata libera guardandomi un film in lingua originale (adoro fare ciò, e devo essere a casa da sola per farlo senza interruzioni), cucinando qualcosa di speciale, andando a fare shopping o a trovare un'amica, pulire la casa, and so on...abbia dovuto affrontare una serie di sedute dal dentista per sistemare un po' di cose.
Doloroso.
Per la mia persona e per il mio portafoglio, ma di fronte alla salute...
Oggi ho tolto un dente del giudizio, e l'ho portato a casa da mostrare come trofeo.
Vedi com'è stata coraggiosa la mamma?
Mi aspettavo una reazione di Calvin simile al suo alter ego di Calvin e Hobbes, tipo THAT'S GROSS! (che sarebbe "che schifo"), e invece mi ha detto: Ah! Lo metti sotto il cuscino?

giovedì 7 novembre 2013

Luci ed ombre dell'educare

La bloggeramica Noemi, mi ha coinvolto in un'iniziativa che sta passando di blog in blog, che ha come tema l'educazione.
Partecipo volentieri e ringrazio Hilde che ha pensato a me.
Trovo molto interessante che le altre blogger che hanno scritto sul tema, quasi all'unanimità non amino la parola educare nel senso di condurre, perché sembra loro (se ho capito bene) che la cosa comporti una forzatura, un imposizione: io che sono grande ti faccio vedere la strada, perché io so, mentre tu obbedisci.

Per me, invece, è proprio questo il significato più bello della parola. Sono convinta che il bambino, non solo abbia bisogno di una guida, ma anche che il genitore - o chi lo educa, appunto - abbia il dovere di dare una direzione. Semplicemente perché altrimenti il bambino non saprebbe dove andare.
Spetta a noi dire al bambino cos'è giusto e cos'è sbagliato, e spetta a noi prenderci cura di loro. E sono anche convinta che il bambino ce lo chieda, non chiaramente, ma istintivamente. Avere dei limiti, dei paletti, è fondamentale perché un bambino cresca sicuro e sereno, perché sa fin dove può arrivare e non si deve preoccupare di cose più grandi di lui.

Il fatto è che educare è difficile, molto più semplice è concedergli quello che vogliono pur di farli tacere (nel breve periodo), o riempirli di "cose" invece che passare del tempo assieme.

Ovviamente questo vale per i bambini piccoli, e ovviamente man mano che crescono si allargano sempre di più le maglie, se vogliamo usare l'immagine restrittiva di una rete ad esempio. Ma sarà un passaggio graduale e secondo me naturale fino a portarli all'autonomia.

Voglio raccontare un aneddoto, una cosa alla quale ho assistito personalmente nel periodo che ho passato negli Stati Uniti come 
ragazza alla pari, e che mi ha lasciato parecchio perplessa, nonostante la mia, allora, giovane età.
Alla fermata dell'autobus due mamme con due bambini di tre/quattro anni (che erano assieme e si conoscevano). E' tardo pomeriggio e bambino1 ha freddo ma non ha una maglia da mettersi, mentre bambino2 ha una maglia in più che sua mamma ha nella borsa.
Mamma2 dice: "io ce l'ho una maglia in più, bambino2, la vuoi prestare a bambino1?"
Bambino2 dice "no"
Fine della storia. La maglia non viene prestata.

Sono rimasta allibita. Anche adesso che sono mamma, se sono al parco e un altro bambino ha bisogno di qualcosa che io ho, un fazzoletto, una caramella, un cerotto, non chiedo certo a mio figlio il permesso di darglielo, anche se il fazzoletto, la caramella e il cerotto li ho con me per lui, perché non è cosa che gli compete, non 
è una responsabilità che può prendersi lui.

Questo, come molte altre cose, tipo bambini dell'asilo che decidono come vestirsi al mattino, compreso mettere magliette mezze maniche in pieno inverno (e sto parlando del freddo di Chicago), mi hanno fatto pensare che gli americani siano dei pessimi educatori.

Per concludere, mi piacerebbe sentire sull'argomento anche il parere di qualche papà...so che ce ne sono all'ascolto, e anche alle prese con l'educazione dei figli. Stavolta non lo citerò, ma sono sicura che un certo blogger di mia conoscenza si sentirà chiamato in causa... vediamo cosa succede.

Questo il logo dell'iniziativa:



e questi gli altri interventi:

lunamonda

sara

liberelettere

timo il bruco

latte&champagne
A

sabato 2 novembre 2013

Felicità

Da quando Charlie Brown va a lezione di chitarra elettrica accompagnato dal vecchio della montagna, io e Calvin abbiamo una sera la settimana solo per noi. 
Quindi ieri sera, verso le 18.30, dopo che Calvin era tornato a casa dal parco...notare che è già la seconda volta che va al parco da solo coi suoi amici dopo la rampognata del tema sulla mamma che è troppo apprensiva e non lo lascia mai andare...
Dicevo, dopo un pomeriggio passato con gli amici, guardo, così tanto per fare, che cosa propongono i vari canali televisivi. Ed ecco che al primo tentativo becco Lo Hobbit iniziato da 7 minuti!
È stato un attimo!
I pop corn pronti in tre minuti al microonde fanno da pasto e per dolce le caramelle bottino del trick-or-treat del giorno precedente, e siamo in paradiso!

domenica 29 settembre 2013

Cuochi pazzi/3

Questa domenica, per non sbagliare, ha cominciato a piovere già durante la notte... ho sentito un tuono che sembrava una bomba e poi giù acqua a secchi!

Come affronti una giornata così senza il conforto di una buona colazione? Impossibile.
Allora oggi facciamo i pancakes, belli spessi come piacciono a me.

Mettiamo circa 200 grammi di farina, un pizzico di sale e un cucchiaino di lievito in una ciotola, poi facciamo la fontana e in mezzo ci mettiamo il latte, più o meno 300 ml, un uovo e 45 gr di burro sciolto. 

Scaldiamo la padella, una antiaderente, mettiamo un po' di burro e lo facciamo sciogliere. Poi versiamo un mestolo pieno raso di pastella.
Lasciamo cuocere per qualche minuto, fino a che i bordi cominciano a imbrunire, poi giriamo (se siamo capaci con un bel flip) e facciamo cuocere dall'altra parte.

Questo è il primo


La leggenda vuole che il primo pancake sia "one for the dog", cioè per il cane, perché il primo non viene mai bene. La ragione è che la pentola non è ancora "esperta". Beh, noi lo mangiamo lo stesso, però vi assicuro che c'è del vero in questo detto.

Questo è il secondo, che era veramente perfetto


Tradizionalmente (in Inghilterra) consumati con zucchero e limone. Noi abbiamo preferito lo sciroppo d'acero. Ma anche marmellata o nutella andrebbero benissimo!!

Comunque, se anche domenica prossima non piovesse, noi non è che ci offenderemmo...

domenica 15 settembre 2013

cuochi pazzi/2

Che giorno è oggi?
Domenica.
E che tempo fa?
Piove.
E la noia ri-regna sovrana.

E allora rieccoci in cucina. Oggi ci cimentiamo nel banana bread.
La ricetta è presa da un libro americano, quindi le misure sono state trasformate e dimensionate alla capacità degli stampi italiani (che da noi persino i muffins sono più piccoli).
Ci vogliono
225 gr di farina
lievito
sale 
280 gr di zucchero di canna
2 banane
2 uova
125 gr di noci
150 ml di latte (in realtà sarebbe latticello, ma latte o yogurt vanno bene lo stesso)
100 gr di burro
(queste dovrebbero essere le quantità per 12 muffins)

Ci sono due metodi per impastare gli ingredienti, il creaming method e il batter method. Il creaming method è indicato per fare la forma di pane grande, mentre il batter method* si usa per fare i muffins.
Io voglio fare la pagnotta da tagliare a fette, quindi usando un mixer elettrico (perché l'idea è di riuscire ad incorporare più aria possibile per la sofficità) faccio una cremina con il burro e lo zucchero, poi aggiungo le uova una alla volta facendole amalgamare bene.
Poi aggiungo in tre volte la farina (mischiata con lievito e sale), il latte e le banane schiacciate, un terzo alla volta facendoli amalgamare bene prima di mettere ancora ingredienti. Infine le noci spezzate.
Metto in forno a 180° per 45 minuti, e poi abbasso a 160° per altri 15 minuti.
Aspetto 10 minuti prima di toglierlo dallo stampo e almeno un'ora prima di affettarlo.

Ovviamente, per rispettare la tradizione dei cuochi pazzi, l'impasto è troppo, quindi faccio anche 6 muffins



*l'altro metodo consiste semplicemente nel mettere tutti gli ingredienti secchi in una ciotola e tutti i bagnati in un'altra e poi unire

mercoledì 11 settembre 2013

Numeri

55 chili
168 centimetri
41 di scarpe
IV ginnasio
...
e 1 mamma in pena.

domenica 8 settembre 2013

Cuochi pazzi

Complice la prima domenica settembrina - beh, il primo settembre non conta, è ancora quasi agosto -  e di maltempo (un'accoppiata fatale) e in più Calvin figlio cadetto in casa da solo perché Charlie Brown primogenito è fuori con amici, la noia regna sovrana.
Per movimentare la situazione propongo a Calvin di aiutarmi a fare una torta per la colazione di domani. 
Entusiasmo.
La scelta cade sulla torta Lienz, o Linz, scoperta quest'estate in vacanza in Trentino, praticamente una crostata con mandorle tritate e cannella nell'impasto.
Detto-fatto. 
Purtroppo, forse perché fare il lavoro a quattro mani, cercando di tenere occupato Calvin con compiti che può svolgere in modo decente senza distruggere la cucina, mi ha confuso un filino...mi accorgo che non ho messo la cannella nell'impasto.
Va bene, pazienza, cosa sarà mai!
Dopo aver infornato, mi giro e vedo lì belle pronte le mandorle tritate ancora nel mixer.
Ohibò!
Ho dimenticato anche quelle.

Per rimediare al fatto comincio a scartabellare i miei raccoglitori in cerca di una ricettina veloce, magari dei muffins, per utilizzare le mandorle.
Così trovo la torta mandorle e miele, e con un piccolo aggiustamento (la ricetta dice 5 uova e io ne ho solo 2), mentre la crostata Lienz è nel forno, preparo un altro impasto - sempre con il valido aiuto di Calvin che setaccia la farina e monta a neve gli albumi.

Risultato: abbiamo ben due torte per la colazione di domani.


Mancata torta Lienz, che quindi è diventata una normalissima crostata, con marmellata di banane (fatta da me) e marmellata di ciliegie (comprata)

Torta di miele e mandorle rivisitata


martedì 2 luglio 2013

I commenti di Calvin

Ma adesso Carla [Gozzi n.d.r.] fa la pubblicità delle creme? 
Siamo proprio in crisi...

martedì 7 maggio 2013

Dialogo tra nativi digitali

Calvin: cosa vuol dire link?
Charlie Brown: è..., cioè, tipo quando vai su wikipedia, no? Che ci sono quelle parole sottolineate che se le schiacci ti portano su quella cosa...
Aliceland: dicesi collegamento
Charlie Brown: ah! Davvero?
Calvin: ah!

domenica 5 maggio 2013

domenica 14 aprile 2013

Le opinioni di Calvin

Mentre Charlie Brown, silenzioso, pensa probabilmente alla ragazzina dai capelli rossi, Calvin discute di politica, interna ed estera, con apparente cognizione di causa:

Oh, ma lo sai che nella mia classe hanno votato tutti Grillo? 
...
Solo io e Poldo abbiamo votato Bersani!!
Sono stupidi, eh?

oppure:

(commentando la notizia alla radio, da noi non si guardano i tg perché la tv non c'è dove pranziamo)

Ma quello lì (il presidente della Corea, n.d.r.), perché litiga con tutti? Ce l'ha con la Corea del Sud, la Cina, il Giappone...

mercoledì 3 aprile 2013

Calvin pensa

Sempre la mattina presto, perché il mattino ha l'oro in bocca, Calvin espone le sue teorie, fa le sue domande e rivela le sue scoperte.
Questa mattina ha elaborato la teoria dell'orologio.

Ti sei mai accorta che la lancetta dei minuti, che quando è sull'uno vuol dire cinque...il cinque è la metà della tabellina dell'uno?
...
E il 7, che vuol dire trentacinque, è la metà della tabellina del sette.
...
Non hai capito niente, vero? - fa comprensivo -

Fammi un altro esempio - dico io

Per esempio il sei, che vuol dire trenta, trenta è la metà di sessanta, che è la tabellina del sei.

Mi sa che ha ragione. 

mercoledì 7 novembre 2012

Due cartoline da Venezia

Come precedentemente annunciato, il ponte dei morti l'ho passato a Venezia.
Di questo viaggio voglio condividere due cose, non perché siano state le uniche degne di nota, ma perché sono forse le più utili a chi vorrà andare a visitare questa città. Ora, non avete certo bisogno di consigli per andare in Piazza San Marco o a Rialto, all'Arsenale o a spasso in vaporetto per il Canal Grande. 
                                                        
Il primo consiglio riguarda un luogo da visitare per passare un pomeriggio.
L'isola di San Lazzaro, o isola degli Armeni.
Per raggiungere questa isoletta, prendete il vaporetto linea 20 da San Marco-San Zaccaria (a destra della piazza se ci si mette con le spalle al mare).
Attenzione: dovete prendere il vaporetto che parte alle 3.10, perché solo a quell'ora  è possibile effettuare la visita guidata.
Si scende alla seconda fermata (la prima è l'isola di San Servolo, anche qui ci si può fermare, ma è più complicato perché bisogna prenotare prima, e insomma, noi non ci siamo riusciti). Comunque, dicevo, si scende alla seconda fermata, dopo 15 minuti circa di viaggio. Arrivati qui ci accoglie un bel giardino curato e una bellissima barca ormeggiata, l'Armenia appunto. Sulla destra c'è l'ingresso del monastero, dove un monaco accoglie i visitatori all'entrata, € 6 per gli adulti e € 3 per i bambini, e poi comincia la visita guidata. 
Il monaco ha accompagnato i visitatori armeni, mentre a noi è toccata una studentessa di teologia e beni culturali dell'Università di Venezia, molto carina e molto preparata.

Entriamo in un chiostro, sempre perfettamente mantenuto, poi andiamo a visitare la chiesa


La foto non rende benissimo l'idea, perché scura, fatta senza flash. Vi assicuro però che la chiesa è spettacolare.Si tratta di una chiesa e di un monastero mechitarista, dal suo fondatore Mechitar. Qui trovate tutte le informazioni e le foto di quello che abbiamo visto, chiesa, biblioteca, refettorio, reperti, spiegato molto meglio di come farei io...

La visita finisce dopo un paio d'ore, giusto in tempo per prendere il vaporetto delle 17.25 che vi riporta in Piazza San Marco.

Per continuare la giornata e finire in bellezza, ecco il secondo consiglio, vi propongo una cena al Gam Gam, un ristorante kosher nel ghetto ebraico, dove potete gustare dei cibi deliziosi, con un ottimo rapporto qualità prezzo, camerieri giovani, simpatici e gentilissimi. Obbligatorio prenotare allo 041 5231495, si trova a Cannaregio 1122, c'è una fermata del vaporetto proprio di fronte (linea 4.2 o 5.2, si prende anche a San Marco-San Zaccaria... non mi ricordo il nome della fermata ma è l'ottava partendo da San Marco).
Da provare gli assaggi israeliani, humus con falafel, latkes con patate e carciofi fritti. Sono antipasti ma sufficienti a saziare, se proprio avete uno stomaco senza fondo potete prendere del cous cous sia con carne che con solo verdure, oppure la mussaka (carne con melanzane) o lo shwarma (pollo con salsina speziata). Molto buono anche il vino bianco della casa, che è un sauvignon.

Infine, un ultimissimo consiglio, anzi, un avvertimento per chi ancora non se ne fosse reso conto da sè... non ditelo a nessuno, ma alla televisione mentono... mentre al telegiornale strillavano che a Venezia c'erano 120 cm di acqua alta, la situazione era piuttosto questa



pochi centimetri solo in alcuni punti di Piazza San Marco...

                                                    
 

giovedì 18 ottobre 2012

Mini-break a Venezia

Si ripete la fuga a Venezia, per il secondo anno di seguito, per il ponte dei morti.
L'anno scorso siamo andati un po' così, tanto era la prima volta ed era tutto nuovo.
Abbiamo camminato sempre (tranne un giorno, quando siamo andati alle isole Murano, Burano e Torcello), ci siamo persi nei campi, campetti, viuzze, ponticelli. Quando arrivavamo in un posto guardavamo la guida per vedere cosa diceva. Insomma, abbiamo usato il metodo induttivo.

Questa volta, invece, la cosa si presenta come decisamente più organizzata.
Dal sito Venice Connected, ho prenotato il pass per i mezzi di trasporto per 48 ore (€30 a testa), ho anche prenotato la connessione a internet (72 ore a €15) e con un comodo PIN, che si chiama PNR, ritirerò i miei biglietti da una qualsiasi macchinetta automatica. Tempo due minuti ho ricevuto via mail lo username e la password per la connessione wifi una volta arrivata a Venezia (prima controllare quali sono le zone coperte della città).

Ora che siamo tutti belli pronti, ovviamente si accettano suggerimenti su mete papabili, ma soprattutto chiedo ai veneziani e/o frequentatori di Venezia, dove cenare ad un prezzo modico, che sennò noi ci siamo informati e ci sono ben due McDonald's, che non si può lasciare tutti i giorni 150€ solo per mangiare!

martedì 18 settembre 2012

Irlanda: giorno 18

14 agosto. Ultimo giorno.
Siamo arrivati alla fine della nostra vacanza, abbiamo l'aereo alle 4.30 del pomeriggio. Di solito, quando si arriva a questo punto di una vacanza, soprattutto se è stata abbastanza lunga come questa, si sente un po' il bisogno di tornare a casa, anche per riposarsi.
Devo dire che questa volta non è così, se potessi rimarrei ancora senza fatica alcuna!!
Ad ogni modo, abbiamo ancora la mattinata da sfruttare, e quindi andiamo a vedere il castello di Malahide.
Il nostro ospite ci racconta che il castello è in fase di ristrutturazione e non è visitabile, e ci racconta anche la storia molto singolare del suo ultimo proprietario, Lord Talbot, che era piuttosto originale. Morto anni fa senza eredi, il castello è stato ereditato dalla comunità, ed ora sta per essere aperto al pubblico (l'apertura era credo il 19 settembre, quindi in questi giorni), castello, giardino botanico e parco... e l'immancabile visitors' centre con negozi di prodotti rigorosamente irlandesi.
Il parco, che è immenso (riusciamo anche a perderci), si può visitare, quindi ci andiamo.
Troviamo un parco giochi dove passiamo un paio d'ore e Calvin si sfoga, ci sono degli scivoli mega

e poi vediamo il castello da fuori
Lasciamo il castello, non senza qualche problema a ritrovare il parcheggio, e poi andiamo alla spiaggia di Malahide

A questo punto è ora di andare all'aeroporto.
L'aeroporto di Dublino è il paradiso dello shopping, non mi sorprenderebbe se la Kinsella avesse la cittadinanza onoraria di tale non luogo. Come sempre quando l'offerta è eccessiva, io non riesco a processarla, quindi non compro niente, a parte un paio di bottiglie d'acqua per il viaggio.
Presto arriva il momento dell'imbarco, quindi slàn a fhàgàil ag Eirinn, arrivederci Irlanda!

lunedì 17 settembre 2012

Irlanda: giorno 17

13 agosto. Dublino.
Si chiude il cerchio. eravamo partiti 17 giorni fa da Dublino, ed ora siamo tornati. Una giornata da passare nella capitale.
Prendiamo l'autobus (al piano alto) e ci troviamo ancora davanti a the spike (l'ago di acciaio).
Charlie Brown vorrebbe andare a vedere lo stadio, ma non quello di calcio, il GAA stadium, quello dove si giocano hurling e calcio gaelico. Lo accontentiamo. Prendiamo un bus per Croke Park. Dopo qualche avventura con il bus (l'autista si dimentica di dirci qual è la fermata), e un bel pezzetto a piedi, ci arriviamo.
Lo stadio è molto più grande di quello di calcio, la celebrazione della "irlanditudine" è qui al suo apice!
Seguiamo la nostra guida (non è possibile il fai da te) attraverso varie tappe, gli spogliatoi, la sala dei giocatori - dove i giocatori e i loro famigliari si possono rilassare dopo la partita -, il campo, le tribune, la sala stampa e i settori distinti.

Dopo la visita torniamo in centro, un veloce pranzo da McDonald e poi un giretto a Marrion Square, famosa per le case georgiane e il parco nel centro.
C'è anche la casa dove Oscar Wilde ha vissuto da bambino e di fronte il suo monumento.
Le case
il parco

le porte


dopo questa bella scarpinata torniamo a Malahide.
Cena al McGovern's Restaurant and Wine Bar.