Questo film semisconosciuto che è stato fatto con il budget di 30 secondi di Guerre Stellari, ha per protagonista un ragazzo di 14 anni.
Nonostante sia circondato da persone deluse, disilluse e probabilmente anche depresse, lui è uno che non si rassegna.
I genitori non comunicano più; la sorella maggiore con due lauree non riesce a trovare un lavoro soddisfacente; Jessica - la compagna di classe già bocciata di cui lui è innamorato - dice che fa tutto schifo; e la professoressa di italiano è completamente disillusa e non trova più senso nella sua vita e nel suo lavoro.
E Giovanni? Continua caparbiamente a vivere andando contro. Anche contro ad ogni evidenza. Non importa quante volte ci sbatta il naso, lui vive "alla brasiliana", indossando sempre la maglia e i pantaloncini del Brasile e continuando a tirare in porta anche se è un portiere e anche se sbaglia sempre. Da qui il soprannome Banana.
Tra gag e battute brillanti e situazioni tragicomiche, il film si "beve" tutto d' un fiato.
Si tratta di un lungometraggio di esordio di un regista italiano quarantenne, Andrea Jublin, ed è uscito nel 2015.
Buona visione!
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lunedì 18 gennaio 2016
mercoledì 15 gennaio 2014
Il film tanto atteso
Le vacanze di Natale, ma ancora stiamo qui a parlarne? Ebbene sì!
Dicevo appunto che le vacanze di Natale hanno portato anche l'annuale cinema (annuale adesso che c'è Peter Jackson), e finalmente abbiamo avuto la nostra dose di hobbit indispensabile a rallegrare le nostre altrimenti squallide esistenze (ma và là).
Dato che l'amica tolkeniana latita, mi tocca parlarne per prima.
Il film Lo hobbit, la desolazione di Smaug, rigorosamente in 3D, non è stato proprio come mi auspicavo, ma è stato come in fondo mi aspettavo. Cioè, è logico che se vuoi tirare fuori tre film da uno smilzo romanzo, devi metterci qualcosa di tuo.
Ma questo in sé e per sé, non è che sia sempre un male. Sono la prima ad avere apprezzato l'aggiunta di Legolas, Orlando Bloom ha un suo perché (ma l'elfa che si innamora del nano proprio non si può accettare).
E non si può neanche sostenere, secondo me, come fa il prof in questo articolo, che ne lo hobbit ci sono comunque delle parti non scritte, tipo dove va Gandalf quando sparisce, che possono essere la scusa per aggiunte e aggiuntine.
Ci sono comunque nel film delle parti completamente diverse che è difficile spiegare in questo modo, particolarmente verso la fine, con i nani che entrano nella montagna e combattono con Smaug. Ma in questo modo si vanifica tutta la ragione per portarsi dietro uno scassinatore fin dall'inizio!
Non mi è proprio piaciuta la parte dell'enorme nano d'oro per placcare d'oro il drago-pollo (qualcuno ha detto che assomiglia più a un pollo che a un drago, una questione di ali e zampe, non chiedetemi di più che non mi ricordo neanche dove l'ho letto).
Insomma, sicuramente di questo film mi ricorderò la confezione magnum (una cosa che non ha alcun senso, ma è una di quelle cose esagerate che si fanno ogni tanto) di pop corn
Dicevo appunto che le vacanze di Natale hanno portato anche l'annuale cinema (annuale adesso che c'è Peter Jackson), e finalmente abbiamo avuto la nostra dose di hobbit indispensabile a rallegrare le nostre altrimenti squallide esistenze (ma và là).
Dato che l'amica tolkeniana latita, mi tocca parlarne per prima.
Il film Lo hobbit, la desolazione di Smaug, rigorosamente in 3D, non è stato proprio come mi auspicavo, ma è stato come in fondo mi aspettavo. Cioè, è logico che se vuoi tirare fuori tre film da uno smilzo romanzo, devi metterci qualcosa di tuo.
Ma questo in sé e per sé, non è che sia sempre un male. Sono la prima ad avere apprezzato l'aggiunta di Legolas, Orlando Bloom ha un suo perché (ma l'elfa che si innamora del nano proprio non si può accettare).
E non si può neanche sostenere, secondo me, come fa il prof in questo articolo, che ne lo hobbit ci sono comunque delle parti non scritte, tipo dove va Gandalf quando sparisce, che possono essere la scusa per aggiunte e aggiuntine.
Ci sono comunque nel film delle parti completamente diverse che è difficile spiegare in questo modo, particolarmente verso la fine, con i nani che entrano nella montagna e combattono con Smaug. Ma in questo modo si vanifica tutta la ragione per portarsi dietro uno scassinatore fin dall'inizio!
Non mi è proprio piaciuta la parte dell'enorme nano d'oro per placcare d'oro il drago-pollo (qualcuno ha detto che assomiglia più a un pollo che a un drago, una questione di ali e zampe, non chiedetemi di più che non mi ricordo neanche dove l'ho letto).
Insomma, sicuramente di questo film mi ricorderò la confezione magnum (una cosa che non ha alcun senso, ma è una di quelle cose esagerate che si fanno ogni tanto) di pop corn
...e comunque l'anno prossimo saremo ancora lì coi nostri occhialini, i nostri pop corn (magari la confezione più piccola) e le nostre critiche.
sabato 2 novembre 2013
Felicità
Da quando Charlie Brown va a lezione di chitarra elettrica accompagnato dal vecchio della montagna, io e Calvin abbiamo una sera la settimana solo per noi.
Quindi ieri sera, verso le 18.30, dopo che Calvin era tornato a casa dal parco...notare che è già la seconda volta che va al parco da solo coi suoi amici dopo la rampognata del tema sulla mamma che è troppo apprensiva e non lo lascia mai andare...
Dicevo, dopo un pomeriggio passato con gli amici, guardo, così tanto per fare, che cosa propongono i vari canali televisivi. Ed ecco che al primo tentativo becco Lo Hobbit iniziato da 7 minuti!
È stato un attimo!
I pop corn pronti in tre minuti al microonde fanno da pasto e per dolce le caramelle bottino del trick-or-treat del giorno precedente, e siamo in paradiso!
Quindi ieri sera, verso le 18.30, dopo che Calvin era tornato a casa dal parco...notare che è già la seconda volta che va al parco da solo coi suoi amici dopo la rampognata del tema sulla mamma che è troppo apprensiva e non lo lascia mai andare...
Dicevo, dopo un pomeriggio passato con gli amici, guardo, così tanto per fare, che cosa propongono i vari canali televisivi. Ed ecco che al primo tentativo becco Lo Hobbit iniziato da 7 minuti!
È stato un attimo!
I pop corn pronti in tre minuti al microonde fanno da pasto e per dolce le caramelle bottino del trick-or-treat del giorno precedente, e siamo in paradiso!
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lunedì 24 gennaio 2011
Recensioni
Il film di Bisio "Benvenuti al sud" è uguale a "Giù al nord".
Mi aspettavo un po' più di fantasia.
Che senso ha fare un rifacimento identico quando il modello è ancora praticamente nuovo?
Invece "La banda dei babbi natale" è proprio carino.
Recensioni
Il film di Bisio "Benvenuti al sud" è uguale a "Giù al nord".
Mi aspettavo un po' più di fantasia.
Che senso ha fare un rifacimento identico quando il modello è ancora praticamente nuovo?
Invece "La banda dei babbi natale" è proprio carino.
mercoledì 5 gennaio 2011
The hours
Oggi ho visto alla tv il film The Hours (non hanno tradotto il titolo in italiano perchè era troppo difficile), comunque devo dire che appena ho visto il titolo mi sono fermata perchè ho pensato a lei, Virginia Woolf, e infatti c'entrava.
Però... film con attoroni, anzi attricione, tipo Nicole Kidman che fa Virginia Woolf e Meril Streep nella parte di Clarissa Dalloway, ma intanto un mix di vita dell'autrice, del romanzo The Hours, appunto, più un'altra storia parallela... insomma un gran casino, e poi tutti, ma proprio tutti i clichè che saltano fuori quando si parla di Virginia Woolf: lesbismo, malattia mentale, suicidio...
Ora, io ho letto i diari di Virginia e anche le lettere, insomma ho letto il suo blog,oltre alle sue opere, e quello che viene fuori non è affatto la signora anticonformista, privilegiata ed estrosa che tutti pensano, in realtà Virginia era piuttosto conformista, disapprovava la sorella che faceva un sacco di figli (due) e che era sposata con un uomo mentre viveva e figliava con un altro.
Ma soprattutto, era una che faceva fatica ad arrivare a fine mese, nei suoi diari ci sono i conti della spesa, la necessità di bere il latte quando mancava, le difficoltà di pagare l'affitto piuttosto che della casa editrice, in realtà una macchina da stampa di seconda mano che era un catorcio.
L'unica cosa che rispecchia la realtà è la malattia, la malattia traspare in tutte le lettere e anche nei diari, una vita a letto, perchè all'epoca si curavano le malattie tutte allo stesso modo, l'influenza come il male di vivere richiedevano il riposo forzato, ogni tanto un'estrazione di un dente (ma erano pazzi!?!).
Quindi, tornando al film, non mi è piaciuto, anche se ha vinto tot oscar e ci sono le attricione, perchè contribuisce a dare un'immagine superficiale e seriale di una donna che era eccezionale, ma anche tanto umana.
Today I've seen The Hours on tv. It's a film with super actresses like Nicole Kidman starring Virginia Woolf and Meril Streep starring Clarissa Dalloway, so, a mix of biography of the author and the novel The Hours, plus another storyline... a big mess, besides all the stereotypes that invariably come out when talking about Virginia Woolf: lesbianism, mental disease, suicide...
Now, I read Virginia's diaries and letters, well, I read her blog, and her novels, and what comes out is not the nonconformist, priviledged and artsy lady everybody thinks, actually Virginia was rather orthodox, she disapproved of her sister who had too many children (two) and was married to a man and had children with another man.
Most of all, she struggled to get by, in her diaries there are shopping lists, problems to get milk because it was expensive and rare, the rent, and the publishing house was only a second hand press.
The only real thing is the illness, illness is always there in the letters and in the diaries, a life spent in bed, because at the time all illnesses had the same cure: the flu just like the spleen required to stay in bed, and a tooth extraction from time to time (were they all mad!?!).
So, back to the film, I didn't like it, even if it won so many oscars and there are super actresses, because it contributes to a shallow and serial representation of a woman who was extraordinary, but also very human.
Però... film con attoroni, anzi attricione, tipo Nicole Kidman che fa Virginia Woolf e Meril Streep nella parte di Clarissa Dalloway, ma intanto un mix di vita dell'autrice, del romanzo The Hours, appunto, più un'altra storia parallela... insomma un gran casino, e poi tutti, ma proprio tutti i clichè che saltano fuori quando si parla di Virginia Woolf: lesbismo, malattia mentale, suicidio...
Ora, io ho letto i diari di Virginia e anche le lettere, insomma ho letto il suo blog,oltre alle sue opere, e quello che viene fuori non è affatto la signora anticonformista, privilegiata ed estrosa che tutti pensano, in realtà Virginia era piuttosto conformista, disapprovava la sorella che faceva un sacco di figli (due) e che era sposata con un uomo mentre viveva e figliava con un altro.
Ma soprattutto, era una che faceva fatica ad arrivare a fine mese, nei suoi diari ci sono i conti della spesa, la necessità di bere il latte quando mancava, le difficoltà di pagare l'affitto piuttosto che della casa editrice, in realtà una macchina da stampa di seconda mano che era un catorcio.
L'unica cosa che rispecchia la realtà è la malattia, la malattia traspare in tutte le lettere e anche nei diari, una vita a letto, perchè all'epoca si curavano le malattie tutte allo stesso modo, l'influenza come il male di vivere richiedevano il riposo forzato, ogni tanto un'estrazione di un dente (ma erano pazzi!?!).
Quindi, tornando al film, non mi è piaciuto, anche se ha vinto tot oscar e ci sono le attricione, perchè contribuisce a dare un'immagine superficiale e seriale di una donna che era eccezionale, ma anche tanto umana.
Today I've seen The Hours on tv. It's a film with super actresses like Nicole Kidman starring Virginia Woolf and Meril Streep starring Clarissa Dalloway, so, a mix of biography of the author and the novel The Hours, plus another storyline... a big mess, besides all the stereotypes that invariably come out when talking about Virginia Woolf: lesbianism, mental disease, suicide...
Now, I read Virginia's diaries and letters, well, I read her blog, and her novels, and what comes out is not the nonconformist, priviledged and artsy lady everybody thinks, actually Virginia was rather orthodox, she disapproved of her sister who had too many children (two) and was married to a man and had children with another man.
Most of all, she struggled to get by, in her diaries there are shopping lists, problems to get milk because it was expensive and rare, the rent, and the publishing house was only a second hand press.
The only real thing is the illness, illness is always there in the letters and in the diaries, a life spent in bed, because at the time all illnesses had the same cure: the flu just like the spleen required to stay in bed, and a tooth extraction from time to time (were they all mad!?!).
So, back to the film, I didn't like it, even if it won so many oscars and there are super actresses, because it contributes to a shallow and serial representation of a woman who was extraordinary, but also very human.
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