lunedì 8 dicembre 2014

Mi permetto di dissentire

Con questo post inauguro la lunga lista di decisioni, comunicazioni unilaterali, opinioni e esternazioni della Bugblatta dalle quali dissento, mi dissocio e...e...e non sono d'accordo.

Cominciamo dalla prima settimana di scuola. Primo settembre, collegio docenti unitario.
Prima delusione: la Bugblatta è lì, cioè non è andata in pensione come ripete dal giorno che è arrivata tre anni or sono (forse pensa di spaventarci, non sa che abbiamo - almeno ho - la bottiglia di DOM pronta).
Dopo aver fatto il collegio viene, o dovrebbe venire comunicato il calendario delle attività per la prima settimana di settembre.
Il personale decente è a ranghi ridotti, non sono ancora state coperte tutte le posizioni e mancano anche tutte le nomine del Preside, quindi non si fa niente. Niente consigli di classe o riunioni per materie perché i consigli di classe non sono completi. Vengono rimandati.
Ma sarò l'unica a pensare che sia una grandissima stronzata? Sarò l'unica a pensare che sono pagata dal primo settembre e non mi sembra giusto non lavorare? A quanto pare sì.
E questo, decisione apparentemente a noi favorevole, è secondo me un bel modo, uno dei tanti, per sfasciare la scuola.

mercoledì 5 novembre 2014

Saga degli Orchetti - Capitolo 4

L'Alba del Terzo Giorno

Ed ecco che con grande fatica (mia, per stare al passo col racconto) arriviamo alla riunione con i genitori. Mio malgrado la presiedo, essendo la coordinatrice degli Orchetti.
Non è mia intenzione tirare fuori l'argomento in maniera palese, ma dopo il primo Consiglio di Classe i colleghi hanno cominciato a tirare fuori le solite lamentele sugli orchetti e alcuni di loro mi hanno pregato di far presente ai genitori che la situazione è insostenibile, che si comportano male, che non studiano, ... io mi chiedo perché tutti questi signori abbiano dato delle valutazioni così alte alla fine dell'anno scorso, ma mi taccio perché la situazione mi fa gioco.
E così illustro la situazione ai genitori, sottolineando il fatto che non ci spieghiamo alcuni comportamenti se non con la convinzione che siano accettati, quando non incoraggiati, da casa. Faccio esempi concreti, senza dire chi ha detto cosa. I genitori, almeno alcuni, sembrano colpiti, e mi metto a disposizione per parlare privatamente dopo la riunione con chi vuole approfondire.
Durante i colloqui individuali vengono fuori alcune cosine interessanti, tipo che la mamma di Radbug conferma la mia versione sui compiti. Già a giugno lei ha fornito a chiunque volesse i compiti da me assegnati.
Mamma di Gorbag conferma, infatti loro due i compiti li avevano.
La mamma che mi ha telefonato e altre che hanno glissato, hanno glissato anche sul colloquio individuale, in pratica no compiti e no colloquio.
Il padre di Nar, al quale dico che Nar è uno di quelli che si comporta male, mi risponde che sì, lo sa, lui si fa trascinare (...no, scusa amico, ho detto che lui è uno di quelli che trascina...). E poi mi dice anche che gli altri lo aizzano, lui fa la cazzata e poi lo beccano, e gli altri la passano liscia (convinto te!). Comunque l'insegnamento paterno è: se fai le cazzate le devi fare bene e non farti beccare (ah, ecco. Ho sbagliato tutto nella vita).

Arrivo a casa stremata due ore dopo il previsto, contenta per aver detto finalmente quello che pensavo, ma anche persuasa che non ci sia molto da fare. Rimango dell'opinione che adesso passo alle maniere forti... tranquilli, significa solo che interrogherò a tappeto e segnalerò ogni "dimenticanza" con nota scritta sul diario.

E infatti, metto in pratica. E sono sorpresa, mooolto sorpresa. 
Perché?
Perché si sono messi a studiare.
Nella verifica una sola insufficienza in tutta la classe, e nelle interrogazioni orali idem, tutti pronti!!!

Ora, a me sembra il caso di stappare la bottiglia di Ferrari che tengo nel frigor per le occasioni speciali... spero che duri, ma ho comunque dimostrato che si può!!!!
:-)

martedì 21 ottobre 2014

Saga degli Orchetti - Capitolo 3

La Resa dei Conti

Dopo aver passato circa due settimane di scuola a correggere - lentamente - i compiti, per dar modo alle pecorelle smarrite di ritrovarsi, arriva l'inevitabile.
A fine settembre ritiro i libri, un po' perché correggere compiti non è la mia attività preferita, un po' perché oltretutto non mi sembra in questo modo di ottenere risultati apprezzabili. In pratica, mi sembra di capire che gli argomenti affrontati l'anno scorso siano passati dai cervelli degli orchetti senza lasciare alcuna traccia.
Ad ogni modo, dopo aver aspettato ben un mese dalla fatidica telefonata, scopro che la metà che aveva dichiarato di non averli fatti ha continuato a non farli; dell'altra metà solo metà (che fa un quarto del totale) li ha fatti veramente.
A malincuore, perché sono sempre cose spiacevoli, scrivo sui diari degli orchetti "inadempienti" che nonostante abbia aspettato due settimane per ritirare i compiti, il loro figlio non li ha fatti.
Senza fare una piega, i genitori firmano.

to be continued, in case anything happens

venerdì 17 ottobre 2014

Saga degli Orchetti - Capitolo 2

Primi giorni di scuola

Il primo giorno di scuola finalmente arriva, ho un'ora con la mia collega di italiano dagli orchetti, siamo ancora in orario super provvisorio e ridotto e quindi ci sono anche delle compresenze (parola ormai dimenticata negli ultimi anni).
Ovviamente il primo giorno è all'insegna della burocrazia, consegna di avvisi, moduli da compilare per mensa, autorizzazioni varie, libretti, regolamento. 
Non chiedo compiti e non faccio riferimento alla strana telefonata di agosto. Loro stessi tirano fuori l'argomento: "prof. cosa facciamo sabato che abbiamo un'ora di inglese?". Io dico che cominceremo a correggere i compiti delle vacanze...nessuno dice niente.
Mi dico che la faccenda è andata in modo estremamente liscio, e mi immagino che abbiano utilizzato le ultime due settimane per mettersi in pari.
Arriva il sabato, e invece scopro che metà classe non ha fatto i compiti, ma nessuno mi dice che non li ha fatti perché io non li ho dati, ma non forniscono alcuna spiegazione...dicono semplicemente che loro non li hanno fatti.
A differenza dell'altra seconda di Gondor, dove sono arrivata il primo giorno ed ho ritirato tutti i compiti, qui mi comporto in maniera diversa, sapendo la questione. Quindi non metto note, non mi altero, ma dico fermamente che i compiti vanno fatti. Li ripeto per tutti e dico che a partire dalla volta successiva si correggerà. 
Fossero gli orchetti anche solo un po' svegli, si renderebbero conto che con un minimo sforzo potrebbero anche cavarsela...ma non sarebbero più orchetti! Pertanto quello che succede a questo punto è che chi non li ha fatti si bea di averla passata liscia in barba a professori, genitori (forse)*, compagni asini (nel senso che hanno lavorato come asini) e regole. E continua imperterrito per la sua strada.

to be continued

*il forse è riferito al fatto che io credo fermamente che quella metà classe sia supportata dai genitori, o per lo meno, che i genitori in questione non abbiano la minima influenza sui loro figli. 

sabato 4 ottobre 2014

Saga degli Orchetti - Capitolo 1

La Decisione

Dopo le telefonate di mezza estate, io che aspettavo il giorno delle nomine di fine agosto con una certa tranquillità e anche senza troppi patemi, mi scopro dubbiosa.
Ma io -mi chiedo guardandomi allo specchio- sono proprio sicura di voler tornare a Granburrone? 
L'alternativa ci sarebbe...è Mordor, c'è una cattedra anche lì, sono addirittura più ore...però è Mordor, l'ultima volta che ci sono stata mi ha preso una specie di ansia depressiva, ho perso 5 chili e andavo di bromazepan.
Faccio una lista di pro e contro, parlo con la mia collega di Granburrone per assicurarmi che non mi odierebbe se la "lasciassi" (non che lei abbia bisogno di me, ma si è sempre lavorato bene assieme), valuto se a Mordor è cambiato qualcosa, faccio, disfo, rifaccio e intanto arriva il giorno delle nomine, sabato 30 agosto.

E io non so cosa fare.

Arrivo alle undici, ora di convocazione, e naturalmente stanno ancora nominando altre classi di concorso e ne mancano ancora una decina prima della mia.
Attendo fiduciosa.

Passano le ore, e io non so cosa fare.

Tre ore dopo è il mio momento. Arrivo lì, guardo in faccia i "tipi da provveditorato", un attimo di smarrimento, e poi pronuncio la mia scelta...Granburrone! Un parto difficile. Non ce l'ho fatta a fare il salto nel buio, forse perché è un buio abbastanza noto.

Mi metto l'elmetto e vado ad affrontare gli orchetti.

to be continued

domenica 28 settembre 2014

Saga degli Orchetti - Prologo

La storia comincia a fine agosto, anche se riguarda la scuola, e anche se a fine agosto io sono ufficialmente disoccupata e in attesa/speranza di nomina.
Questa cosa non è ben chiara ai genitori, che - beati loro - non ci capiscono una mazza di come funzioni il nostro sistema di reclutamento, anche perché capirci qualcosa li porterebbe probabilmente sull'orlo della pazzia...e questo a parziale discolpa dei segni di squilibrio sempre più frequenti nella categoria insegnanti.
Ad ogni modo, dicevo, per i genitori, un insegnante che insegna ai loro figlioli da una decina d'anni è dato per scontato come un palo portante dell'edificio o un pezzo di mobilio, se volete.
Questo, nello specifico, ha comportato il fatto che il 26 agosto il mio telefono suonasse, e che all'altro capo ci fosse il papà di un orchetto. Niente di strano, viviamo in una realtà molto piccola dove tutti sanno dove tutti abitano, chi sono, di chi sono figli o mogli, etc. In più papà-orchetto è anche il presidente del consiglio d'istituto, e pertanto avevo già avuto il piacere di conoscerlo.
L'oggetto della chiamata è stato invece, almeno alle mie orecchie, abbastanza strano: papà-orchetto si chiedeva se io avessi dato i compiti delle vacanze...il 26 agosto? E perché mai questo dubbio amletico - che io ho provveduto prontamente a fugare?
Perché il figlio, Gorbag, e Lagduf (sono cugini) sostengono che la prof di inglese non ha dato compiti, ma c'è la voce che invece la prof questi compiti li abbia dati.
C'è la voce. Mi piace questa.
Spiego che la voce c'è forse perché ci sono anche i compiti. Bene allora. Dilemma chiarito.

Riflessioni mie: rimango un po' sorpresa da questa telefonata, perché da genitore non mi sarei comportata così. La figuraccia di chiedere ad un prof a fine vacanze se ci fossero o meno compiti non l'avrei mai fatta. In più, se ci fosse la voce, mio figlio sarebbe nei guai - you're in trouble kiddo! - senza alcun dubbio.

E figurarsi la mia sorpresa quando mezz'ora dopo la prima telefonata me ne arriva un'altra. Questa volta è la mamma di Gorbag. E la domanda è sempre la stessa: ci sono i compiti delle vacanze?
A questo punto la sorpresa muta in leggero giramento di cabasisi, e rispondo che non posso fare altro che ripetere le stesse cose che ho detto a suo marito (vivono assieme, non è che siano separati) mezz'ora prima. E lei, serafica, mi risponde che mi crede - grazie tante -, ma la telefonata l'ha fatta per provare a suo figlio che ci fossero i compiti. E lei, poveretta (dico io), per convincere suo figlio ha dovuto chiamare.
E poi aggiunge...comunque tutti tutti dicono che lei non ha dato i compiti, anche le femmine.

Come mai non sono sorpresa che questa questione sia venuta fuori proprio nella classe degli orchetti?

to be continued

mercoledì 24 settembre 2014

Urge recupero

E' giunto il momento di tirare fuori il blog dalla naftalina, e se qualcuno si chiedesse se non mi vergogno neanche un po' ad averlo abbandonato, rispondo che sì, me ne vergogno tanto. Ma, come si suol dire, cosa fatta capo ha. 
Inauguro la stagione autunnale con una ricetta, e per rimanere in tema, è una ricetta di recupero, per utilizzare gli avanzi che abbiamo in casa.
Io l'ho fatta ieri ed ha avuto un enorme successo, per questo ve la ripropongo così come l'ho fatta io, ma tenendo a mente che gli ingredienti si possono sostituire...

Torta salata con riso avanzato (anche se io l'ho fatto apposta perché volevo assolutamente fare questa torta)

250 gr di riso o risotto avanzato
formaggio emmentaler grattuggiato (50 gr)
1 salsiccia (o carne trita)
verdure (io ho usato carote e fagiolini, ma vanno bene anche zucchine). Le mie carote e fagliolini erano stati cotti a vapore, ho anche una vaporiera nuova a tre piani ;-)
2 uova

ho fatto rosolare la salsiccia e l'ho unita al riso, ho aggiunto gli altri ingredienti (verdure, uova, formaggio). Ho steso il tutto su una sfoglia e ho messo in forno i soliti 20 minuti a 180/200°.

Et voilà, molto semplice, veloce e gustosissima.
Cosa dite, ho recuperato?