9 agosto. Da Portmagee (Kerry) a Eyeries (Beara).
Passiamo la mattina a Portmagee per aspettare il bucato, che ci verrà consegnato verso le 11.00.
Intanto riusciamo, grazie alla gentilezza della nostra ospite del Waterfront, a stampare le nostre carte d'imbarco per il viaggio di ritorno.
Ricominciamo in tarda mattinata a percorrere il Ring of Kerry. Anche oggi c'è nebbia, ma meno di ieri, quindi siamo convinti che sarà una bella giornata, e non ci sbagliamo. Infatti questa si rivelerà la giornata più calda della nostra vacanza e anche di tutta l'estate irlandese.
Ci fermiamo allo Staigue Fort, un forte ad anello di almeno 2000 anni, con muri in pietra a secco alti 5 metri, circondati da un fossato, ed in ottimo stato di conservazione
Poco dopo vediamo una stradina che porta ad una spiaggia, White Strand, e ci andiamo. Una meraviglia! Peccato non poter fare il bagno, i costumi li ho portati, ma i teli mare no, e non è consigliabile fare il bagno senza avere la possibilità di asciugarsi.
Molto a malincuore, proseguiamo e ci fermiamo a Sneem. Pranziamo in un parco con delle mince-pie calde (tortine ripiene di carne) e facciamo una vasca in centro. Anche qui non mancano souvenir, maglioni di Aran e tutto l'armamentario per il turista.
Lasciamo quindi il Ring of Kerry e andiamo nella Penisola di Beara, che si trova metà nel Kerry e metà nel Cork.
Nella parte del Kerry, quella più a nord, troviamo lo Uragh Stone Circle, un circolo di pietre preistorico "in una posizione magica". In effetti il paesaggio circostante è notevole. Tuttavia il circolo di pietre, che si raggiunge dopo una scarpinata non tanto lunga, ma sotto il solleone che è uscito diventa faticoso, è un tantino deludente,
Per raggiungere il circolo di pietre bisogna attraversare dei terreni che appartengono a privati, quindi chiedono gentilmente di lasciare 1 euro. Troviamo un vecchietto che vende cartoline, decliniamo gentilmente, e lui ci dice che dobbiamo pagare 1 euro. Incautamente glieli diamo. Il vecchietto ci ringrazia profusamente e si mette gli euri in tasca.
Non appena si sposta verso la sua auto lì parcheggiata notiamo una cassetta di ferro (tipo salvadanaio) su un paletto.. ops!
Ormai è fatta, abbiamo fatto del bene sicuramente al vecchietto, per i proprietari dei terreni sarà per la prossima volta :-)
Verso sera siamo nella parte meridionale della Penisola, ci fermiamo a Eyeries a dormire, al Coulagh Bay House, 80 euri per una camera quadrupla, no internet, carte di credito accettate.
Ceniamo a Eyeries, all'Aunt Mays (unico ristorante del paesino), anche qui non accettano carte di credito.
Nota di costume: al ristorantino hanno vino, ma non birra, però c'è il pub di fronte, quindi ordiniamo la nostra solita Guinness e la cameriera va a prenderla al bar, normale amministrazione!
giovedì 13 settembre 2012
mercoledì 12 settembre 2012
Irlanda: giorno 12
8 agosto.
Ci svegliamo avvolti dalla nebbia, non mi sorprenderebbe che da qualche parte ci fosse un druida che celebra un rito.
Nonostante il tempo a dir poco bizzoso, ci troviamo talmente bene qui a Portmagee che chiediamo alla nostra ospite se possiamo fermarci un'altra notte. Possiamo!
Eravamo rimasti in sospeso con la mazza da hurling. Naturalmente in valigia non ci sta. Portarla a mano non se ne parla neanche, quindi ci rimane solo un'alternativa: fare un pacco e spedirlo a casa.
Dopo aver girato, nei giorni scorsi alcuni uffici postali, la maggior parte piccoli uffici all'interno di negozi di alimentari che al massimo spediscono lettere o cartoline, riusciamo a recuperare un paio di bustone di carta con plastica all'interno (grazie alla gentilezza di un'impiegata di uno degli uffici postali), compriamo dello scotch, e oggi siamo finalmente pronti per confezionare il nostro pacco.
Dopo colazione prepariamo il tutto e andiamo all'ufficio postale, e per la modica cifra di euri 7.50, spediamo la mazza.
Stamattina a Portmagee ci sarà il mercatino, dalle 11 all'1. E' ancora presto, allora andiamo a prendere la macchina e ci avviamo verso lo Skelling Ring, una strada ad anello (appunto) che passa da Portmagee e percorre la costa, con scogliera a picco, spiagge, punti panoramici.
La sera prima ne abbiamo fatto un pezzetto a piedi prima di cena, oggi arriviamo fino alle scogliere. Per andarci bisogna pagare 4 euri a testa. Non è tanto per la cifra, ma consideriamo che di scogliere simili ne abbiamo viste a mazzi e, last but not least, con la nebbia che c'è rischiamo di andare lì e non vedere niente! Quindi decliniamo e proseguiamo, dovrebbe esserci una fabbrica di cioccolato poco più avanti, la Skellings Chocolate Factory.
Prima della fabbrica di cioccolato, troviamo una spiaggia, la St. Finian's Bay
troviamo un gruppo di bambini che sta facendo un summer camp, hanno fatto dei giochi con la sabbia
ed ora si stanno preparando per andare a fare surf. Scambio due parole con la loro maestra, e lei mi dice che con una giornata simile è un peccato stare in casa. In effetti, non fa freddo, anche se a me verrebbe voglia di stare davanti a un caminetto acceso con una tazza di tè in mano. Ho scoperto che il concetto di bel tempo non è oggettivo, ma negli occhi di chi guarda!
A proposito, non fa freddo è relativo, infatti a fare surf vanno con la muta... speriamo che non se ne perda nessuno nella nebbia!!!
Poco più avanti c'è la fabbrica di cioccolato, entriamo, è tutto a vista e c'è una ragazza che ci fa provare tutti i loro prodotti, i truffles ai vari gusti. Compriamo dei truffles alla nocciola e altri alla vaniglia-ganache ad un prezzo assurdo, e dei chocolate chip ad un prezzo normale. I truffles sono ribattezzati toffolette (c'è qualche lettore dei Peanuts qui), e felici come solo la teobromina può rendere, proseguiamo. Ci dovrebbe essere un'altra spiaggia più avanti.
Non ci possiamo andare perchè la strada è interrotta, pare ci sia un camion rovesciato che occupa la carreggiata, già stretta di suo.
Si torna a Portmagee per fare un giro al mercatino.
C'è un po' di tutto, da chi vende frutta e verdura (e noi compriamo le fragole), a chi artigianato, diaciamo così, di classe (foto artistiche, maglioni di Aran, creazioni col legno e con il feltro), a chi cose usate. Tra le cose usate trovo un libro di Colin Dexter a 3 euri e una bellissima borsa rossa a forma di gatto, perfetta, nel senso che non ha un segno o un graffio a 5 euri. E' una bellissima idea regalo che so già a chi fare.
Nella sala del mercatino, vedo che si affaccia una lavanderia. A questo punto del viaggio comincio ad avere una discreta quantità di panni da lavare, già a Kinvarra la gentile padrona del Mountain View mi aveva fatto una lavatrice, ed ora vado a chiedere se posso fare il bucato.
In Irlanda non esistono le lavanderie a gettoni o fai da te, di solito devi lasciare i tuoi vestiti e te li rendono il giorno dopo, anche qui è così, ma a noi va bene perchè tanto abbiamo deciso di fermarci a Portmagee.
Nel pomeriggio il tempo migliora, la nebbia si alza. Andiamo a Ballinskelling, spiaggia che volevamo vedere la mattina. La strada è ancora interrotta a St. Finian's Bay, ma c'è un omino vicino alla transenna che ci spiega la strada alternativa per Ballinskelling. In effetti la spiaggia non è niente male. Ci sono anche delle rovine di un'abbazia, costruita dai monaci di Skelling Michael nel XII secolo, che dall'isola si sono trasferiti qui. Per arrivarci bisogna mettere i piedi in acqua, e allora via scarpe e calze. Andiamo alle rovine e poi camminiamo un po' sulla battigia, la spiaggia è lunghissima
verso sera rientriamo a Portmagee con un sacco di conghiglie e sabbia nei piedi.
La sera si cena al Bridge Bar, le chele di granchio sono buonissime, e poi giro al porto, cioè attraversiamo la strada...
Un gruppo di bambini, chiaramente locali, fanno il bagno. Si tuffano dal molo e dalle barche attraccate, alcuni con la muta, altri solo col costume, spettacolo!
Ci svegliamo avvolti dalla nebbia, non mi sorprenderebbe che da qualche parte ci fosse un druida che celebra un rito.
Nonostante il tempo a dir poco bizzoso, ci troviamo talmente bene qui a Portmagee che chiediamo alla nostra ospite se possiamo fermarci un'altra notte. Possiamo!
Eravamo rimasti in sospeso con la mazza da hurling. Naturalmente in valigia non ci sta. Portarla a mano non se ne parla neanche, quindi ci rimane solo un'alternativa: fare un pacco e spedirlo a casa.
Dopo aver girato, nei giorni scorsi alcuni uffici postali, la maggior parte piccoli uffici all'interno di negozi di alimentari che al massimo spediscono lettere o cartoline, riusciamo a recuperare un paio di bustone di carta con plastica all'interno (grazie alla gentilezza di un'impiegata di uno degli uffici postali), compriamo dello scotch, e oggi siamo finalmente pronti per confezionare il nostro pacco.
Dopo colazione prepariamo il tutto e andiamo all'ufficio postale, e per la modica cifra di euri 7.50, spediamo la mazza.
Stamattina a Portmagee ci sarà il mercatino, dalle 11 all'1. E' ancora presto, allora andiamo a prendere la macchina e ci avviamo verso lo Skelling Ring, una strada ad anello (appunto) che passa da Portmagee e percorre la costa, con scogliera a picco, spiagge, punti panoramici.
La sera prima ne abbiamo fatto un pezzetto a piedi prima di cena, oggi arriviamo fino alle scogliere. Per andarci bisogna pagare 4 euri a testa. Non è tanto per la cifra, ma consideriamo che di scogliere simili ne abbiamo viste a mazzi e, last but not least, con la nebbia che c'è rischiamo di andare lì e non vedere niente! Quindi decliniamo e proseguiamo, dovrebbe esserci una fabbrica di cioccolato poco più avanti, la Skellings Chocolate Factory.
Prima della fabbrica di cioccolato, troviamo una spiaggia, la St. Finian's Bay
troviamo un gruppo di bambini che sta facendo un summer camp, hanno fatto dei giochi con la sabbia
ed ora si stanno preparando per andare a fare surf. Scambio due parole con la loro maestra, e lei mi dice che con una giornata simile è un peccato stare in casa. In effetti, non fa freddo, anche se a me verrebbe voglia di stare davanti a un caminetto acceso con una tazza di tè in mano. Ho scoperto che il concetto di bel tempo non è oggettivo, ma negli occhi di chi guarda!
A proposito, non fa freddo è relativo, infatti a fare surf vanno con la muta... speriamo che non se ne perda nessuno nella nebbia!!!
Poco più avanti c'è la fabbrica di cioccolato, entriamo, è tutto a vista e c'è una ragazza che ci fa provare tutti i loro prodotti, i truffles ai vari gusti. Compriamo dei truffles alla nocciola e altri alla vaniglia-ganache ad un prezzo assurdo, e dei chocolate chip ad un prezzo normale. I truffles sono ribattezzati toffolette (c'è qualche lettore dei Peanuts qui), e felici come solo la teobromina può rendere, proseguiamo. Ci dovrebbe essere un'altra spiaggia più avanti.
Non ci possiamo andare perchè la strada è interrotta, pare ci sia un camion rovesciato che occupa la carreggiata, già stretta di suo.
Si torna a Portmagee per fare un giro al mercatino.
C'è un po' di tutto, da chi vende frutta e verdura (e noi compriamo le fragole), a chi artigianato, diaciamo così, di classe (foto artistiche, maglioni di Aran, creazioni col legno e con il feltro), a chi cose usate. Tra le cose usate trovo un libro di Colin Dexter a 3 euri e una bellissima borsa rossa a forma di gatto, perfetta, nel senso che non ha un segno o un graffio a 5 euri. E' una bellissima idea regalo che so già a chi fare.
Nella sala del mercatino, vedo che si affaccia una lavanderia. A questo punto del viaggio comincio ad avere una discreta quantità di panni da lavare, già a Kinvarra la gentile padrona del Mountain View mi aveva fatto una lavatrice, ed ora vado a chiedere se posso fare il bucato.
In Irlanda non esistono le lavanderie a gettoni o fai da te, di solito devi lasciare i tuoi vestiti e te li rendono il giorno dopo, anche qui è così, ma a noi va bene perchè tanto abbiamo deciso di fermarci a Portmagee.
Nel pomeriggio il tempo migliora, la nebbia si alza. Andiamo a Ballinskelling, spiaggia che volevamo vedere la mattina. La strada è ancora interrotta a St. Finian's Bay, ma c'è un omino vicino alla transenna che ci spiega la strada alternativa per Ballinskelling. In effetti la spiaggia non è niente male. Ci sono anche delle rovine di un'abbazia, costruita dai monaci di Skelling Michael nel XII secolo, che dall'isola si sono trasferiti qui. Per arrivarci bisogna mettere i piedi in acqua, e allora via scarpe e calze. Andiamo alle rovine e poi camminiamo un po' sulla battigia, la spiaggia è lunghissima
verso sera rientriamo a Portmagee con un sacco di conghiglie e sabbia nei piedi.
La sera si cena al Bridge Bar, le chele di granchio sono buonissime, e poi giro al porto, cioè attraversiamo la strada...
Un gruppo di bambini, chiaramente locali, fanno il bagno. Si tuffano dal molo e dalle barche attraccate, alcuni con la muta, altri solo col costume, spettacolo!
martedì 11 settembre 2012
Corsi e concorsi
Apprendo dal sito dell'Ambito Territoriale della mia provincia, che l'Università di Bergamo organizza dei corsi per prepararsi ai concorsi che dovrebbero essere riservati a coloro che possiedono già l'abilitazione all'insegnamento, e che sono quindi nelle graduatorie permanenti o nelle graduatorie del concorso ordinario.
Tale concorso dovrebbe fare scadere il famoso concorsone tenutosi ormai 12 anni fa, ma creare comunque un altro doppio canale.
La prima domanda è: cosa cambia?
Ci sarebbero sempre ancora le due graduatorie da cui attingere, con le stesse persone tra l'altro.
Intanto nel gioco delle tre carte (sempre quelle) si capisce subito chi ne trarrebbe immediato giovamento, dato che il corso per prepararsi al concorso costa ben 500 euri. E che questo nuovo concorso dura tre anni, quindi fra tre anni si farà un altro corso per prepararsi al concorso, tenuto magari da un'altra università, perché così mangiano un po' tutti.
Questi 500 euri sono da sommare a:
Mancato guadagno degli scatti di anzianità, che i precari, si sa, rimangono sempre giovani appena assunti,
Mancato stipendio per due mesi all'anno,
Corsi for.com facoltativi ma di fatto obbligatori se si vuole mantenere la posizione in graduatoria,
Costo del concorso, che mica te lo fanno fare gratis.
A questo punto se facessero pagare una tangente di, diciamo 10.000 euri, per ottenere un posto fisso da insegnante, come si soleva (?) fare per un posto fisso alle poste, sarebbe più onesto, pulito e trasparente. Almeno si avrebbe la sicurezza che dopo aver speso questi soldi il posto ce l'hai, perché per ora non è così
Tale concorso dovrebbe fare scadere il famoso concorsone tenutosi ormai 12 anni fa, ma creare comunque un altro doppio canale.
La prima domanda è: cosa cambia?
Ci sarebbero sempre ancora le due graduatorie da cui attingere, con le stesse persone tra l'altro.
Intanto nel gioco delle tre carte (sempre quelle) si capisce subito chi ne trarrebbe immediato giovamento, dato che il corso per prepararsi al concorso costa ben 500 euri. E che questo nuovo concorso dura tre anni, quindi fra tre anni si farà un altro corso per prepararsi al concorso, tenuto magari da un'altra università, perché così mangiano un po' tutti.
Questi 500 euri sono da sommare a:
Mancato guadagno degli scatti di anzianità, che i precari, si sa, rimangono sempre giovani appena assunti,
Mancato stipendio per due mesi all'anno,
Corsi for.com facoltativi ma di fatto obbligatori se si vuole mantenere la posizione in graduatoria,
Costo del concorso, che mica te lo fanno fare gratis.
A questo punto se facessero pagare una tangente di, diciamo 10.000 euri, per ottenere un posto fisso da insegnante, come si soleva (?) fare per un posto fisso alle poste, sarebbe più onesto, pulito e trasparente. Almeno si avrebbe la sicurezza che dopo aver speso questi soldi il posto ce l'hai, perché per ora non è così
Irlanda: giorno 11
7 agosto. Da Dingle a Portmagee.
La colazione alla Duinìn House è sul podio. Ci sono le fragole, apro una parentesi, in Irlanda si vendono fragole irlandesi, e questo viene specificato da tanto di cartellino che si trova dentro ogni confezione
e tra l'altro, non è solo questione di supportare l'Irlanda, le fragole irlandesi sono veramente buone, molto meglio delle fragole spagnole che invadono il nostro mercato italiano, che sono solo grosse ma non sanno di niente. Chiudo la parentesi.
Dicevo che la colazione è superba. Io prendo ancora il porridge, che qui servono con il Baileys o con la panna. Non posso credere che sia la crema whiskey, quindi chiedo cos'è... è proprio quella!!!!
Non ho il coraggio di provarla alle 8 del mattino, ma secondo me è buonissima. Mi accontento di un ottimo porridge con la panna.
E qui devo aprire un'altra parentesi, è già da un po' di giorni che si è aperta una discussione con MB, che sostiene che con queste colazioni non ha senso bere caffè o succo d'arancia, ci vorrebbe una pinta di Guinness, che tanto la gradazione della birra è ridicola, sono 4°. Io non mi metto a discutere con un esperto, ammicco e spero che non trovi mai il coraggio di chiederla.
Prima di lasciare Dingle andiamo al supermercato, c'è un Lidl proprio next door, e facciamo benzina.
Ieri pomeriggio ci eravamo gasati a vedere tutte quelle belle spiagge, ma oggi siamo avvolti dalla nebbia! Percorriamo la Dingle Peninsula e andiamo nella penisola più a sud, il famoso Ring of Kerry.
Vedo sulla cartina, e leggo sulla guida, si questa Valentia Island, un'isola collegata alla terra ferma da un ponte. Pare sia un'isola piccola e isolata, ma "famosa per vari motivi: da qui partì la prima linea telegrafica transatlantica nel 1866 e nel 1922 si ritrovarono le più antiche orme fossili di tutto l'emisfero settentrionale." Caspita! E poi "quasi tutte le strutture sono a Knighstown, sulla punta nord-est, con una vista mozzafiato sui monti Iveragh."
E allora via, si va a Knighstown. Dal ponte sono circa 19 kilometri. In effetti il posto è molto carino, ma dopo un giro in tutte le strutture ricettive, compreso un bellissimo hotel, il Royal, definito come "un tempo grandioso albergo vittoriano", ma con prezzi abbordabili, ci rendiamo conto che è tutto pieno. Troviamo solo un B&B, che non è neanche sul mare, ad un prezzo che giudichiamo esoso, e un ostello fatiscente... troppo fatiscente anche per i nostri gusti spartani, vicino al famoso ponte.
A quel punto riattraversiamo il ponte e ci troviamo a Portmagee, dove troviamo con fatica una stanza in un B&B, il Waterfront, con tre posti letto. Calvin dorme su un materasso per terra (felice). 80 euro a notte, internet, carte di credito.
Portmagee è un paesino di pescatori, piccolissimo, ma che ci conquista subito. Prima di cena andiamo in centro, cioè a 50 metri dal Waterfront, c'è una via con un post-office-negozietto, tre o quattro tra pub, ristoranti, hotel da un lato, e dall'altro lato il porto.
E' sera, quindi i pescherecci sono già rientrati o stanno rientrando. Vediamo dei pescatori su un gommone che filettano il pescato e buttano la testa con lisca in mare... arriva immediatamente uno stormo di gabbiani che, come nel film "Alla ricerca di Nemo", si pappano tutto. Mi è sembrato anche di sentirli dire "Mio! Mio! Mio!"... ah, no quello era Charlie Brown che li doppiava!
Da Portmagee partono anche le barche per Skelling Michael, che apprendiamo essere un isolotto dove si trovano le rovine di un monastero del VII o VIII secolo, in cima ad un sentiero di scalini. Sull'isola non c'è negozio di souvenir, caffè, ristorante...non c'è neanche un bagno. Per andarci bisogna telefonare ai proprietari delle barche e mettersi d'accordo con loro. si parte alle 10 del mattino (tempo permettendo) e si torna alle 4 circa. Bisogna andare attrezzati e non lasciare rifiuti in giro. E' anche riserva naturale di pulcinelle di mare e berte minori, e si possono vedere delfini e balene durante il tragitto in barca.
Il prezzo, 80 euro circa, e l'incertezza del tempo ci fa rinunciare, ma molto a malincuore, soprattutto mio.
A cena andiamo al Bridge Bar, che è un pub proprio di fianco a Moorings, il ristorante chic di Portmagee.
Il pub è impacchettato, troviamo un tavolino minuscolo e ci accomodiamo. Ci rendiamo conto che il Moorings, non è solo next door, c'è anche una porta comunicante con la sala del ristorante (abbiamo già visto sistemazioni simili a Kilkee), i camerieri sono gli stessi, e la cucina è la stessa! I prezzi sono diversi! Questo fatto ci mette di buon umore, e in effetti mangiamo benissimo.
La colazione alla Duinìn House è sul podio. Ci sono le fragole, apro una parentesi, in Irlanda si vendono fragole irlandesi, e questo viene specificato da tanto di cartellino che si trova dentro ogni confezione
e tra l'altro, non è solo questione di supportare l'Irlanda, le fragole irlandesi sono veramente buone, molto meglio delle fragole spagnole che invadono il nostro mercato italiano, che sono solo grosse ma non sanno di niente. Chiudo la parentesi.
Dicevo che la colazione è superba. Io prendo ancora il porridge, che qui servono con il Baileys o con la panna. Non posso credere che sia la crema whiskey, quindi chiedo cos'è... è proprio quella!!!!
Non ho il coraggio di provarla alle 8 del mattino, ma secondo me è buonissima. Mi accontento di un ottimo porridge con la panna.
E qui devo aprire un'altra parentesi, è già da un po' di giorni che si è aperta una discussione con MB, che sostiene che con queste colazioni non ha senso bere caffè o succo d'arancia, ci vorrebbe una pinta di Guinness, che tanto la gradazione della birra è ridicola, sono 4°. Io non mi metto a discutere con un esperto, ammicco e spero che non trovi mai il coraggio di chiederla.
Prima di lasciare Dingle andiamo al supermercato, c'è un Lidl proprio next door, e facciamo benzina.
Ieri pomeriggio ci eravamo gasati a vedere tutte quelle belle spiagge, ma oggi siamo avvolti dalla nebbia! Percorriamo la Dingle Peninsula e andiamo nella penisola più a sud, il famoso Ring of Kerry.
Vedo sulla cartina, e leggo sulla guida, si questa Valentia Island, un'isola collegata alla terra ferma da un ponte. Pare sia un'isola piccola e isolata, ma "famosa per vari motivi: da qui partì la prima linea telegrafica transatlantica nel 1866 e nel 1922 si ritrovarono le più antiche orme fossili di tutto l'emisfero settentrionale." Caspita! E poi "quasi tutte le strutture sono a Knighstown, sulla punta nord-est, con una vista mozzafiato sui monti Iveragh."
E allora via, si va a Knighstown. Dal ponte sono circa 19 kilometri. In effetti il posto è molto carino, ma dopo un giro in tutte le strutture ricettive, compreso un bellissimo hotel, il Royal, definito come "un tempo grandioso albergo vittoriano", ma con prezzi abbordabili, ci rendiamo conto che è tutto pieno. Troviamo solo un B&B, che non è neanche sul mare, ad un prezzo che giudichiamo esoso, e un ostello fatiscente... troppo fatiscente anche per i nostri gusti spartani, vicino al famoso ponte.
A quel punto riattraversiamo il ponte e ci troviamo a Portmagee, dove troviamo con fatica una stanza in un B&B, il Waterfront, con tre posti letto. Calvin dorme su un materasso per terra (felice). 80 euro a notte, internet, carte di credito.
Portmagee è un paesino di pescatori, piccolissimo, ma che ci conquista subito. Prima di cena andiamo in centro, cioè a 50 metri dal Waterfront, c'è una via con un post-office-negozietto, tre o quattro tra pub, ristoranti, hotel da un lato, e dall'altro lato il porto.
E' sera, quindi i pescherecci sono già rientrati o stanno rientrando. Vediamo dei pescatori su un gommone che filettano il pescato e buttano la testa con lisca in mare... arriva immediatamente uno stormo di gabbiani che, come nel film "Alla ricerca di Nemo", si pappano tutto. Mi è sembrato anche di sentirli dire "Mio! Mio! Mio!"... ah, no quello era Charlie Brown che li doppiava!
Da Portmagee partono anche le barche per Skelling Michael, che apprendiamo essere un isolotto dove si trovano le rovine di un monastero del VII o VIII secolo, in cima ad un sentiero di scalini. Sull'isola non c'è negozio di souvenir, caffè, ristorante...non c'è neanche un bagno. Per andarci bisogna telefonare ai proprietari delle barche e mettersi d'accordo con loro. si parte alle 10 del mattino (tempo permettendo) e si torna alle 4 circa. Bisogna andare attrezzati e non lasciare rifiuti in giro. E' anche riserva naturale di pulcinelle di mare e berte minori, e si possono vedere delfini e balene durante il tragitto in barca.
Il prezzo, 80 euro circa, e l'incertezza del tempo ci fa rinunciare, ma molto a malincuore, soprattutto mio.
A cena andiamo al Bridge Bar, che è un pub proprio di fianco a Moorings, il ristorante chic di Portmagee.
Il pub è impacchettato, troviamo un tavolino minuscolo e ci accomodiamo. Ci rendiamo conto che il Moorings, non è solo next door, c'è anche una porta comunicante con la sala del ristorante (abbiamo già visto sistemazioni simili a Kilkee), i camerieri sono gli stessi, e la cucina è la stessa! I prezzi sono diversi! Questo fatto ci mette di buon umore, e in effetti mangiamo benissimo.
lunedì 10 settembre 2012
Irlanda: giorno 10
6 agosto. Da Kilkee a Dingle.
Ci troviamo ora nel Clare, e dobbiamo andare nel Kerry. Tra le due penisole c'è il fiume Shannon, che ci costringerebbe ad andare a est fino a Limerick per poi ritornare a ovest fino al Kerry... esattamente sotto a Kilkee e al Loop Head!
Per fortuna mi rendo conto che c'è la possibilità di traghettare a Killimer (take the ferry to the Kerry), quindi dopo colazione facciamo i pochi kilometri che ci separano da Killimer e ci imbarchiamo.
La traversata dura mezz'oretta, paghiamo 18 euro in tutto. Una signora locale, con la quale mi metto a chiacchierare perchè ha un cane e Calvin ha il desiderio irrefrenabile di accarezzarlo, ci dice che potrebbero arrivare i delfini, ma l'unico animale che vediamo nella traversata è il cane, appunto, che scopriamo essere una femmina e avere lo stesso nome della nostra. E non è che abbiano un nome tipico da cane chessò io Fufi o Fido (il corrispettivo inglese potrebbe essere Whiskey o Spot). Ecco cana e propietaria
Questo è il fiume Shannon
Arriviamo a Tarbet, e siamo nel Kerry.
Scendiamo fino a Tralee. Neanche a dirlo, il tempo fa le bizze, così facciamo un giro in città e per la prima - e unica - volta da che siamo in Irlanda, andiamo a fare shopping. Il fatto è che entriamo in un grande negozio di sport e vestiti. Calvin e Charlie Brown hanno il chiodo fisso della mazza da hurling, e io mi dirigo verso il reparto back to school, perché se è come nel Regno Unito, ci sono degli affari da fare. Vestiti, e soprattutto intimo per i bambini a prezzi veramente buoni e di ottima qualità. In Inghilterra i vestiti e tutto l'armamentario per bambini non sono considerati un bene di lusso, ma un bene primario, quindi costano meno perché ci sono meno tasse...non so, se qualcuno vuol prendere appunti...
Quando riemergiamo dal negozio abbiamo acquistato: mazza da hurling con pallina, MB si è preso un paio di scarpe da trekking a 20 euro, maglietta dell'Irlanda a 5 euro, maglietta del Kerry con mazze da hurling per Charlie Brown, un paio di pacchi di mutande (totale 10 paia).
Aggiungiamo al nostro bottino anche una puntatina ad un negozio di dolciumi, risultante in due lecca lecca a bastoncino e una scatola di latta con Irish Whiskey Fudge per noi (fudge deludenti ma la scatola è proprio carina).
Decidiamo poi di andare nella penisola di Dingle, e lo facciamo prendendo una strada di montagna con un passo, l'O'Connor Pass. Qui saliamo a 500 metri, dove dovrebbe esserci una vista mozzafiato sugli altipiani, i laghi glaciali e la baia di Brandon. Vabbè, noi vediamo anche un po' di nebbia
Arriviamo a Dingle verso le 4 del pomeriggio, abbiamo intenzione di proseguire fino alla fine della Dingle Peninsula, ma dovendo fare un loop, e poi tornare a Dingle, decidiamo di trovare subito un B&B e lasciare i bagagli.
Troviamo al Duinin House, 100 euro per due stanze (entrambe con bagno), internet, no carte di credito.
Pat, il landlord, e la moglie Anne ci offrono il tè, e a giudicare dalla colazione del giorno dopo, forse avremmo fatto meglio ad accettare, ma la giornata si stava mettendo al bello e noi avevamo visto poco o niente fino ad allora, quindi decliniamo e andiamo verso Slea Head, la fine della penisola.
Ci fermiamo prima a vedere uno dei soliti forti ad anello, sempre belli... questa volta è il Dunbeg Fort: "in posizione spettacolare, in parte caduto nelle acque dell'Atlantico e ancora oggi sembra in bilico sul promontorio, ai piedi del Mount Eagle e con il mare che di frange contro le rocce scure."
Vediamo delle spiagge bellissime, con il sole, che fanno venire voglia di andarci, e poi saliamo su una collina, che sicuramente qui è considerata una montagna...
Torniamo poi a Dingle e andiamo a cena in centro, al porto, dove ci sono una marea di locali. Sono tutti strapieni, alla fine ci fermiamo in un pub dove c'è da aspettare mezz'ora. L'andazzo è quello, quindi ci prendiamo una Guinness e aspettiamo. E' il Marina Inn, ed è l'unico posto dove abbiamo mangiato che sconsiglio vivamente. Abbiamo pagato tanto quanto le altre sere, 62 euro, ma abbiamo mangiato veramente male. I piatti erano più o meno i soliti (non c'è molta varietà in Irlanda), ma la qualità pessima. Persino l'insalata sembrava mezza marcia. Mi dispiace per il Marina Inn, ma, pollice verso.
Al B&B ci siamo consolati con un caffè e dei biscotti.
Ci troviamo ora nel Clare, e dobbiamo andare nel Kerry. Tra le due penisole c'è il fiume Shannon, che ci costringerebbe ad andare a est fino a Limerick per poi ritornare a ovest fino al Kerry... esattamente sotto a Kilkee e al Loop Head!
Per fortuna mi rendo conto che c'è la possibilità di traghettare a Killimer (take the ferry to the Kerry), quindi dopo colazione facciamo i pochi kilometri che ci separano da Killimer e ci imbarchiamo.
La traversata dura mezz'oretta, paghiamo 18 euro in tutto. Una signora locale, con la quale mi metto a chiacchierare perchè ha un cane e Calvin ha il desiderio irrefrenabile di accarezzarlo, ci dice che potrebbero arrivare i delfini, ma l'unico animale che vediamo nella traversata è il cane, appunto, che scopriamo essere una femmina e avere lo stesso nome della nostra. E non è che abbiano un nome tipico da cane chessò io Fufi o Fido (il corrispettivo inglese potrebbe essere Whiskey o Spot). Ecco cana e propietaria
Questo è il fiume Shannon
Arriviamo a Tarbet, e siamo nel Kerry.
Scendiamo fino a Tralee. Neanche a dirlo, il tempo fa le bizze, così facciamo un giro in città e per la prima - e unica - volta da che siamo in Irlanda, andiamo a fare shopping. Il fatto è che entriamo in un grande negozio di sport e vestiti. Calvin e Charlie Brown hanno il chiodo fisso della mazza da hurling, e io mi dirigo verso il reparto back to school, perché se è come nel Regno Unito, ci sono degli affari da fare. Vestiti, e soprattutto intimo per i bambini a prezzi veramente buoni e di ottima qualità. In Inghilterra i vestiti e tutto l'armamentario per bambini non sono considerati un bene di lusso, ma un bene primario, quindi costano meno perché ci sono meno tasse...non so, se qualcuno vuol prendere appunti...
Quando riemergiamo dal negozio abbiamo acquistato: mazza da hurling con pallina, MB si è preso un paio di scarpe da trekking a 20 euro, maglietta dell'Irlanda a 5 euro, maglietta del Kerry con mazze da hurling per Charlie Brown, un paio di pacchi di mutande (totale 10 paia).
Aggiungiamo al nostro bottino anche una puntatina ad un negozio di dolciumi, risultante in due lecca lecca a bastoncino e una scatola di latta con Irish Whiskey Fudge per noi (fudge deludenti ma la scatola è proprio carina).
Decidiamo poi di andare nella penisola di Dingle, e lo facciamo prendendo una strada di montagna con un passo, l'O'Connor Pass. Qui saliamo a 500 metri, dove dovrebbe esserci una vista mozzafiato sugli altipiani, i laghi glaciali e la baia di Brandon. Vabbè, noi vediamo anche un po' di nebbia
Arriviamo a Dingle verso le 4 del pomeriggio, abbiamo intenzione di proseguire fino alla fine della Dingle Peninsula, ma dovendo fare un loop, e poi tornare a Dingle, decidiamo di trovare subito un B&B e lasciare i bagagli.
Troviamo al Duinin House, 100 euro per due stanze (entrambe con bagno), internet, no carte di credito.
Pat, il landlord, e la moglie Anne ci offrono il tè, e a giudicare dalla colazione del giorno dopo, forse avremmo fatto meglio ad accettare, ma la giornata si stava mettendo al bello e noi avevamo visto poco o niente fino ad allora, quindi decliniamo e andiamo verso Slea Head, la fine della penisola.
Ci fermiamo prima a vedere uno dei soliti forti ad anello, sempre belli... questa volta è il Dunbeg Fort: "in posizione spettacolare, in parte caduto nelle acque dell'Atlantico e ancora oggi sembra in bilico sul promontorio, ai piedi del Mount Eagle e con il mare che di frange contro le rocce scure."
Vediamo delle spiagge bellissime, con il sole, che fanno venire voglia di andarci, e poi saliamo su una collina, che sicuramente qui è considerata una montagna...
Torniamo poi a Dingle e andiamo a cena in centro, al porto, dove ci sono una marea di locali. Sono tutti strapieni, alla fine ci fermiamo in un pub dove c'è da aspettare mezz'ora. L'andazzo è quello, quindi ci prendiamo una Guinness e aspettiamo. E' il Marina Inn, ed è l'unico posto dove abbiamo mangiato che sconsiglio vivamente. Abbiamo pagato tanto quanto le altre sere, 62 euro, ma abbiamo mangiato veramente male. I piatti erano più o meno i soliti (non c'è molta varietà in Irlanda), ma la qualità pessima. Persino l'insalata sembrava mezza marcia. Mi dispiace per il Marina Inn, ma, pollice verso.
Al B&B ci siamo consolati con un caffè e dei biscotti.
domenica 9 settembre 2012
Irlanda: giorno 9
5 agosto. Da Kinvarra a Kilkee.
Dopo tre notti, lasciamo Kinvarra e Keogh's e riprendiamo la nostra vita da nomadi.
Facciamo per l'ennesima volta la strada costiera che da Kinvarra porta alle Cliffs of Moher, ma stavolta andiamo oltre.
La nostra meta oggi è uno dei tanti promontori che finiscono a punta sull'oceano, ma questo è uno dei pochi che abbiamo programmato di visitare ancora quando eravamo in Italia. Si tratta di Loop Head, contea Clare.
Arriviamo nel primo pomeriggio a Kilkee, una vivace località con mercato, una bella spiaggia, molta gente in vacanza e soprattutto un bel sole. Ci fermiamo qui a fare due passi e poi prendiamo la strada che ci porta al Loop Head.
In fondo alla stretta penisola c'è un faro, e tutt'intorno delle scogliere che non hanno niente da invidiare alle più rinomate Cliffs of Moher. Solo che qui non c'è centro visitatori, non c'è biglietto d'ingresso, non ci sono negozi di souvenir e tutto ciò che comportano.
C'è il faro, che comunque non è visitabile, ci sono le scogliere a picco sul mare, e nient'altro. Voto: 10.
Ripercorriamo in senso inverso la strada, anzi, ne facciamo addirittura un'altra così vediamo l'altro lato della penisola, e torniamo verso Kilkee.
Ci fermiamo in un B&B, il Kinkora, antico quanto la sua proprietaria, 80 euro per due camere (una doppia e una singola con brandina aggiunta per Calvin e Charlie Brown), no internet, no carte di credito. Ci dobbiamo accontentare perchè pare che tutta l'Irlanda sia in vacanza... buona parte a Kilkee!
Comunque il Kilkora è in centro, e la landlady è molto carina, scopriamo subito che ha sei figli e tredici nipoti, con il quattordicesimo in arrivo il giorno di Natale. Considera Calvin "lovely" e mi chiede se glielo lascio :-)
Andiamo a cena in un ristorante con una cameriera francese. Non è la prima volta che troviamo francesi in Irlanda, non solo vacanzieri, ma che vivono lì. MB chiede cosa ci fanno tutti questi francesi in Irlanda, lei risponde "It's not the weather anyway!". Grande!
Mangiamo bene, io prendo ancora le cozze, stavolta non come antipasto ma come piatto principale. Buonissime!
Calvin, come al solito, deve andare in bagno, e la cameriera ci indica dov'è. Allora, dopo aver attraversato almeno quattro numeri civici e tre pub in linea retta, arriviamo ai servizi che "servono" tutti questi locali che sono uno dietro l'altro. Molto Bizzarro.
Dopo cena andiamo in un pub a berci una Guinness e intanto guardiamo l'incontro di box di Nevin, l'Irlandese che vincerà successivamente la medaglia d'argento. Partecipiamo al tifo e alla gioia della vittoria ai quarti, e poi andiamo al B&B!
Dopo tre notti, lasciamo Kinvarra e Keogh's e riprendiamo la nostra vita da nomadi.
Facciamo per l'ennesima volta la strada costiera che da Kinvarra porta alle Cliffs of Moher, ma stavolta andiamo oltre.
La nostra meta oggi è uno dei tanti promontori che finiscono a punta sull'oceano, ma questo è uno dei pochi che abbiamo programmato di visitare ancora quando eravamo in Italia. Si tratta di Loop Head, contea Clare.
Arriviamo nel primo pomeriggio a Kilkee, una vivace località con mercato, una bella spiaggia, molta gente in vacanza e soprattutto un bel sole. Ci fermiamo qui a fare due passi e poi prendiamo la strada che ci porta al Loop Head.
In fondo alla stretta penisola c'è un faro, e tutt'intorno delle scogliere che non hanno niente da invidiare alle più rinomate Cliffs of Moher. Solo che qui non c'è centro visitatori, non c'è biglietto d'ingresso, non ci sono negozi di souvenir e tutto ciò che comportano.
C'è il faro, che comunque non è visitabile, ci sono le scogliere a picco sul mare, e nient'altro. Voto: 10.
Ripercorriamo in senso inverso la strada, anzi, ne facciamo addirittura un'altra così vediamo l'altro lato della penisola, e torniamo verso Kilkee.
Ci fermiamo in un B&B, il Kinkora, antico quanto la sua proprietaria, 80 euro per due camere (una doppia e una singola con brandina aggiunta per Calvin e Charlie Brown), no internet, no carte di credito. Ci dobbiamo accontentare perchè pare che tutta l'Irlanda sia in vacanza... buona parte a Kilkee!
Comunque il Kilkora è in centro, e la landlady è molto carina, scopriamo subito che ha sei figli e tredici nipoti, con il quattordicesimo in arrivo il giorno di Natale. Considera Calvin "lovely" e mi chiede se glielo lascio :-)
Andiamo a cena in un ristorante con una cameriera francese. Non è la prima volta che troviamo francesi in Irlanda, non solo vacanzieri, ma che vivono lì. MB chiede cosa ci fanno tutti questi francesi in Irlanda, lei risponde "It's not the weather anyway!". Grande!
Mangiamo bene, io prendo ancora le cozze, stavolta non come antipasto ma come piatto principale. Buonissime!
Calvin, come al solito, deve andare in bagno, e la cameriera ci indica dov'è. Allora, dopo aver attraversato almeno quattro numeri civici e tre pub in linea retta, arriviamo ai servizi che "servono" tutti questi locali che sono uno dietro l'altro. Molto Bizzarro.
Dopo cena andiamo in un pub a berci una Guinness e intanto guardiamo l'incontro di box di Nevin, l'Irlandese che vincerà successivamente la medaglia d'argento. Partecipiamo al tifo e alla gioia della vittoria ai quarti, e poi andiamo al B&B!
sabato 8 settembre 2012
Irlanda: giorno 8
4 agosto. Inisheer (Isole Aran)
Sveglia presto. Dobbiamo essere a Doolin alle 9.45 per imbarcarci. Abbiamo scelto l'isola minore perché pensiamo sia più facile girarla a piedi. E' possibile noleggiare la bicicletta, ma non ci sembra una grande idea tenendo conto delle piogge frequenti. In più Inisheer è la meno affollata e la meno turistica (parole magiche).
Sbarchiamo al "porto", che è semplicemente un molo,
e siamo di fianco ad una bella spiaggia, che andiamo subito a vedere
Ci incamminiamo verso l'interno. si vedono i resti di un castello, ma non riusciamo a capire come fare ad arrivarci. Qui tutto il territorio è diviso in piccoli appezzamenti cintati da muri a secco. Solo più tardi scopriremo che si può entrare liberamente, basta chiudersi il cancello alle spalle. Ma per ora passiamo oltre. Si vede in lontananza un faro
Raggiungiamo la parte opposta dell'isoletta e troviamo degli scogli liberi grazie alla bassa marea. Ci accomodiamo e rimaniamo lì un po' a mangiare i nostri panini e a guardare i gabbiani che, come noi, approfittano della bassa marea per mangiare le alghe
Ci fermiano almeno un'ora e non incontriamo nessuno! Ritorniamo dall'altra parte dell'isola e stavolta andiamo al castello, O'Brien's Castle
Entriamo poi in un cimitero con all'interno i resti di una chiesetta senza tetto, Teampall Chaomhàin.
La chiesa è semisepolta dalla sabbia. E' di epoca medievale ma ci sono delle parti che risalgono all'oratorio originale del X secolo. Pare che ogni anno, il 14 giugno, la sabbia venga spazzata via dalla chiesa. Ecco perché noi l'abbiamo vista praticamente pulita.
Ci avviamo lentamente verso il porto, abbiamo ancora più di un'ora di tempo da passare sull'isola. Un cielo minaccioso ci fa decidere di andare in un pub, e non facciamo in tempo ad arrivarci che siamo completamente lavati.
Dentro all'affollatissimo ma vivacissimo pub, mentre beviamo la nostra Guinness, un gruppo di locali suona e canta canzoni tipiche, ci dispiace dovercene andare, ma la barca ci aspetta.
Rientro a Kinvarra e cena da Keogh's. As usual.
Sveglia presto. Dobbiamo essere a Doolin alle 9.45 per imbarcarci. Abbiamo scelto l'isola minore perché pensiamo sia più facile girarla a piedi. E' possibile noleggiare la bicicletta, ma non ci sembra una grande idea tenendo conto delle piogge frequenti. In più Inisheer è la meno affollata e la meno turistica (parole magiche).
Sbarchiamo al "porto", che è semplicemente un molo,
e siamo di fianco ad una bella spiaggia, che andiamo subito a vedere
Ci incamminiamo verso l'interno. si vedono i resti di un castello, ma non riusciamo a capire come fare ad arrivarci. Qui tutto il territorio è diviso in piccoli appezzamenti cintati da muri a secco. Solo più tardi scopriremo che si può entrare liberamente, basta chiudersi il cancello alle spalle. Ma per ora passiamo oltre. Si vede in lontananza un faro
Raggiungiamo la parte opposta dell'isoletta e troviamo degli scogli liberi grazie alla bassa marea. Ci accomodiamo e rimaniamo lì un po' a mangiare i nostri panini e a guardare i gabbiani che, come noi, approfittano della bassa marea per mangiare le alghe
Ci fermiano almeno un'ora e non incontriamo nessuno! Ritorniamo dall'altra parte dell'isola e stavolta andiamo al castello, O'Brien's Castle
Entriamo poi in un cimitero con all'interno i resti di una chiesetta senza tetto, Teampall Chaomhàin.
La chiesa è semisepolta dalla sabbia. E' di epoca medievale ma ci sono delle parti che risalgono all'oratorio originale del X secolo. Pare che ogni anno, il 14 giugno, la sabbia venga spazzata via dalla chiesa. Ecco perché noi l'abbiamo vista praticamente pulita.
Ci avviamo lentamente verso il porto, abbiamo ancora più di un'ora di tempo da passare sull'isola. Un cielo minaccioso ci fa decidere di andare in un pub, e non facciamo in tempo ad arrivarci che siamo completamente lavati.
Dentro all'affollatissimo ma vivacissimo pub, mentre beviamo la nostra Guinness, un gruppo di locali suona e canta canzoni tipiche, ci dispiace dovercene andare, ma la barca ci aspetta.
Rientro a Kinvarra e cena da Keogh's. As usual.
Iscriviti a:
Post (Atom)


























